21 NOV 2002

Storiografia: Primo Salone del Libro Storico, tavola rotonda «Una storia violenta» (con Pansa e Accame)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 25 min

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Registrazione audio di "Storiografia: Primo Salone del Libro Storico, tavola rotonda «Una storia violenta» (con Pansa e Accame)", registrato giovedì 21 novembre 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 25 minuti.
  • Gabriele Ranzato, Università di Pisa

    <strong>Il Primo Salone del Libro Storico ospita una tavola rotonda sul tema: 'Una storia violenta'</strong><p> Gli studiosi Giano Accame, Elena Aga Rossi, Pasquale Chessa, Lutz Klinkhammer, Paolo Pezzino e lo scrittore e giornalista Giampaolo Pansa si sono incontrati per discutere di "Una storia violenta", tavola rotonda organizzata da Mirella Serri dell'Università di Roma, nell'ambito del primo Salone del Libro Storico di Roma.<p>Molti sono stati i temi di discussione e dibattito per gli storici dell'età contemporanea intervenuti, i quali però in questa occasione si sono concentrati sui problemi e le necessità relative alla ricostruzione e alla interpretazione dei momenti più violenti della storia del Novecento.<p>Senza dubbio tra questi spiccano le guerre civili ed in particolare la guerra civile che ha interessato l'Italia nel periodo 1943-45.<p><strong>Le passioni religiose</strong><p>Secondo Giano Accame il problema della militanza politica di chi, dal Dopoguerra ad oggi ha svolto il mestiere di storico, non ha giovato alla completa ricostruzione dei fatti dell'ultimo conflitto, ed in particolare poco ha aiutato nella comprensione della situazione italiana del dopo 8 settembre 1943.<p>In ogni caso per Accame, la storia della violenza nel Novecento va di pari passo con la convinzione molto diffusa che ha colto moltissimi individui di tutti i ceti ed appartenenze politiche; e cioè quella "dell'agire per una causa giusta".<p>La causa giusta spesso è stata identificata tra i valori religiosi, e secondo Accame proprio in nome di essi nelle vicende del secolo scorso le tragedie più grandi si sono consumate.<p>Altrettanto pericolose e foriere di lutti terribili sono state quelle che Accame ha chiamato le "passioni laiche". Ossia quelle teorizzazioni che si sono concretizzate nella cultura occidentale sia nel fascismo che nel comunismo.<p>Dopo il 1989, secondo Accame, la violenza e la pericolosità delle suddette passioni si stempera per dare vita però non ad una più matura partecipazione alla vita politica, ma per generare un crescente disinteresse verso la politica e in generale verso la partecipazione agli eventi.<p><strong>I meccanismi della Guerra civile</strong><p>Giampaolo Pansa ha invitato gli storici presenti a riflettere sui "meccanismi della guerra civile i quali quando si innescano non si fermano più”. In quei momenti “si innesca una trappola gigantesca”, per cui una serie di atti violenti “si susseguono come per necessità finché una delle due parti non è stata del tutto annientata”.<p> Si tratta di “un meccanismo inesorabile, e si è condannati a ripetere certi atti”. Ad esempio “alla fine dell’inverno 1944 chi sta per vincere ammazza il più possibile per non morire nell’ultimo giorno di guerra civile e chi sa di perdere vende il più possibile cara la pelle”.<p>Dopo, quando si passa alla storiografia, “la violenza è sempre quella degli altri”. “Non si sa mai bene che cosa di orrendo ha fatto la parte che vince. Essa la storia se la scrive, se la pubblica se la stampa. e in questo senso, dalla storia si cancella l’indicibile”.<p>Importante dunque è riflettere sulle violenze operate da entrambe le parti, per cercare di fornire agli storici finalmente la materia prima necessaria per riavvicinarsi il più possibile agli eventi nella loro effettiva successione.<p>Paolo Pezzino da parte sua ha relazionato sui dati sino ad oggi a disposizione relativi alle stragi che si sono consumate ai danni dei civili nel corso del periodo 1943-45. Pezzino ha discusso anche della questione della "legittimità" delle azioni militari nelle circostanze relative alle guerre civili.<p><em>Per motivi tecnici il segnale audio risulta disturbato</em>
    0:02 Durata: 23 min 10 sec
  • Elena Aga Rossi, Università dell’Aquila

    0:25 Durata: 14 min 45 sec
  • Giano Accame, storico e giornalista

    0:40 Durata: 17 min 7 sec
  • Lutz Klinkhammer, Istituto Storico Germanico Roma

    0:57 Durata: 22 min 25 sec
  • Paolo Pezzino, Università di Pisa

    1:20 Durata: 22 min 35 sec
  • Giampaolo Pansa, giornalista e scrittore

    1:42 Durata: 21 min 30 sec
  • Pasquale Chessa, giornalista e scrittore

    2:04 Durata: 23 min 44 sec