18 APR 2002

CSM - Plenum del 18 aprile 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 56 min

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All'ordine del giorno: 1) Ordinanza cautelare con cui veniva accolta una sospensiva 2) Programma annuale Grotius 3) Copertura posti 4) Collocamento fuori ruolo 5) Ricorsi al TAR 6) Richiesta fondi per la formazione e l'aggiornamento professionale ad Ancona 7) Risposta alla'Avvocatura dello Stato 8) Approvazione di un seminario-laboratorio 9) Incontro a carattere internazionale, programma annuale Grotius 10) Formazione delle scuole di specializzazione per le professioni legali 11) Due resistenze in giudizio 12) Esposto del sig.

Del Favero contro il dr.

Carli, Procuratore Capo presso il Tribunale
di Chiavari 13) Esposto del sig.

Soliani, ebreo osservante, contro la d.ssa Ciampelli, per violazione dei diritti religiosi Il csm nelle agenzie di stampa CSM: CHINNICI DESIGNATA PRESIDENTE TRIBUNALE MINORI CATANIA (ANSA) - CATANIA, 18 APR - Il procuratore della Repubblica per i minorenni di Caltanissetta, Caterina Chinnici, e' stata designata dalla quinta commisione del Csm a ricoprire la carica di presidente del Tribunale per i minorenni di Catania.

La figlia del giudice istruttore di Palermo, Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia, ha ottenuto cinque voti su sei dei componenti la commissione del Csm.

Un voto e' andato al giudice Emilio Geraci.

Adesso si attende il concerto del ministro della Giustizia, Roberto Castellil, e il voto del plenum a Palazzo dei Marescialli.

NON RIASSUMIBILI MAGISTRATI ORDINARI DIMESSISI A DOMANDA (AGI) - Roma, 18 Apr.

- Il magistrato ordinario che si e' spontaneamente dimesso dalla magistratura non puo' essere riammesso in servizio; puo' esserlo, invece, se e' stato dichiarato decaduto dall'impiego.

Il no agli ex appartenenti all'ordine giudiziario che hanno avuto un ripensamento e' stato ribadito oggi dal Consiglio Superiore della Magistratura in tre decisioni sulle istanze di altrettanti magistrati che, dopo l'accoglimento della loro domanda di cessazione dal servizio, hanno chiesto di rientrare.

L'assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli ha respinto le istanze richiamando il diviato di riassunzione posto dall'articolo 211 dell'Ordinamento giudiziario (il regio decreto n.

12 del 1941).

Non e' la prima volta che il CSM deve rispondere a magistrati ordinari che hanno accusato la norma di operare una "irragionevole disparita' di trattamento" rispetto al caso della decadenza dall'impiego per assenza ingiustificata dall'ufficio (per il quale l'articolo 132 del Dpr n.

3 del 1957 ammette invece il rientro in servizio) e rispetto ai magistrati amministrativi e contabili, le cui dimissioni non precludono la successiva riammissione in servizio.

L'organo di autogoverno della magistratura ordinaria ha ribadito che "la diversita' di trattamento tra quanti cessano di appartenere all'ordine giudiziario per effetto della decadenza dal servizio per essere rimasti ingiustificatamente assenti dal posto di lavoro per almeno quindici giorni - per i quali si ritiene ammissibile la riammissione - e quanti invece cessano per accettazione delle dimissioni, deriva direttamente dalla legge che prevede il divieto di riammissione per quanti cessano 'a domanda', nel novero dei quali non possono essere considerati quanti invece decadono per il 'fatto' della ingiustificata assenza".

A Palazzo dei Marescialli e' stato ricordato che questa linea ha trovato l'avvallo della stessa Corte Costituzionale, la quale, dichiarando infondate questioni sollevate in materia dal Tar del Lazio, ha fatto osservare: a) che il legislatore ha un'ampia dicrezionalita' nella materia dell'inquadramento e dell'articolazione delle carriere del pubblico impiego; b) che non e' consentito al controllo di costituzionalita' di entrare nel merito delle opzioni legislative; c) che la norma in questione "e' norma speciale che non puo' essere comparata con norme generali, in quanto non e' irragionevole che il legislatore, considerando nella sua discrezionalita' le differenze e le peculiarita', disciplini di conseguenza i vari aspetti dello status e dei compiti dei magistrati"; d) che la giurisprudenza costituzionale "e' consolidata nell'affermare che l'ordinamento vigente non contempla uniformita' di attribuzioni di funzioni, ne' di regolamentazione dell'assetto strutturale degli uffici e dello stato giuridico delle diverse magistrature", con la conseguenza che la diversita' di disciplina "non si pone in contrasto con il principio di eguaglianza".

