22 MAG 2003

CSM - Plenum del 22 maggio 2003, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 24 min

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Seduta pomeridiana All'ordine del giorno: 1) Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sull'emendamento presentato in Senato sull'ordinamento giudiziario 2) Circolare per i Giudici onorari di Tribunale 3) Circolare per i Viceprocuratori onorari 4) Collocamenti fuori ruolo 5) Pubblicazione posti semidirettivi, della DNA e della Cassazione 6) Parere richiesto dal Ministro dell'Istruzione sullo schema di decreto di modifica del decreto 21/12/99, n.

537 7) Ricorsi al TAR 8) Altre pratiche di Ottava Commissione dell'ordine del giorno aggiunto.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 22 maggio
2003, seduta pomeridiana", registrato giovedì 22 maggio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 24 minuti.

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  • Presidente, brevemente, e poi Francesco Lo Voi (MI)

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.13</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong> <strong>Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sull'emendamento presentato in Senato sull'ordinamento giudiziario</strong> <strong>Parere predisposto dalle Commissioni sullo stesso tema del maxiemendamento</strong> Due proposte<br>Seguito della discussione<br>Repliche
    0:00 Durata: 13 min 24 sec
  • Giuseppe Di Federico (membro laico(FI))

    0:13 Durata: 24 min 2 sec
  • Presidente e poi Salvi

    Repliche dei relatori
    0:37 Durata: 4 min 15 sec
  • Dr. Francesco Favara, Procuratore Generale della Corte di Cassazione

    Intervento nella discussione
    0:41 Durata: 9 min 5 sec
  • Giuliana Civinini (MD), di maggioranza

    Repliche dei relatori
    0:51 Durata: 4 min 13 sec
  • Giovanni Berlinguer (membro laico(DS)), di maggioranza

    0:55 Durata: 11 min 21 sec
  • Giuseppe Salmè (MD), di maggioranza

    1:06 Durata: 7 min 4 sec
  • Wladimiro De Nunzio (Unicost), di maggioranza

    1:13 Durata: 14 min 41 sec
  • Virginio Rognoni, vicepresidente CSM, si esprime sulla discussione avvenuta

    1:28 Durata: 3 min 4 sec
  • Presidente

    <em>Approvata la proposta A, di maggioranza</em> Procedura di voto per ballottaggio
    1:31 Durata: 3 min 25 sec
  • Presidente e poi Schietroma

    <strong>Circolare per i Giudici onorari di Tribunale</strong> <strong>Circolare per i Viceprocuratori onorari</strong>
    1:34 Durata: 1 min 22 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), Presidente della Terza Commissione

    <strong>Collocamenti fuori ruolo</strong> <strong>Pubblicazione posti</strong>
    1:36 Durata: 37 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), Presidente della Terza Commissione, relatore

    <br>Pratiche di Terza Commissione <strong>Pubblicazione posti semidirettivi, della DNA e della Cassazione</strong> Relazione
    1:36 Durata: 10 min 25 sec
  • Giuseppe Fici (Movimento per la giustizia), chiede chiarimenti e dati, poi il relatore spiega

    Discussione
    1:47 Durata: 4 min 36 sec
  • Giuseppe Salmè (MD), poi Aghina: il relatore Stabile replica

    1:51 Durata: 4 min 55 sec
  • Presidente sull'emendamento Salmè: Fici e Buccico per dichiarazione di voto

    Voto sull'emendamento Salmè: <em>respinto</em><br>Voto sulla pratica: <em>approvata</em> Procedura di voto
    1:56 Durata: 3 min 57 sec
  • Presidente sulla pratica sui fuori ruolo, poi Stabile, relatore, quindi Salvi, il relatore, Buccico e Schietroma; Stabile e Buccico discutono sulla possibilità di approvare rapidamente le pratiche; il Presidente riassume la discussione

    <em>Rinviate al prossimo Plenum</em> <strong>Copertura posti: collocamento fuori ruolo</strong> Al Ministero: d.ssa Sereni; d.ssa Frate; dr. Sangermano; dr. Aprile; d.ssa Vigna<br>Nello staff del Ministro: dr. Fedeli; d.ssa Benvenuto
    2:00 Durata: 15 min 3 sec
  • Presidente e poi Berlinguer, relatore, poi Buccico

