15 FEB 2003

Lia: Prima conferenza internazionale del Centro e Sud America sulle droghe (Corrispondenza dal Messico)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 22 min 10 sec
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Merida, 15 febbraio 2003 - Con una visita nell’entroterra locale per conocere i problemi della “gente comune” si e’ conclusa sabato 15 febbraio a Merida (Messico) la prima conferenza internazionale del centro e sud America sulle droghe.

Conferenza aperta il 13 febbraio come prosecuzione del dibattito nato a bruxelles nell’ottobre scorso, ed organizzata dalla Lega Internazionale Antiproibizionista (Lia), DRCNet, Narconews.com e dal giornale locale “Por Esto!”.Nella seconda giornata gli interventi sono stati numerosi ed hanno visto le diverse anime dell’antiproibizionismo a
confronto.

Due gli interventi esemplari in questo senso, quello dello statunitense Ethan Nadelmann, direttore esecutivo della “Drug Policy Alliance”, ex poliziotto che ha sottolineato (per primo o quasi, e condizionato fortemente il dibattito sucessivo) l’importanza dell’antiproibizionismo come scelta di libertà individuale.

E quello del parlamentare peruviano Michael Martínez, dell'Unión por el Perù-Social Democracia, che nel suo Paese ha proposto una legge che dichiara Patrimonio Nazionale la foglia di coca, e che ha posto l’accento fondamentalmente sulla legalizzazione della foglia di coca, come punto di partenza di una politica in materia di droghe, acantonando momentáneamente il resto: un’impostazione, la sua, certamente legata al fenomeno e ai problemi socio-economici che il Perù affronta proprio in virtù di questa pianta, e che per fortuna non ha riscosso grande sucesso nella platea.In termini di strategia, invece, l’intervento dell’eurodeputato Marco Cappato che, presentando alla platea l’appello alle revisioni della convenzioni Onu in materia di droghe (sottoscritto da 110 parlamentari del Parlamento dell’Ue), ha sottolineato l’urgenza di una strategia mondiale, transnazionale.

L’intervento di Cappato è stato il centro della giornata, soprattutto di quella non ufficiale, fatta di conversazioni fuori dalla sala o la sera nei bar di Merida.Da segnalare infine l’intervento del senatore ed ex membro di Corte Suprema in Colombia Carlos Graviria Diaz, che ha sostenuto, evocando i principi della costituzione colombiana del 1991, come “il benessere collettivo non deve essere una scusa per la limitazione delle libertà”.

Lo stesso Diaz e Gustavo de Greiff, leader indiscusso del movimento antiproibizionista nell’America Latina, hanno poi sottoscritto l’appello della LIA e del Partito Radicale Transnazionale.Nel pomeriggio si sono tenute tre tavole rotonde: sulle strategie parlamentari per la legalizzazione , sulla necessita’ di creare un’alleanza tra i vari movimenti antiproibizionisti nel mondo, e sul fatto che la “war on drugs” e’ una guerra contro la liberta’ di informazione e di stampa.

Di rilievo in particolare la prima tavola rotonda, moderata dal segretario della Lia, Marco Perduca, e che ha visto la partecipazione di Marco Cappato, Gustavo de Greiff, Margarita Percovich (parlamentare dell’Uruguay), Ronaldo Alfaro (parlamentare del Costa Rica), Gregorio Urias German (parlamentare messicano), e di vari esponenti argentini, boliviani e peruviani.I lavori si sono conclusi con l’incarico del segretario della Lia, Marco Perduca, di produrre un documento su una strategia comune per il centro e sud America.

Anche se poi, visto il sucesso riscosso, questo documento potrebbe essere proprio l’appello della LIA e del PRT.Da segnalare come ultima cosa, che i due esponenti radicali, sono partiti per uno stressante e importantissimo periplo in America Latina, nel tentativo di mobilitare forze politiche nel mondo intero per chiedere a marzo una profonda riforma delle Convenzioni Internazionali ONU in tema di "guerra alla droga".

Prime tappe: lunedì Città del Messico per incontrare il sottosegretario agli esteri del governo messicano ed alcuni parlamentari dell’opposizione; martedì e mercoledì in Costa Rica, con il Vice-presidente della Repubblica e Presidente dell’Agenzia Anti-droga, ed il sottosgretario agli esteri.

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