+++ CSM: CIAMPI INDICE ELEZIONI PER IL 30 GIUGNO +++ (ANSA) - ROMA, 19 APR - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con proprio decreto in data odierna, ha indetto per domenica 30 giugno e lunedi' 1 luglio 2002 l'elezione dei 16 componenti magistrati del Consiglio superiore della magistratura e ha invitato il presidente della Camera dei deputati a provvedere, d'intesa con il presidente del Senato della Repubblica, a convocare il Parlamento in seduta comune per l'elezione degli otto componenti del Csm di designazione parlamentare.

Il capo dello Stato ha inoltre informato di cio' il vicepresidente del Csm in carica e il ministro della Giustizia.

L'attuale Csm verra' a scadenza il 31 luglio prossimo.

Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

GIUSTIZIA: I PUNTI DELLA DISCORDIA ANM-GOVERNO (ANSA) - ROMA, 19 APR - Il primo confronto risale a pochi giorni fa, quando il 10 aprile la nuova giunta dell'Anm e' stata ricevuta dal ministro della Giustizia Castelli.

Un confronto definito ''franco'' dagli stessi interessati.

Ma che - a parte l'avvio di un tavolo tecnico sulla riforma dell'ordinamento giudiziario - non e' servito a placare lo scontento della 'base', visto che la totalita' delle assemblee che si sono tenute nei giorni scorsi nei distretti giudiziari si e' detta a favore dello sciopero.

Il ddl del governo - sostiene il sindacato delle 'toghe' - lede in piu' punti l'autonomia e l'indipendenza della magistratura.

Il ruolo della Cassazione, la scuola della magistratura e il meccanismo di separazione delle funzioni tra giudici e e pm restano i 'nodi' principali.

Secondo l'Anm la riforma comporterebbe una ''progressiva esaltazione, in chiave sostitutiva del Csm, della Corte di Cassazione un organo giudizario in larga misura autocostituito secondo criteri di sostanziale cooptazione fortemenete influenzata dal potere esecutivo''.

E ancora: ''alla Cassazione - si legge nel documento con cui il 5 aprile l'Anm motivava l'astensione dei magistrati di 15 minuti dalle udienze - oltre al normale compito di decidere definitivamente ogni processo in quanto giudice di ultima istanza, sarebbe impropriamente attribuito anche il potere di incidere profondamente sugli sviluppi di carriera di ogni singolo magistrato e di determinare con largo anticipo i quadri dirigenti della futura magistratura''.

E cio' - sempre secondo il sindacato delle 'toghe' - anche a seguito dell' ''erosione'' del ruolo del Csm avviata con la legge di riforma elettorale dell'organismo di autogoverno della magistratura che ha ridotto il numero dei componenti.

Infine: seppure nel ddl sull'ordinamento giudiziario non sia contemplata la separazione delle carriere ma quella delle funzioni tra pm e giudici, quest'ultima - lamenta l'Anm - ''e' realizzata con un meccansimo di incompatibilita' cosi' rigido da prefigurare in pratica una vera e propria separazione delle carriere''.

CONSULTA, CSM: PANNELLA RINGRAZIA CASINI...

AGI) - Roma, 20 apr.

- Marco Pannella, in una conferenza stampa nella sede dei Radicali, chiede al Capo dello Stato un intervento dall'alto valore istituzionale perche' i messaggi che "manda da tutto il mondo e in giro per l'Italia sono autorevoli, ma non hanno valore istituzionale".

Con Marco Pannella c'e' anche il deputato della Margherita, Roberto Giachetti, in sciopero della sete da 73 ore.

Spiega di aderire perche' "l'obiettivo e' ineccepibile" e per una amicizia personale che lo lega a Pannella.

Si dice "terrorizzato" perche' a breve il Parlamento in seduta comune dovra' eleggere otto componenti del Csm: "Se questi sono i chiari di luna - ha detto Giachetti - la situazione e' problematica".

