20 AGO 2003

Governo: Filo diretto con il ministro Maurizio Gasparri a Radio Radicale

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 30 min 37 sec
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Roma, 20 maggio 2003 - Quella che segue è la trascrizione integrale dell’intervista a cura di Alessio Falconio al ministro Maurizio Gasparri"In base alla legge 66 del 2001 entro il 2006 la televisione dovrà trasmettere con tecnologia digitale.

Quindi anche se non fosse approvata in teoria il ddl che ho presentato e che si sta discutendo in Parlamento, comunque ci dovrebbe essere il passaggio al digitale.

La legge che ho presentato ha anche precisato che la Rai deve realizzare alcuni obbiettivi già entro la fine del 2003.

Tutto questo è utile anche per ampliare il numero di reti attive e
consentire un calcolo dei limiti antitrust tenendo conto delle reti analogiche attuali , che sono 11, e quelle digitali che cominceranno ad esistere.

Per far questo la Rai deve acquisire delle frequenze sul mercato e quindi si sta rivolgendo al mercato dove già operano Mediaset e penso anche La7.Se perdesse tempo la Rai troverebbe nel mercato minori offerte e minori possibilità .

Dopodiché il compito di dire quali frequenze scegliere e quali prezzi pagare spetta al direttore generale che valuta le situazioni e fa le sue proposte e sottopone ogni singola vicenda e ogni singolo contratto all’esame del Cda.

Quindi si fa una tempesta in un bicchier d’acqua, perché comunque la rai deve acquisire queste frequenze perché il digitale arriverà anche in base alla legge che già c’è, quella che propongo io scandisce meglio i tempi e come altri, scommettendo sull’approvazione della legge, si stanno rivolgendo al mercato, se la rai non si muovesse rischierebbe di arrivare tardi, di non trovare frequenze disponibile e quindi di perdere una grande occasione.

Poi sulle singole vicende non è certo competenza del governo, saranno il direttore generale e il Cda a valutare cosa accade, ricordando che la Rai deve acquisire la disponibilità di frequenze, non deve compare le società televisive locali, quindi mi sembra che si sia un po’ esagerato visto che parliamo di decine e decine di frequenze , quando su un caso si è imbastita una polemica che sembra assolutamente sproporzionato.

Se sarà approvata la mia legge che consente un calcolo più alto del tetto antitrust, si potrà evitare il passaggio sulla sola trasmissione satellitare di Rete4, ma è anche interesse della Rai l’approvazione della legge perché dovrà rinunciare alla pubblicità su una rete e non potrà spostarla sulle altre reti perché i limiti di affollamento pubblicitario sono già stati raggiunti, e pertanto la Rai dovrebbe tagliare 150 milioni di euro di pubblicità.

Per cui chi fa il tifo per la non legge fa il tifo per un danno che riguarderebbe non solo Mediaset ma anche la Rai.

Pertanto la salvezza e il futuro della Rai dipendono dalla nuova legge".D:La legge può ancora cambiare?"Io sono favorevole al fatto che si possa in terza lettura chiudere l’iter legislativo che è iniziato circa un anno fa.

Il testo iniziale è stato ampiamente modificato, credo che sia diritto del Parlamento discutere fino all’ultimo momento anche ipotesi di modifica, ma c’è anche un dovere del sistema politico-parlamentare assumere delle decisioni, anche in vista della scdenza della fine dell’anno che con la applicazione delle sentenza della Corte Costituzionale creerebbe degil squilibri nel sistema italiano, dove Mediaset e Rai sarebbero indebolite con uno squilibrio nei confronti del sistema globale.

Murdoch opera in Italia e il suo fatturato è infinitamente superiore a quello di Rai e Medisaet.

Allora se è giusto che, rispettando le logiche di mercato e le leggi, tutti i Murdoch del mondo entrino nel mercato italiano, non dobbiamo però nemmeno augurarci che ci siano solo i Murdoch del mondo che colonizzerebbero nel futuro le nostre piccole aziende se non fossero messe in condizione di avere delle dimensioni tali da competere sul mercato.

Quindi mi auguro che si arrivi ad una decisione, e per questo sarebbe meglio che la terza lettura confermasse i contenuti del Senato, ma sono sufficientemente avvezzo alle fatiche della politica e rispettoso delle prerogative del Parlamento nel dire che questo mio auspicio deve passare attraverso il vaglio del Parlamento.