    <em>Rinviate</em> <br>Pratiche di Sesta Commissione <strong>Parere richiesto dal Ministro dell'Istruzione sullo schema di decreto di modifica del decreto 21/12/99, n. 537</strong>
    2:15 Durata: 1 min 8 sec
  • Nicola Buccico (membro laico(AN)), relatore

    <em>Approvate</em> <br>Pratiche di Quinta Commissione dell'ordine del giorno aggiunto <strong>Due ricorsi al TAR</strong> <strong>Pubblicazione posto di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri</strong>
    2:16 Durata: 1 min 2 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), Presidente della Terza Commissione

    <em>Approvate</em> <br>Pratiche di Terza Commissione dell'ordine del giorno aggiunto <strong>Due ricorsi al TAR</strong>
    2:17 Durata: 57 sec
  • Ernesto Aghina (Movimento per la giustizia), relatore, poi Tenaglia

    <em>Approvate</em> con un autoemendamento <br>Pratiche di Ottava Commissione dell'ordine del giorno aggiunto <strong>Circolari che rinnovano le modalità di acquisizione agli Uffici giudiziari dei Giudici onorari di Tribunale e dei Viceprocuratori onorari</strong> Relazione
    2:18 Durata: 3 min 50 sec
  • Gianfranco Schietroma (membro laico(SDI)), Presidente dell'Ottava Commissione

    <em>Approvate in blocco</em> <strong>Altre pratiche di Ottava Commissione dell'ordine del giorno aggiunto</strong>
    2:22 Durata: 45 sec
  • Presidente sulla sua visita a Palermo per ricordare Giovanni Falcone