Annuncia infine che la sua prossima battaglia sara' per ristabilire il plenum della Camera perche' "non e' pensabile che la Camera continui a lavorare senza 13 deputati" ha aggiunto.

Al Satyagraha radicale hanno aderito finora 2.589 persone.

Tra questi 775 detenuti in varie carceri italiane.

Partecipano allo sciopero della fame anche i parlamentari Marco Zacchera (An) e Natale D'Amico (Margherita) e l'europarlamentare di Rifondazione Comunista, Giuseppe Di Lello.

Il presidente dei Radicali italiani, Luca Coscioni, partecipa all'iniziativa non violenta autoriducendosi i farmaci.

ANM, PATRONO: ATTENTATO A CSM E' PERICOLO PIU' GRANDE (AGI) - Roma, 20 apr.

- L'attentato al cuore della liberta' della magistratura, che e' rappresentato dal Csm, e' il pericolo piu' grande che puo' derivare dalla riforma dell'ordinamento giudiziario cosi' come s' stata proposta dal governo.

In un'aula gremita di magistrati, il presidente dell'associazione nazionale Antonio Patrono apre l'assemblea che ha portatao a Roma, nell'aula magna della cassazione, i rappresentanti di tutte le 26 sezioni in cui si articola l'associazione in Italia.

Non usa mezzi termini il presidente dell'Anm, parla di comportamenti politici "che dire sconcertanti e' dire poco", riassume le tappe principali di un percorso "che non avremmo mai voluto percorrere", rende nota la lettera arrivata alla giunta da Silvio Berlusconi e 'racconta' la telefonata di ieri con il Capo dello Stato che definisce "sacerdote delle garanzie costituzionali"."La liberta' di pensiero di chi giudica - dice Patrono - e' la garanzia di ogni cittadino di essere giudicato da chi e' senza condizionamenti".

Poi aggiunge: "La cosa piu' grave di cui abbiamo il diritto dovere i rammaricarci" e' il rischio di un "attentato, non so' se voluto, ma oggettivo e possibile al cuore della liberta' della magistratura che e' il consiglio superiore".

Una "giustizia libera e' presupposto della liberta' dei cittadini", dice ancora il presidente dell'Anm e prosegue: e' successo che un'iniziativa governativa abbia creato un clima di presupposto perche' "l'attentato al Csm possa avvenire".

Il tutto e' contenuto in pochi articoli del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario.

Nel ddl "si mira e si tenta di colpire al cuore il Csm" che sarebbe, in prospettiva, se la riforma dovesse passare, "costretto a dialogare da un lato con il potere esecutivo, dall'altro con una nuova entita' che con l'attuale suprema corte di Cassazione avrebbe in comune solo il nome e la sede logistica", perche' diventerebbe "uno stranissimo organo composto in parte da persone gradite al ministero della giustizia e dall'altra da persone cooptate da quegli stessi graditi all'esecutivo".

Patrono dice ancora chiaro che "il meccanismo escogitato produrrebbe un effetto, giuridicamente parlando, pari a quello di un detonatore facendo esplodere i meccanismi della giustizia amministrativa".

GIUSTIZIA: GIUDICI DI PACE, STESSI DIRITTI ALTRI MAGISTRATI UNAPIGA, RAPPRESENTANTI IN CSM E ABOLIZIONE TEMPORANEITA' (ANSA) - ROMA, 20 APR - Stessi diritti e garanzie degli altri magistrati.

Mentre e' in corso al Palazzaccio l'assemblea nazionale dell'Anm, i giudici di pace reclamano l'autogestione della categoria con loro rappresentanti nel Csm e nei consigli regionali, la copertura previdenziale per il periodo di servizio svolto, un trattamento economico piu' adeguato e l'eliminazione della temporaneita' che impone la scadenza del giudice di pace dopo il secondo quadriennio di attivita'.

Queste alcune delle principali richieste formulate nel corso della Conferenza nazionale sulla riforma della giustizia onoraria e di pace dai vertici dell'Unapiga.

I 4.700 giudici di pace attualmente in organico, dati alla mano, non ci stanno ad essere considerati magistrati di 'serie B', soprattutto dopo l'ampliamento delle competenze, a partire dallo scorso gennaio, a 21 reati del codice penale e a 17 reati previste dalle leggi speciali.