Mi auguro che la maggioranza sia coesa anche perchè molte modifiche proposte dai partiti di maggioranza, tra cui l’Udc, sono state accolte".D:A proposito di Murdoch, se per il calcio non dovessero esserci piattaforme alternative a Sky ci sarebbero problemi di antitrust?"I problemi di antitrust li comprendo, però bisognerebbe anche che si guardasse in faccia alla realtà.

Hanno tentato di mettere in piedi un’altra piattaforma con la collaborazione tecnologica di Sky, non ci sono ancora riusciti.

A questo punto o le partite vengono tutte trasmesse dall’unica piattaforma satellitare che c’è, Sky Tv, se si metteranno d’accordo squadre e Sky, o non saranno trasmesse.

L’antitrust potrebbe anche intervenire contro questo monopolio ma dovrebbe anche indicare qual è l’alternativa.

L’alternativa è non far vedere le partite delle squadre escluse, non essendoci un’altra piattaforma, né l’antitrust può imporre l’esistenza di un’altra piattaforma.

Se questa eventuale seconda piattaforma sorgerà in pochi giorni benissimo, altrimenti credo che l’antitrust dovrebbe tener conto della realtà".D:La Lega attacca il decreto salva campionato e promette battaglia in Parlamento."Io credo che il problema sia stata la debolezza del governo del calcio che ha portato a questa situazione nella quale i mondo del calcio ha chiesto al governo di porre fine a tutta questa serie di decisioni di vari Tar che sul territorio davano ragione ad una squadra o all’altra.

Quindi non è l’intervento della politica sul calcio, ma esattamente il contrario.

Il problema è che c’è una debolezza dell’attuale struttura di governo del calcio, ma è una questione che devono affrontare il Coni, la Federcalcio, le società.

Il Parlamento deve tener conto che il campionato deve pure svolgersi e quindi non è che si può far decidere a tutti i Tar d’Italia come e chi deve giocare il campionato".D: Il suo partito chiede le dimissioni di Carraro?"Il mio partito ritiene debole l’attuale struttura di governo del calcio italiano e che ce ne vuole una più forte, però la responsabilità ricade su chi deve designare questi vertici e quindi non sono i partiti che devono farlo".D:In An nascerà un correntone DestraSociale-Nuova alleanza?"An è un partito di destra che oggi è al governo in 11 regioni, in tantissimi comuni e al livello nazionale con numerosi ministri e che vede il suo leader vice presidente del consiglio.

Oggi è il banco di prova di An come forza di governo che non può e non deve fallire, privilegiando la coesione della maggioranza di governo , ma anche la scansione più netta e più precisa della sua identità di destra all’interno della coalizione"."Fare correntini o correntoni su posizioni interne diversificate, i più liberali e i più sociali che si uniscono solo per ragioni di potere interno mi sembra un evento impossibile , smentito da molto esponenti del mio partito e quindi mi sembra che anche la logica porti ad escludere una corrente che unisca chi la pensa all’opposto solo per fare la guerra al coordinatore.

Sarebbe talmente poco ser8io...credo che sia invece importante superare una logica di correntismo esasperato perché gli elettori esigono serietà dai partiti di centro destra e soprattutto da An, partito di passione , di militanza e di presenza.

Ed è per questo che l’onorevole La Russa, nel mese di agosto, si è messo saggiamente al lavoro e sta svolgendo la sua azione con grande solerzia.

Credo che da questo punto di vista ci sia invece da guardarsi intorno a 360 gradi e , ad esempio, mi auguro che il nuovo coordinatore di An possa riaprire un dialogo con il Partito Radicale, un partito al quale molte cose ci uniscono, non tutte, su alcune ci sono anche state sensibilità diverse, ma il Partito radicale certamente è una presenza che deve essere al centro di un confronto e di un dialogo.

Quindi io mi auguro che già a partire da settembre An su una serie di temi specifici possa , in un incontro ufficiale con il Partito Radicale, verificare ipotesi di convergenza , nella autonomia della propria storia e della propria identità , questo, insieme ad altri spunti , è uno spunto importante.

Insieme dobbiamo parlare di politica e di cose da fare".

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