24 MAR 2003

Droga: Liberato Marco Cappato a Manchester

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Liberato l'eurodeputato radicale Marco Cappato, arrestato a Manchester dopo aver rifiutato di pagare una multa per aver violato la locale legge antidroga nel dicembre 200124 marzo 2003 - Il tribunale di Manchester ha deciso oggi la scarcerazione di Marco Cappato, euroarlamentare radicale, Coordinatore dei Parlamentari per l'Azione Antiproibizionista, giunto al quarto giorno di detenzione per l'azione nonviolenta di disobbedienza civile alla legge britannica sulle droghe, realizzata nel dicembre 2001 a Stockport (Manchester).

Cappato era stato arrestato e trasferito nel carcere di Manchester
nella mattinata di venerdì scorso, 21 marzo, in esecuzione della sentenza della Corte della Corona di Manchester, che lo aveva condannato al pagamento di 2.200 sterline di costi legali e di 100 sterline di multa o, in alternativa a queste, sette giorni di carcere.

Cappato aveva pagato i costi legali ma aveva rifiutato di pagare la multa, disobbedendo così a una legge considerata ingiusta e affrontando il carcere.

La liberazione anticipata è avvenuta, conformemente alle leggi britanniche, a metà della pena detentiva.

"Ringrazio i compagni radicali - ha dichiarato Cappato - che in questi giorni hanno consentito di fare del mio arresto un'occasione di mobilitazione politica e, per quanto consentito dai mezzi di informazione, di conoscenza e consapevolezza rispetto a leggi che producono crimine invece di combatterlo".

"Mi recherò oggi stesso a Bruxelles al Parlamento europeo per lavorare in vista del voto dell'8 aprile prossimo sulla posizione dell'Unione europea alla Commissione ONU sulle droghe, che si terrà a Vienna dall'8 al 17 aprile.

La campagna radicale antiproibizionista sulle droghe continua e si rilancia, sia con gli strumenti istituzionali che con quelli della lotta nonviolenta".

"Un ringraziamento particolare - ha concluso l'eurodeputato radicale - va alle centinaia di persone che durante il mio arresto hanno raggiunto sul sito www.antiprohibitionist.org i firmatari dell'appello per la riforma delle Convenzioni ONU sulle droghe, tra i quali vi sono oltre 200 parlamentari e cittadini da 76 Paesi".

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