Senza contare poi - ha fatto notare il presidente dell'Unapiga, Antonello Nurghis - che nel settore civile 2.400 giudici di pace hanno avuto nel 2000-2001 un aumento del carico di lavoro del 40% rispetto al 1999 senza diminuire pero' la loro produttivita' (il tempo medio per la definizione dei procedimenti e' rimasto di 306 giorni), e che le loro 271.883 sentenze del 2000 rappresentano il 57% di tutte le sentenze emesse in primo grado della giustizia civile.

Tuttavia - viene ancora rilevato - dal momento che gia' ora i carichi di lavoro non sono proporzionati agli organici, vi dovranno essere delle modifiche normative (come ad esempio l'estensione della mobilita' e dell'applicazione temporanea anche ai giudici di pace) in previsione del fatto che l'estensione delle competenze al penale comportera' un aumento di 400mila procedimenti l'anno.

Per il segretario generale dell'Unapiga, Gabriele Longo, ''sarebbe ingenuo pensare che la scelta della giustizia di pace, citata espressamente nella legge costituzionale sul federalismo, sia una scelta provvisoria e reversibile''.

Da qui le richieste di una ''riforma complessiva dell'ordinamento che superi l'emergenza e la precarieta''', di introdurre procedure semplificate per rispondere piu' celermente alla domanda di giustizia, di limitare l'incompatibilita' tra giudice di pace e professione forense all'ambito del circondario e solo nei confronti del giudice (ora l'incompatibilita' vale anche nel caso in cui vi sia un coniuge o un congiunto entro il secondo grado che svolga attivita' lavorativa presso un ufficio legale di credito o assicurativo in qualsiasi citta' d'Italia).

Presenti alla Conferenza nazionale, tra gli altri, Marcella Lucidi (Ds) e Luigi Vitali (Fi).

Entrambi si sono detti contrari al rendere definitivo l'incarico, scettici sulla possibilita' di far entrare nel Csm un rappresentante dei giudici di pace: ''Fintanto che c'e' questo muro contro muro tra avvocati e magistrati sulla separazione delle carriere lo trovo difficile'', ha detto Vitali.

''E' complicato anche in considerazione della riduzione dei membri del Csm avvenuta con la nuova legge elettorale'', ha aggiunto Lucidi.

Apertura da parte del rappresentante di Forza Italia, invece, sulla necessita' di adeguare le indennita' economiche e di assicurare la copertura previdenziale, mentre Lucidi ha annunciato che sara' richiesta un' audizione parlamentare dell'Unapiga in Commissione giustizia sulla riforma della magistratura onoraria.

GIUSTIZIA:CASINI APRE A TOGHEPATRONO, VOGLIAMO DIALOGO CASTELLI, INDIPENDENZA NON E' A RISCHIO (ANSA) - ROMA, 21 APR - Il presidente della Camera Pierferdinando Casini 'apre' ai magistrati, pur esprimendo 'rammarico' per il loro sciopero, invitando il governo a dialogare sulla riforma dell'ordinamento giudiziario.

E il leader dell' Associazione nazionale magistrati, Antonio Patrono, risponde chiedendo aiuto per far partire il confronto.

Il giorno dopo la decisione dei magistrati di tornare dopo 11 anni a incrociare le braccia e le polemiche su questa scelta, si torna a parlare di dialogo.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Rocco Buttiglione, critica i magistrati, ma riconosce che anche il governo ha ''compiuto qualche errore''.

E il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, risponde alle accuse delle ''toghe'' che hanno voluto lo sciopero contro la sua riforma: ''autonomia e indipendenza non sono a rischio''.

L' invito al governo a confrontarsi con i magistrati Casini lo lancia dall' assemblea dell'Udc :''esprimo rammarico per lo sciopero dei magistrati e con la stessa forza chiedo al governo di dialogare per riformare l'ordinamento giudiziario con gli operatori del settore'' dice e fa notare come ''uno sciopero indetto con piu' di 40 giorni di anticipo dia almeno 40 opportunita' del governo per farlo disdire''.

Quindi l'auspicio ''che da ambo le parti si operi in questa direzione''.

Dallo stesso palco Patrono lancia il suo appello: ''chiedo aiuto a chiunque sia disposto a darlo per aiutare i magistrati a dialogare'' afferma, sottolineando che ''bisogna confrontarsi e non scontrarsi tra tutti coloro che operano all'interno delle istituzioni'' ed esprimendo ''fiducia che, con il senso delle istituzioni espresso dalle parole del presidente Casini, se condiviso da tutti, possa esaurirsi il momento difficile tra istituzioni e servitori dello Stato''.