    La seduta termina <strong>alle 17.40</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM/ PLENUM VOTA PARERE CRITICO SU MAXIEMENDAMENTO GIUSTIZIA <br>Con 16 voti approvato documento proposto dalla maggioranza Roma, 22 mag. (Ap.Biscom) - Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha votato a maggioranza (16 voti) un parere critico sul maxiemendamento del governo sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. Il documento (proposta A), presentato dalla maggiornanza, è stato votato da tutti i componenti togati del Consiglio. I cinque consiglieri laici della Cdl hanno invece votato un documento alternativo alla proposta presentata dalla maggioranza. GIUSTIZIA/ CSM: CON MAXIEMENDAMENTO A RISCHIO INDIPENDENZA <br>Progetto normativo prefigura regole organizzative burocratiche Roma, 22 mag. (ap.Biscom) - "Il maxi emendamento attualmente in esame accentua la disorganicità dell'intervento normativo in materia di ordinamento giudiziario". E' quanto si legge nel documento votato oggi, in tutto 87 pagine, dal plenum del Consiglio superiore della magistratura che esprime un parere sul maximendamento del governo per la riforma della giustizia (parere richiesto il 12 marzo al Csm dal ministro della Giustizia). Gli emendamenti apportati dal governo al disegno di legge prospettano "un progetto normativo che, nelle linee principali, muta completamente le previsioni dell'originario disegno irrigidendo l'assetto ordinamentale, prefigurando regole organizzative di stampo fortemente burocratico e sottraendo al Csm competenze sue proprie". "E' difficile comprendere - prosegue il parere del Csm - nell'assenza di una relazione illustrativa, le ragioni di tale improvviso cambio di rotta del progetto governativo, a distanza di pochi mesi dalla presentazione del disegno di legge, in materia, come quella dell'ordinamento giudiziario, particolramnete complessa e delicata, tale da richiedere meditati approfondimenti e studi preparatori, cone del resto avviene, di regola, in previsione di significative riforme, con la costituzione di commissioni ministeriali ad hoc". Nel documento viene ricordato il parere espresso dal Csm sulla legge delega al governo per la riforma della giustizia del 12 giugno 2002 nel quale si fa riferimento alla assenza di "organicità" delle legge di riforma dell'ordinamento giudiziario che "interviene su più punti che sono tutti cruciali per il futuro assetto della magistratura e mira a trasformazioni profondissime dell'organizzazione giudiziaria". <br>(AGI) - Roma, 22 Mag. - Il Consiglio Superiore della Magistratura ha bocciato molti aspetti del maxi-emendamento predisposto dal Governo alla legge delega per la riforma dell'ordinamento giudiziario. Con 16 si', due astensioni (del laico dello Sdi Schietroma e del Pg Favara), e cinque voti (dei laici del Polo) andati alla proposta alternativa di minoranza, l'assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli ha approvato un parere di 86 pagine nel quale viene detto che gli emendamenti "prospettano un progetto normativo che, nelle linee principali, muta completamente le previsioni dell'originario disegno irrigidendo l'assetto ordinamentale, prefigurando regole organizzative di stampo fortemente burocratico e sottraendo al CSM competenze sue proprie". Indice puntato, in primo luogo, sui concorsi come strumenti selettivi della carriera dei magistrati. Il Consiglio ha ribadito quanto disse nel parere che espresse nel giugno 2002 sul ddl n. 1296/S: il sistema del concorso rappresenta una soluzione che non tiene conto della esperienza acquisita dal magistrato e "non si muove affatto nella direzione di una maggiore efficienza complessiva". "Gli emendamenti proposti - si legge tra l'altro nel nuovo documento di Palazzo dei Marescialli - non solo non recepiscono i rilievi critici del parere consiliare, ma adottano il concorso, affidato ad una commissione esaminatrice esterna al CSM, come criterio selettivo generalizzato nelle diverse fasi della progressione in carriera, cosi' prefigurando verosimilmente un sistema strutturato su basi gerarchiche". Di qui l'accusa di disegnare "una magistratura a struttura piramidale e verticistica, dove il principio costituzionale per cui i magistrati si distinguono solo per le diversita' delle funzioni viene di fatto cancellato da una carriera accelerata per posti di secondo grado e di legittimita', e dove, per di piu', per rigidita' degli schemi di carriera, viene esclusa la preziosa risorsa delle reversibilita' delle funzioni". (AGI) MA CDL SI DISSOCIA E VOTA SUO DOCUMENTO SU MAXI-EMENDAMENTO Roma, 22 mag. (Adnkronos) - Il Csm 'boccia' il maxi-emendamento alla riforma dell'ordinamento giudiziario proposta dal governo. Le nuove norme, sostiene l'organo di autogoverno della magistratura nel parere al provvedimento del governo approvato oggi a maggioranza, disegnano una magistratura ''a struttura piramidale e verticistica'', in contrasto con la Costituzione. E mettono cosi' a rischio il principio di indipendenza dei magistrati. Il 'no' e' contenuto in un centinaio di pagine, preparate dalla commissione Riforma per spiegare le ragioni della 'bocciatura' all'insieme di norme proposte dal governo che hanno sostanzialmente riscritto il testo iniziale e ora sono all'esame della commissione Giustizia del Senato. Testo sul quale si e' astenuto il laico di centrosinistra Gianfranco Schietroma, secondo il quale ''la discussione e' inutile'' perche' ''non ci sono le condizioni per una adeguata riforma della giustizia''. Ma a prendere le distanze sono stati soprattutto i cinque laici della Cdl, che hanno presentato e votato un documento alternativo. 