16 OTT 2002

Cgil: Conferenza stampa di Guglielmo Epifani

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Epifani presenta lo sciopero del 18.

Sarà un successo malgrado l’oscuramento dei media e servirà a contrastare la politica economica del governoRoma, 16 ottobre 2002 – Voltare pagina sul fronte delle politiche economiche, sociali e finanziarie.

Questo a quanto spiega il segretario nazionale Guglielmo Epifani nel corso di una conferenza stampa, l’intento dello sciopero indetto per il prossimo 18 ottobre dalla Cgil.

“Lo scopo dello sciopero – spiega Epifani – è contrastare una politica che riteniamo sbagliata, dai risultati contraddittori e pericolosi, tanto da esporre il paese il
rischio di arretrare”.

La mobilitazione dei lavoratori sarà per Epifani comunque un successo, anche con “l'assenza di informazione”, dettata dal fatto che nel governo c’è “paura di questo sciopero”.Alcune delle misure contenute nella Finanziaria sono nel mirino della Cgil perché non prendono nella debita considerazione “il quadro del rallentamento dell'economia e la presenza di gravi crisi settoriali”, come quella della Fiat.

“Si mettono a rischio tra i 260.000 e i 280.000 posti di lavoro” nel settore degli enti locali , mentre “se il piano di ristrutturazione della Fiat dovesse rimanere così come è” moltissimi sono “i posti a rischio anche in questo singolo settore”.

Inoltre il blocco del credito di imposta sulle nuove assunzioni, per la Cgil mette a rischio 100.000 posti di lavoro, la fine degli incentivi all'edilizia 50.000.

Sono da considerare tra l’altro anche i 15-20.000 esuberi del settore bancario e i 4-5.000 del petrolchimico.Quanto al rapporto con le altre confederazioni, Epifani spiega che la Cgil si aspetta di poter il prima possibile “registrare una nuova convergenza con Cisl e Uil”.

Questo anche in considerazione del fatto che i sindacati “hanno davanti tante occasioni, a partire dalla crisi Fiat per riprendere a lavorare insieme”.È possibile riannodare i rapporti nella triplice “ solo se il merito delle questioni è condiviso, se si hanno delle opinioni in comune.

E questo dipende non solo dalla Cgil, ma anche dalle scelte degli altri”.

“Bisogna contrastare – prosegue il leader della Cgil - le politiche sbagliate e pericolose che il Governo ha operato in questi mesi, che non vengono incontro nemmeno alle reali esigenze delle imprese”.

Governo che si solo preoccupato di “ridurre i diritti dei lavoratori, peggiorando le politiche per il Mezzogiorno, e non facendo i conti con la realta' del ciclo economico e dei conti pubblici”.Carlo Ghezzi ha reso noto che la Cgil ha deciso di dare mandato ai propri legali per procedere contro il ministro dalla Pubblica Istruzione e i suoi collaboratori, in quanto si sarebbero resi responsabili di “attività antisindacale”.

“La nostra iniziativa - ha spiegato Ghezzi - si riferisce all'enorme ritardo con cui il ministero, nonostante la nostra diffida, ha inviato alle scuole la comunicazione in cui si avvisava dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 18 ottobre”.

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