Invito raccolto subito dal capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonte', che pero' condanna la scelta dello sciopero:''Il presidente Patrono chiede la ripresa del dialogo sulla riforma della giustizia e chiede che il nostro senso delle istituzioni, il nostro metodo politico sia viatico di buone riforme.

Noi lavoriamo in questa direzione.

Percio' rimaniamo convinti che sia inopportuno lo sciopero di un potere dello Stato contro una riforma annunciata dall'esecutivo''.

Anche Buttiglione critica la mobilitazione dei magistrati, (''Le leggi le fa il Parlamento e spiace vedere uno sciopero che sembra voler influire sulle decisioni che prenderanno le Camere), ''ma dobbiamo ammettere - riconosce - che qualche errore e' venuto anche dal governo che dovrebbe parlare piu' con le riforme che con alcune dichiarazioni da cui sembra trasparire l'impressione di voler piu' comandare che governare''.

''L'autonomia e l'indipendenza dei giudici italiani non sono assolutamente a rischio'', assicura da parte sua il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, rispondendo alle accuse dei magistrati.

E fa notare come lo stesso delegato dell'Onu di recente in visita in Italia si sia ''detto favorevole a una separazione delle funzioni'' tra giudici e pm ''esattamente nella formulazione contenuta nella riforma dell'ordinamento giudizario che ho portato in Consiglio dei ministri''.

E al ministro, che ieri aveva parlato di una vittoria dell'ala oltranzista dell'Anm e di assenza di proposte da parte dei magistrati, replica il consigliere del Csm Armando Spataro :''e' radicalmente falso poiche' la magistratura e' unanime in questa scelta doverosa e perche' e' il governo che rifiuta di recepire indicazioni che vengono non solo dalla magistratura, ma dal mondo accademico e dall'Europa, tutti preoccupati di preservare non privilegi dei magistrati, ma la democrazia nel Paese''.

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  • Presidente preannuncia il suo allontanamento durante la seduta per una cerimonia di passaggio di consegne del Capo dei CC

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 10.21</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Giovanni Verde</strong>
    0:00 Durata: 18 sec
  • Presidente e poi Iacopino Cavallari

    <em>Resistenza in giudizio</em> con modifica <br>Pratica urgente di Seconda Commissione proveniente dall'ordine del giorno speciale, sezione B <strong>Ordinanza cautelare con cui veniva accolta una sospensiva</strong> Dr. Biella
    0:00 Durata: 1 min 31 sec
  • Presidente e poi Romei Pasetti

    <em>Accantonata</em> <br>Pratiche urgenti di Nona Commissione <strong>Programma annuale Grotius</strong>
    0:01 Durata: 1 min 10 sec
  • Presidente

    <em>Rinviate</em> <br>Pratiche urgenti di Terza Commissione <strong>Copertura posti a Messina, Palermo e Roma</strong>
    0:02 Durata: 24 sec
  • Presidente

    <em>Rinviata solo Messina delle tre precedenti</em> <br>Varie <strong>Collocamento fuori ruolo</strong> Dr. Balvarano
    0:03 Durata: 33 sec
  • Presidente

    <em>Approvata</em> <strong>Copertura posti</strong> Dr. Nobile come Presidente di sezione Corte di Appello di Palermo
    0:03 Durata: 26 sec
  • Presidente

    <em>Approvata</em> <strong>Copertura di tre degli 11 posti di Consigliere della Corte di Appello di Roma</strong> Dottori Nocella, Zocchi e Di Carlo
    0:04 Durata: 1 min 14 sec
  • Presidente e poi Gallo

    <em>Approvata</em> <strong>Collocamento fuori ruolo</strong> Dr. Barbarano
    0:05 Durata: 42 sec
  • Presidente

    <em>Invito al Ministro a resistere ai ricorsi</em> <strong>Ricorso al TAR</strong> Dr. Breggia
    0:06 Durata: 25 sec
  • Presidente

    <em>Approvata</em> Presidenza del Consigliere <strong>Gianni Di Cagno</strong><br>Pratiche urgenti di Ottava Commissione <strong>Richiesta fondi per la formazione e l'aggiornamento professionale ad Ancona</strong>
    0:06 Durata: 1 min 31 sec
  • Presidente e poi Parziale, quindi Riccio

