24 SET 2001

Processo Dell'Utri: Audizione Antonio Cariolo, Giovanni Brusca e Giovanni Debo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 40 min

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Registrazione video di "Processo Dell'Utri: Audizione Antonio Cariolo, Giovanni Brusca e Giovanni Debo", registrato lunedì 24 settembre 2001 alle 00:00.

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  • <strong>Il processo nelle agenzie di stampa</strong> MAFIA: CARIOLO, 'COMBINE' DI PENTITI PER ACCUSARE DELL'UTRI <br> 'CHIOFALO DICEVA CHE COL POLO AL GOVERNO C'ERANO PIU VANTAGGI' Palermo, 24 set. (Adnkronos) - ''I pentiti Cosimo Cirfeta e Giuseppe Chiofalo, hanno tentato di convincere me e altri collaboranti a dichiarare il falso e ad accusare tre collaboratori di giustizia dicendo che si sarebbero messi d'accordo per accusare l'on. Dell'Utri. In cambio avremmo avuto vantaggi sia economici sia in termini di liberta' ''. Lo ha dichiarato il pentito Antonio Cariolo, collegato in videconferenza da una localita' segreta per il processo al senatore Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. ''Cirfeta era il braccio e Chiofalo la mente -continua Antonio Cariolo- dicevano che, se avessimo aderito alla 'combine', saremmo stati rimessi presto in liberta' e avremmo avuto anche dei vantaggi economici''. Il pentito, che collabora con l'autorita' giudiziaria dal '94, sostiene di avere conosciuto Cirfeta e Chiofalo, attualmente sotto processo per calunnia a Palermo proprio per questa vicenda, nel novembre del '97, all'interno della struttura carceraria di Prato. ''Chiofalo -ha detto Cariolo- si lamentava del fatto che la commissione speciale del servizio di protezione non lo aveva messo agli arresti domiciliari. Per questo motivo ce l'aveva con i governi della sinistra. Diceva sempre che, se fosse accaduto qualche anno prima, per i collaboratori i tempi sarebbero stati piu' facili. Le commissioni speciali, con Forza Italia al governo, davano piu' permessi premi. Invece, alla fine del '97, la situazione era completamente cambiata''. Secondo Cariolo, imputato per mafia, droga e omicidio, Cirfeta avrebbe raccontato che i pentiti Francesco Di Carlo, Francesco Onorato e Salvatore Guglielmini si sarebbero messi d'accordo per accusare falsamente Marcello Dell'Utri. ''Inizialmente -dice ancora- non avevo dato molto peso a questi discorsi. Poi, capii che c'era qualcosa sotto e cosi' decisi di avvertire l'autorita' giudiziaria. Nel frattempo, fui trasferito al carcere di Paliano insieme con Cirfeta e Chiofalo. E quando ebbero la visita di due parlamentari, la senatrice Scopelliti e il sen. Greco (Forza Italia, ndr), ripensai al disegno precedente. Si misero in disparte a parlare. Avvertii immediatamente il procuratore Carmelo Petralia della Direzione nazionale antimafia. Ma nacque nei miei confronti l'odio da parte dei due pentiti''. Secondo Cariolo, Cirfeta e Chiofalo avrebbero tentato di coinvolgere altri tre collaboranti, i fratelli Carmelo e Francesco Sparta e Pasquale Mercurio, che avrebbero dovuto accusare i pentiti Giovanbattista Ferrante e Salvatore Cucuzza. Cariolo racconta ancora che ''Cosimo Cirfeta faceva uso di droghe, inalava il gas metano, e per questo a volte diventava insopportabile''. Per la tarda mattina e' prevista la deposizione del pentito Giovanni Brusca. MAFIA: BRUSCA, CERCAI DI AVVICINARE BERLUSCONI, MA SENZA ESITO <br> MANGANO MI DISSE CHE LO MINACCIO' E LUI NE FU SORPRESO Palermo, 24 set. (Adnkronos) - ''Cercai di avvicinare Silvio Berlusconi, ma senza esito''. La rivelazione e' stata fatta dal pentito di mafia, Giovanni Brusca, nel corso dell'udienza del processo a Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Collegato in videoconferenza da una localita' segreta, il collaboratore di giustizia, autoaccusatosi di un centinaio di omicidi, ha raccontato di avere appreso da un articolo del settimanale 'L'espresso', dei ''contatti tra Vittorio Mangano (lo stalliere di Arcore, ndr) e Silvio Berlusconi''. Brusca ha detto che ''tra la fine del '93 e l'inizio del '94, quando Berlusconi non era ancora in politica, cercai Vittorio Mangano per vedere se era vero che conoscesse Berlusconi. E lui mi confermo' tutto. Mi disse anche che era stato costretto a lasciare il lavoro ad Arcore perche' la stampa del Nord lo attaccava in continuazione e lui avrebbe creato a Berlusconi qualche problema di immagine. A Mangano -ha continuato- chiesi, quindi, se potevamo usare questi contatti per arrivare a Berlusconi e lui si mise a disposizione. Inizio' cosi' un andirivieni con il Nord per poter interloquire con Berlusconi e ci riusci'. Ma i tentativi si sono poi arenati''. Brusca ha rivelato che ''in quel momento, c'era un governo che non era rappresentato da Berlusconi. Dopo le stragi di Palermo, di Firenze, Roma e Milano, la sinistra era a conoscenza di quanto stava succedendo'', ma il pentito non ha precisato le sue parole. Interrogato dai difensori di Dell'Utri, il pentito ha poi detto che ''Se Berlusconi non avesse accettato la nostra richiesta, noi avremmo continuato con le stragi''. Brusca ha poi sottolineato che il ''messaggio di Mangano arrivo' a Berlusconi, che si sorprese delle minacce. Me lo disse lo stesso Mangano''. Nel corso dell'udienza, inoltre, Brusca ha spiegato che ''le stragi non continuarono perche' ci fu una rottura tra Bagarella e i fratelli Graviano. ''Non sono a conoscenza di rapporti tra Vittorio Mangano e l'onorevole Dell'Utri''. Lo ha detto il pentito di mafia, Giovanni Brusca, che ha deposto oggi in videoconferenza al processo a carico dell'ex manager Fininvest, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Antonio Ingroia, Dell'Utri avrebbe fatto da tramite con Cosa nostra, proprio attraverso lo 'stalliere' di Arcore Vittorio Mangano, morto piu' di un anno fa per un tumore. Una tesi che adesso viene smentita dal collaboratore di giustizia. Brusca ha parlato invece dei presunti rapporti tra Mangano e l'attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Era il factotum della villa di Arcore - racconta l'ex boss di San Giuseppe Jato - aveva buoni rapporti con l'intera famiglia, andava persino a prendere i bambini a scuola''. Il collaboratore, ammesso al programma di protezione solo poco piu' di anno fa, dopo numerose polemiche, fa anche sapere di ''essere sempre stato fedele a Toto' Riina''. E aggiunge: ''Ero talmente fedele, che per lui sarei persino stato disposto a fare il kamikaze....''. Il processo Dell'Utri e' stato aggiornato all'8 ottobre. MAFIA: PROCESSO DELL'UTRI, BRUSCA SMENTISCE IPOTESI ACCUSA<br> LO SOSTENGONO I LEGALI DEL SENATORE Palermo, 24 set. - (Adnkronos) - ''Con le sue dichiarazioni, il pentito Giovanni Brusca ha smentito clamorosamente le ipotesi dell'accusa e quanto dichiarato da altri collaboratori di giustizia''. E' quanto sostengono gli avvocati Enzo ed Enrico Trantino, due dei difensori del senatore Marcello Dell'Utri, sotto processo a Palermo con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, commentando le dichiarazioni rese oggi dal collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. secondo quanto riferito dai legali di Dell'Utri, Brusca ha detto che non ci sarebbe stato ''alcun rapporto tra lo 'stalliere' di Arcore, Vittorio Mangano, e Marcello Dell'Utri''. ''Nell'ambiente mafioso -concludono i difensori- nessuno ebbe a parlargli di fatti e circostanze riferibili al senatore Dell'Utri''.
  • Leonardo Guarnotta, Presidente, apre l'udienza e cita i testi da ascoltare

