19 FEB 2003

Ifad: 25th Anniversary Session of the Governing Council

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 2 min

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Al 25° Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) si parla della crisi irachena e del ruolo dell'Onu nelle questioni internazionali Roma, 19 febbraio 2003 - Al Palazzo dei Congressi dell'Eur si è svolto il Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), che celebra nella edizione di quest'anno il 25esimo anniversario della sua nascita.

Hanno partecipato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il segretario di Stato Vaticano, Angelo Sodano, che ha
letto un messaggio inviato dal Papa.

L'Ifad è una delle agenzie delle Nazioni Unite ed è nata nel 1978.

Ne fanno parte 162 Paesi.

I suoi obiettivi primari consistono nel rafforzare la capacità degli agricoltori poveri e delle loro organizzazioni, e nell'incrementare un accesso equo alle risorse naturali e alla tecnologia e incrementare l'accesso alle risorse finanziarie e ai mercati.

Il presidente Ciampi ha approfittato dell'occasione per ricordare che nessuno può ignorare i rischi gravissimi per i popoli di tutto il mondo rappresentati dalle nuove minacce del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Il Consiglio di sicurezza in questo senso ha una responsabilità irrinunciabile e un ruolo insostituibile nella soluzione delle crisi internazionali.

Occorre quindi preservare l'Onu, mantenendo ferma la fiducia nel suo sistema multilaterale.

"Ci incontriamo in un momento di incertezza e di ansietà che percorre il mondo intero - ha detto da parte sua Kofi Annan - la possibilità della guerra in Iraq grava pesantemente sull'intera famiglia delle Nazioni Unite, che sta lavorando per raggiungere la libertà dalla paura".

Tuttavia la crisi irachena, ha ricordato Annan, non deve distrarre l'Onu dai suoi obblighi negli altri contesti di sua competenza.

Il cardinal Sodano, che leggeva un messaggio del Papa, ha puntato il dito contro la tendenza emergente nell'odierno panorama internazionale in cui si affermano la contrapposizione di interessi e il desiderio di prevalere che hanno come conseguenza l'abbandono della trattativa e la spinta all'isolamento, impedendo quindi alla stessa attività di cooperazione di rispondere ai bisogni con la dovuta efficacia.

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