    <em>Approvata con integrazione per la carenza di giurisdizione del TAR dell'Emilia-Romagna</em> <strong>Risposta alla'Avvocatura dello Stato</strong> Avv. Colomba, Giudice di pace
    0:08 Durata: 4 min 11 sec
  • Presidente

    <em>Costituzione in giudizio</em>; <em>presa d'atto per Torre e Astuto</em> Dr. Cassaniti; dr. Pellicanò; dr. Mordente; dr. Torre e dr. Astuto; dr. De Noia
    0:12 Durata: 3 min 12 sec
  • Presidente e poi Manuela Romei Pasetti (Unicost), relatore

    <br>Articoli 45 della Nona Commissione del giorno prima <strong>Approvazione di un seminario-laboratorio</strong> Discussione
    0:15 Durata: 11 min 24 sec
  • Ippolisto Parziale (Movimenti Riuniti), Presidente della Ottava Commissione, poi il Presidente

    e
    0:27 Durata: 8 min 11 sec
  • Gianfranco Gilardi (MD) e Cassano

    0:35 Durata: 14 min 22 sec
  • Manuela Romei Pasetti (Unicost): al termine dialoga con Parziale e il Presidente sul calendario del seminario

    Replica del relatore
    0:49 Durata: 11 min 54 sec
  • Presidente e poi Romei Pasetti, relatore

    <em>Approvato</em> <br>Pratiche ex art. 45 di oggi di Nona Commissione <strong>Incontro a carattere internazionale, programma annuale Grotius</strong>
    1:01 Durata: 1 min 23 sec
  • Presidente

    <em>Rinviata</em> <strong>Formazione delle scuole di specializzazione per le professioni legali</strong>
    1:02 Durata: 13 sec
  • Presidente

    <em>Approvate</em> <strong>Due resistenze in giudizio</strong> D.ssa Balloi e dr. Patta
    1:03 Durata: 23 sec
  • Presidente e poi Parziale

    1:03 Durata: 1 min 1 sec
  • Presidente

    <em>Approvata</em> <br>Ordine del giorno odierno<br>Pratiche di Prima Commissione <strong>Esposto del sig. Del Favero contro il dr. Carli, Procuratore Capo presso il Tribunale di Chiavari</strong>
    1:04 Durata: 1 min 21 sec
  • Presidente e poi Prof. Mauro Ronco (membro laico(CdL)), Presidente della Prima Commissione, relatore

    <strong>Esposto del sig. Soliani, ebreo osservante, contro la d.ssa Ciampelli, per violazione dei diritti religiosi</strong> Relazione
    1:05 Durata: 3 min 49 sec
  • Mario Serio (membro laico (FI)); dopo alcuni minuti di intervento, Di Cagno precisa, tra l'altro, la differenza tra Ebrei ed Israeliani; Serio replica, così come Di Cagno

    Discussione
    1:09 Durata: 10 min 38 sec
  • Ronco, relatore

    Replica del relatore
    1:20 Durata: 1 min 28 sec
  • Serio, Rossi, Resta, Ronco, Visconti

    <em>Approvata</em> Procedura di votazione
    1:21 Durata: 9 min 18 sec
  • Presidente sull'ordine dei lavori: si ritorna su un punto già deliberato (rinvio di una pratica durante questa seduta), per un ripensamento di Gallo, che interviene, interloquendo con Romei Pasetti; replicano Serio e Gallo e poi il Presidente

    <em>Rinviata, come già lo era</em> <strong>Incontri di studio</strong>
    1:31 Durata: 9 min 20 sec
  • Presidente e poi Romei Pasetti, relatore

    Presidenza del vicepresidente <strong>Giovanni Verde</strong> <br>Si torna alla pratica accantonata di Nona Commissione <strong>Seminario di autoformazione dei dirigenti</strong> Nuova data
    1:40 Durata: 2 min 5 sec
  • Presidente e poi Rossi e Parziale; per dichiarazione di voto Rossi, Caferra, Gilardi, Parziale e Romei Pasetti

    <em>Approvata la nuova data</em> con un emendamento<br>La seduta termina <em>alle 12.18</em>
    1:42 Durata: 14 min 2 sec