04 DIC 2002

Ds: «L'Autunno dell'informazione pubblica radiotelevisiva»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 50 min
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I Ds condannano la gestione Baldassare ma non mancano le critiche allo ‘stile’ Celli-ZaccariaRoma, 4 dicembre 2002 - Convegno organizzato dai Democratici di Sinistra per discutere sulla crisi che attraversa l'azienda radiotelevisiva pubblica dal titolo «L'Autunno dell'informazione pubblica radiotelevisiva».

Invitati a discuterne numerosi giornalisti Rai, tra cui il direttore del Tg3, Antonio Di Bella, quello di Rai news 24, Roberto Morrione, l'inviato Ennio Remondino, conclude il segretario Piero Fassino.Tra gli addetti del settore emerge un forte malumore sulla condotta di viale
Mazzini.

Roberto Morrione parla di “interferenze politiche insopportabili”, e secondo lui quella in atto è una “lottizzazione imperfetta”, che aumenta “i giochi al massacro”.

Non mancano inoltre critiche alla Rai di Celli e Zaccaria e secondo Morrione occorre “cambiare il sistema delle regole”.“Non solo i partiti devono fare un passo indietro”.

Morrione ricorda che il “sistema attuale che ha creato la classe dirigente dell’informazione” comprende anche “casi di gruppi di direzione formati all’interno degli stessi partiti a cui facevano riferimento”.Quanto agli ultimi anni di gestione Celli-Zaccaria, “devastante quella fase” ricorda Morrione, in quel momento “la cultura del servizio pubblico era ‘marketing oriented’ e se si usciva da questo si veniva isolati.

I contenuti e gli elementi editoriali e modelli di riferimento venivano negletti o isolati o addirittura colpiti”.In effetti la cultura dell’informazione nel mondo di oggi è “in forte regressione”.

Il problema per Morrione è connesso direttamente al fatto che molti giornalisti non si preoccupano di condizionare il pubblico secondo gli interessi dell’editore, essi stessi “sono condizionati a un livello molto profondo e non arrivano nemmeno a sospettarlo.

Nelle redazioni basta che il potere sia in mano a uomini o donne accreditati come grandi professionisti, che automaticamente i giornalisti danno prova di adesione a una certa visione del mondo della quale condividono i dogmi”.La crisi della Rai va affrontata partendo innanzitutto avanzando una “proposta di sistema” commisurata alle sfide “dei prossimi 15 o 20 anni”.

Questa l’opinione del segretario dei Ds Piero Fassino che inoltre ribadisce la necessità dell’azzeramento dei vertici di Viale Mazzini per rilanciare l'azienda.Secondo il leader della Quercia, gli ultimi otto mesi della gestione Rai sono stati “devastanti”.

Fassino osserva infatti che se da un lato è comprensibile “che una volta al governo si voglia mettere dei propri uomini”, almeno lo si faccia “garantendo capacità e professionalità mentre si è proceduto a scelte solo per fedeltà politica”.

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