23 NOV 2002

Ulivo: Le manifestazioni contro la finanziaria

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Ulivo unito in piazza contro la Finanziaria di Berlusconi e contro la devolution di Bossi 23 novembre 2002 - Il coordinamento nazionale dell'Ulivo ha organizzato manifestazioni a Milano e Bari contro la finanziaria varata dal governo sul tema: "Si deve e si può cambiare, con l'Ulivo per il lavoro, i diritti e le libertà, lo sviluppo".

Sono intervenuti a Bari, Clemente Mastella, segretario dell'Udeur, il presidente dei Ds, Massimo D'Alema e il leader della coalizione Francesco Rutelli, mentre a Milano hanno partecipato tra gli altri Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e Piero
Fassino.

Francesco Rutelli ha anticipato dal palco di Bari quella che, insieme all'ostruzionismo in Parlamento, sarà la carta che l'opposizione giocherà in questi giorni contro il governo.

"Se qualcuno nelle stanze del potere supera il segno, noi siamo certi che il capo dello Stato per le sue prerogative di garante dell'unità nazionale e di tutore della costituzione non farà mettere i piedi in testa all'opposizione e alzerà serena a chiara la sua voce".

Inoltre appello a tutte le forze che vogliono battere la destra.

"Rifondazione comunista sarà con noi alle prossime amministrative - ha annunciato Rutelli - e anche nella futura intesa per governare l'Italia.

Dagli errori bisogna imparare perché non si ripetano, perché la destra va battuta soprattutto con l'unità".

Quanto all'ipotesi avanzata dal premier di porre la fiducia sulla devolution, il leader della Margherita ha parlato di "boutade incostituzionale e irrealizzabile", aggiungendo: "siamo contro la follia della pretesa di dissoluzione dell'unità nazionale: noi ci batteremo contro chi vuole farla a pezzi".

"Una manifestazione che dà voce non solo all'Ulivo e all'opposizione, ma ad un Mezzogiorno illuso e tradito dalla destra, colpito alle spalle dal governo che mai è stato così lontano da noi, mai si è visto un governo così nemico del Mezzogiorno".

Massimo D'Alema, salutato dall'applauso più intenso della serata, ha così criticato la condotta dell'esecutivo.

"Siamo qui anche per l'impegno di chi in questi mesi è tornato in piazza - ha aggiunto D'Alema - ho ascoltato chi ha portato la voce dei movimenti, dobbiamo essere grati a chi, nel momento in cui l'opposizione era incerta, ha trovato la forza di reagire dalla piazza.

Ma noi oggi facciamo un passo in avanti".

Quanto alla richiesta della fiducia al ddl sulla devolution D'Alema ha concluso: "essendo una cosa detta da Berlusconi non credo si possa prendere sul serio".

Da Milano Piero Fassino ha puntato l'indice contro la politica di Berlusconi: "Assistiamo a un'intollerabile occupazione dell'informazione, come dimostra la penosa vicenda Rai; assistiamo a uno sconsiderato e quotidiano attacco alla magistratura e alla giustizia; e ora stanno preparando lo smembramento del Paese con la proposta di devolution voluta da Bossi".

Sulla devolution per Fassino "Berlusconi subisce lo schiaffo del ricatto politico di Bossi.

Mette la fiducia per far tacere le voci che nella maggioranza dissentono da questo provvedimento che sollecita gli istinti più rozzi e corporativi del Paese.

E comunque sia chiaro che quello di cui parla Bossi nulla ha a che vedere col federalismo".

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