16 i voti a favore del documento approvato, compreso quello del vicepresidente Virginio Rognoni; due le astensioni: oltre a Schietroma, il pg della Cassazione Francesco Favara. L'indipendenza e l'autonomia della magistratura ''non sono toccate'' dalla riforma, sostengono i consiglieri del centro-destra nel loro documento. Le soluzioni individuate dal governo vanno nella giusta direzione per assicurare un ''miglior funzionamento della giustizia''. Anzi, si potrebbe andare oltre: innanzitutto separando le carriere di pm e giudici, scelta necessaria per ''molteplici ragioni''. Ma per la maggioranza del Csm sono invece tante le ragioni per giudicare la riforma in contrasto con la Costituzione. A cominciare dall'organizzazione gerarchica che viene scelta per la magistratura: ''viene di fatto cancellato il principio costituzionale per cui i magistrati si distinguono tra di loro solo per diversita' di funzioni''. Ma non solo, viene evidenziato nel parere approvato, si ''sottrae al Csm competenze proprie'', previste dalla Costituzione sullo status dei magistrati.Sotto accusa e' soprattutto il sistema dei concorsi previsto per regolare la carriera dei magistrati e affidati a commissioni 'ad hoc'. ''La selezione degli aspiranti e la copertura dei posti cui assegnare i vincitori appaiono demandate nella sostanza alle commissioni di concorso, sulle cui valutazioni e conclusioni il Csm non ha potere di interloquire in alcun modo'', osserva l'assemblea di Palazzo dei Marescialli. Mentre ''un tale potere deve rimanere saldamente in capo al Csm, in quanto cio' e' imposto dall'articolo 105 della Costituzione''. Ma cio' che preoccupa il Csm e' soprattutto l'idea del concorso come strumento di selezione per la carriera dei magistrati. Pur riconoscendo la necessita' di introdurre piu' serie e rigorose valutazioni di professionalita', il progetto del governo viene considerato ''un'idea vecchia'', che non a caso e' stata ''abbandonata 40 anni fa''. Viene riproposto un sistema che ''aveva prodotto gravi storture sotto il profilo dell'efficienza e si era posto in rotta di collisione con il principio di indipendenza interna''. ''Perplessita''' dai consiglieri dell'organo di autogoverno delle toghe anche sulla ''compatibilita' costituzionale'' di concorsi diversificati per l'accesso in magistratura, a seconda che si scelga di fare i giudici o i pm. Cosi' come si respinge l'ipotesi di disciplinare attraverso un concorso il passaggio di funzioni con cambio di distretto giudiziario: ''Sembra incentivare una separatezza tra le funzioni giudicanti e requirenti'', si legge nel parere, e ''creera' sicuramente un irrigidimento dei ruoli con una conseguente incrinatura del principio di unita' della giurisdizione e di una comune cultura'' per giudici e pm. E rischi per l'autonomia e l'indipendenza dei pm il Csm indica anche nelle norme sulle procure. Si crea, avverte, una ''verticizzazione dell'ufficio, che vede il procuratore come titolare esclusivo dell'azione penale, mentre il sostituto procuratore finisce per diventare una longa manus del procuratore capo''. Cio', ''rischia di creare un meccanismo di eccessiva ingerenza nell'attivita' dei singoli sostituti, mettendo in dubbio il principio di autonomia e indipendenza sancito dalla Carta Costituzionale''. Infine, la Scuola della magistratura. Un organismo sul quale il Csm non nasconde di nutrire ''gravissime perplessita'': riguardano la ''compatibilita' costituzionale'' di alcune delle norme che disciplinano la Scuola, prime tra tutte quelle sulla composizione del Comitato direttivo. Osservazioni dalle quali i cinque laici della Cdl hanno preso le distanze, avanzando anche delle proposte piu' ''incisive'' di quelle contenute nella riforma proposta dal governo. ''Bisognerebbe evitare -hanno argomentato nel loro documento- che, ancora una volta, di fronte a proposte riformatrici si agitino, per conservare lo status quo, scenari infausti e prospettive di illegalita'''. Ecco alcune delle ''soluzioni alternative'' che i rappresentanti del centro-destra a Palazzo dei Marescialli indicano per rendere piu' efficace la riforma dell'ordinamento giudiziario. Innanzitutto, la separazione delle carriere di pm e giudici, necessaria soprattutto per ''garantire l'immagine di imparzialita' del giudice'', evitando ''improprie collaborazioni''. Cosi' come, sostengono, bisognerebbe stabilire ''criteri e priorita' dell'esercizio dell'azione penale'': elenco che, sulla base delle indicazioni ricevute dai pg, il ministro della Giustizia dovrebbe proporre al Parlamento. I cinque laici della Cdl segnalano poi l'esigenza di un ''codice di etica giudiziaria'' che disciplini i ''comportamenti'' dei magistrati ''in ufficio e fuori''. E suggeriscono di ''vietare tutte le attivita' non giudiziarie che possano anche indirettamente ledere l'immagine di indipendenza e della correttezza dei comportamenti''. ''Solo'' al ministro della Giustizia, e' un'altra delle loro proposte, dovrebbe essere affidato l'esercizio dell'azione disciplinare, di cui oggi e' responsabile anche il pg della Cassazione.
    2:23 Durata: 51 sec