07 NOV 2002

Mitrokhin: Il commento di Paolo Guzzanti a Radio Radicale sulla morte di Umberto Bonaventura

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 min 53 sec

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Subito piena luce sulle circostanze della morte del colonnello del Sismi.

Istanza ovvia, afferma Guzzanti, quando a morire è un "uomo chiave" del genere di Bonaventura Roma, 7 novembre 2002 - "Sono piuttosto scioccato da questa morte, come tutti.

Spero che la magistratura rapidamente faccia piena luce su questa morte".

Il presidente della Commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti così commenta ai microfoni di Radio Radicale la scomparsa del colonnello del Sismi Umberto Bonaventura, il cui corpo senza vita è stato trovato stamani nella sua casa a Trastevere.

Il colonnello Bonaventura, ricorda
Guzzanti, rispondendo alle domande di Claudio Landi, "è stato collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa all'epoca del ritrovamento delle carte di Aldo Moro e dei mancati ritrovamenti nel covo del Br di via Montenevoso, poi diventa al Sismi il direttore della Prima Divisione, cioè di quell'ufficio del servizio segreto che si è occupato proprio dell'amministrazione delle carte Mitrokhin, man mano che il servizio segreto inglese le portava".

Si tratta insomma di "Un uomo chiave".

Tra l'altro "un carabiniere con una mentalità da servitore dello stato, che secondo qualche voce, era poco contento del fatto che le schede Mitrokhin fossero abbandonate senza che sui nomi in esse contenute si facessero delle indagini.

Bonvantura da bravo ufficiale avrebbe voluto che si fossero fatte le indagini che invece non sono state fatte"."Quando muore di colpo un ufficiale di questa importanza - prosegue - un uomo dei servizi segreti, un uomo che ha lavorato con Dalla Chiesa e muore alla vigilia della sua audizione in una commissione bicamerale di inchiesta sul mistero sul quale è stata tenuta finora purtroppo una specie di lastra di marmo tombale che ha impedito anche all'opinione pubblica di essere informata, arriva questa morte.

Il minimo che posso dire è mi auguro che la magistratura rapidamente ci dica cosa è successo".

"Non avanzo ipotesi maliziose, immagino che un ufficiale che era così tormentato dall'accaduto e così coinvolto in una vicenda che lo chiamava in causa in prima persona probabilmente viveva un momento di fortissimo stress, di fortissima tensione.

Non voglio fare delle ipotesi mediche.

Ma certo è morto un testimone chiave della nostra inchiesta.

Con lui muore una delle possibilità di accesso alla verità, che finora è stata negata".

Guzzanti ribadisce che occorre "aspettare e vedere cosa dirà l'autorità giudiziaria su questa morte.

Immagino che su un caso del genere ci sarà un'autopsia, ci saranno dei referti, ci sarà la massima attenzione.

Non c'è bisogno che io faccia delle raccomandazioni alla autorità giudiziaria.

Sono sicuro che l'Autorità giudiziaria competente si renderà conto della importanza di questa morte e dei dubbi, delle angosce, delle inquietudini che questa morte solleva".

Del resto "la stessa autorità giudiziaria sarà scrupolosa, meticolosa ed esauriente nel riferire ciò che può essere riferito.

Mi aspetto - conclude Il presidente della Commissione Mitrokhin - che riferisca che quest'uomo sfortunato è morto per causa naturalissime ancorché drammatiche.

Aspettiamo di saperlo dall'autorità giudiziaria".

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