    L'udienza inizia <strong>alle 10.25</strong>
    0:00 Durata: 1 min 48 sec
  • Tutta l'udienza

    Palermo, 16 luglio 2001 - Seconda sezione penale del Tribunale di Palermo - Processo penale n. 843/97
    0:00 Durata: 2 ore 20 min
  • Antonio Ingroia, sostituto procuratore di Palermo, fà una precisazione sulla testimonianza di Cariola, che è anche imputato di associazione mafiosa

    0:01 Durata: 1 min 26 sec
  • Presidente, il teste e poi il PM; quindi il difensore, avv. Renata Gigli del Foro di Civitavecchia

    Inizio del collegamento col sito esterno al Tribunale, in cui si trovano i testi: escussione del teste Cariolo
    0:03 Durata: 2 min 1 sec
  • Domande del PM, dr. Ingroia

    Inizio dell'interrogatorio del teste Cariolo, come imputato di reato connesso
    0:05 Durata: 40 min 53 sec
  • Avv. Giglio, difensore, interloquisce

    0:46 Durata: 53 sec
  • Domande del difensore di Dell'Utri, avv. Enrico Trantino

    L'udienza, sospesa <strong>alle 11.50</strong>, riprende <strong>alle 12.20</strong> Prosegue l'interrogatorio di Cariolo
    0:47 Durata: 39 min 35 sec
  • Presidente riapre l'udienza, poi Antonio Ingroia, sostituto procuratore di Palermo, ammette un errore della segreteria contestato dalla difesa

    1:26 Durata: 2 min 8 sec
  • Giovanni Brusca, collaboratore di giustizia, introdotto dal Presidente, presente l'avv. Pisano, difensore in sostituzione dell'avv. Ligotti

    Videoconferenza
    1:28 Durata: 1 min 52 sec
  • Esame da parte del PM Ingroia

    1:30 Durata: 22 min 35 sec
  • Esame da parte della Parte Civile, avv. Ennio Tinaglia, sull'articolo dell'Espresso su Màngano

    1:53 Durata: 2 min 40 sec
  • Avv. Enrico Trantino, difensore di Marcello Dell'Utri, esamina Giovanni Brusca

    1:55 Durata: 17 min 28 sec
  • Antonio Ingroia, sostituto procuratore di Palermo, esamina Brusca sulle ultime domande della difesa

    L'udienza termina <strong>alle 13.17</strong> e il processo viene rinviato all'8 ottobre 2001
    2:13 Durata: 6 min 47 sec