15 MAG 2003

CSM - Plenum del 15 maggio 2003, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 54 min 41 sec

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Seduta pomeridiana All'ordine del giorno: pratica di Prima Commissione Nota del Presidente della Corte di Appello di Bologna sull'esposto delle dottoresse Bambace e Franco sui comportamenti anomali del dr.

Terranova Trasferimento richiesto dal Ministro Incompatibilità ambientale del dr.

Terranova.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 15 maggio 2003, seduta pomeridiana", registrato giovedì 15 maggio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 54 minuti.
  • Leonida Primicerio (Unicost)

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.29</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong><br>Discussione della pratica
    0:00 Durata: 8 min 50 sec
  • Giovanni Salvi (MD)

    0:08 Durata: 6 min 33 sec
  • Presidente, brevemente, poi Nicola Buccico (membro laico(AN))

    0:15 Durata: 14 min 13 sec
  • Francesco Lo Voi (MI)

    Replica del relatore
    0:29 Durata: 15 min 44 sec
  • Presidente

    <em>Approvata</em> Procedura di voto
    0:45 Durata: 43 sec
  • Presidente e poi Di Federico sulla pratica appena approvata, quindi Salmè; di nuovo Di Federico, quindi il Presidente, dialogando con Di Federico che cita Radio Radicale come forma migliore di informazione sulle sedute del CSM, rispetto agli stenografici prodotti dal CSM

    0:46 Durata: 2 min 59 sec
  • Mammone sull'ordine dei lavori, poi Aghina, Menditto, Marotta e De Nunzio; quindi Fici e Salvi

    Voto sul rinvio della pratica al Plenum successivo: approvato<br>La seduta termina <strong>alle 16.21</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM: HA OFFESO COLLEGHI, TRASFERITO GIUDICE DA BOLOGNA (ANSA) - ROMA, 15 MAG - Ha leso il prestigio dell'ordine giudiziario creando un ''clima di forte disagio e di acuta tensione'' tra i suoi colleghi nei cui confronti ha usato anche ''espressioni gravemente ingiuriose e volgari''.Per questa ragione il plenum del Csm ha deciso a larghissima maggioranza di trasferire d'ufficio per incompatibilita' ambientale Filippo Terranova, consigliere alla Corte di appello di Bologna. A chiedere l'intervento del Csm era stato il ministro della Giustizia Roberto Castelli. All'origine della vicenda un esposto presentato da due colleghe del magistrato che accusavano Terranova di essere stato protagonista durante la celebrazione di processi di ''episodi di intolleranza e intemperanza'' . In particolare le due donne si lamentavano per il comportamento tenuto durante alcune camere di consiglio, denunciando che in alcune occasioni Terranova aveva manifestato ''il suo dissenso sulle decisioni collegiali anche mediante l'invettiva personale nei confronti dei colleghi'', sino ad arrivare a ''ingiurie e insulti non solo sul piano professionale''. Accuse che hanno avuto riscontro nell'istruttoria svolta dal Csm , che ha percio' deciso di trasferire il magistrato. GIUSTIZIA:ORDINAMENTO GIUDIZIARIO,CSM BOCCIA MAXIEMENDAMENTO <br>COMMISSIONE APPROVA PARERE A MAGGIORANZA; CDL VOTA SUO TESTO (ANSA) - ROMA, 15 MAG - Disegna ''una magistratura a struttura piramidale e verticistica'', in contrasto con la Costituzione, e per questa via mette in discussione lo stesso principio di indipendenza delle toghe, il maxi-emendamento alla riforma dell'ordinamento giudiziario del governo. La bocciatura senza appello viene dalla Sesta Commissione del Csm. Il 'no' alla riforma e' contenuto nel parere che la Commissione ha approvato oggi a maggioranza, con cinque voti a favore.I laici della Cdl , non condividendo il documento, hanno invece presentato una relazione di minoranza. Uno scontro che si riproporra' giovedi' prossimo quando il dibattito si trasferira' in plenum Il testo della maggioranza, composto da un centinaio di pagine, accusa la riforma di essere in contrasto con la Costituzione per piu' ragioni. Anzitutto per il modello di organizzazione gerarchica che viene dato alla magistratura: con questa scelta ''il principio costituzionale per cui i magistrati si distinguono tra di loro solo per diversita' di funzioni viene di fatto cancellato'', lamenta la Commissione. Ma anche per il fatto che la riforma ''sottrae al Csm competenze sue proprie'', previste dalla stessa Carta Costituzionale sullo status dei magistrati. Nel mirino c'e' soprattutto il sistema dei concorsi che secondo il maxi-emendamento dovranno regolare l'intera carriera dei magistrati e il cui espletamento viene affidato a speciali commissioni. ''La selezione degli aspiranti e la copertura dei posti cui assegnare i vincitori appaiono demandate nella sostanza alle commissioni di concorso, sulle cui valutazioni e conclusioni il Csm non ha potere di interloquire in alcun modo''. E invece ''un tale potere deve rimanere saldamento in capo al Csm, in quanto cio' e' imposto dall'articolo 105 della Costituzione''. Al di la' delle competenze e' soprattutto l'idea del concorso come strumento di selezione per la carriera dei magistrati a preoccupare il Csm. E' ''un'idea vecchia'', non a caso ''abbandonata 40 anni fa'': quel sistema che ora viene riproposto, fa presente la Commissione, ''aveva prodotto gravi storture sotto il profilo dell'efficienza e si era posto in rotta di collisione con il principio di indipendenza interna''. La Commissione esprime anche ''perplessita''' sulla ''compatibilita' costituzionale'' dei concorsi diversificati per per l'accesso alla magistratura previsti per giudici e pm. E boccia pure il concorso per passare dalle funzioni di giudici a quelle di pm con il relativo cambio di distretto giudiziario:''sembra incentivare una separatezza tra le funzioni giudicanti e requirenti'' e ''creera' sicuramente un irrigidimento dei ruoli con una conseguente incrinatura del principio di unita' della giurisdizione e di una comune cultura'' per giudici e pm. E ancora: i consiglieri temono che le norme che ridisegnano le procure, possano mettere a rischio autonomia e indipendenza dei sostituti. In discussione e' la ''verticizzazione dell'ufficio di procura, che vede il procuratore come titolare esclusivo dell'azione penale , mentre il sostituto procuratore finisce per diventare una longa manus del procuratore capo''. Si ''rischia di creare un meccanismo di eccessiva ingerenza nell'attivita' dei singoli sostituti- avverte la Commissione- mettendo in dubbio il principio di autonomia e indipendenza sancito dalla Carta Costituzionale''. ''Gravissime perplessita'' vengono infine espresse anche sulla ''compatibilita' costituzionale'' di alcune delle norme che disciplinano la Scuola della magistratura, a cominciare dalla composizione del suo Comitato direttivo. Diametralmente opposto invece il documento del Polo che ritiene reali i problemi posti dalla riforma, e giusta la direzione intrapresa, ma rimprovera al governo un'eccessiva cautela nelle soluzioni adottate. Uno dei possibili terreni di intervento , secondo la Cdl, era la questione dell'obbligatorieta' dell'azione penale. ''Nessuno ritiene oggi che sia praticabile. Noi suggeriamo allora di intervenire per regolare la discrezionalita' dell'azione penale'', spiega il consigliere del Polo Giuseppe Di Federico, che con il collega Giorgio Spangher ha preparato il documento del gruppo. <strong>Nomina dei referenti distrettuali per l'informatica per il distretto di Napoli</strong>
    0:49 Durata: 5 min 39 sec