30 SET 1998

CSM - Plenum del 30 settembre 1998, seduta antimeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 25 min

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La seduta ha inizio alle 10.21 e termina alle 13.47 Presidenza del vicepresidente Giovanni Verde Il CSM nelle agenzie di stampa CASO PG CASSAZIONE: PLENUM CSM ARCHIVIA LA PRATICA (AGI) - Roma, 30 set.

- Finisce in archivio la pratica sul Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, coinvolto nella vicenda relativa ad uno dei numeri telefonici trovati nelle tasche del boss della banda della Magliana, Danilo Abbruciati, morto nell'aprile dell'82 nel corso di un conflitto a fuoco.

Il "plenum" del Consiglio superiore della magistratura, accogliendo
all'unanimita' la proposta avanzata nei giorni scorsi dalla prima commissione referente, ha deciso questa mattina, al termine di un breve dibattito, di archiviare il caso, essendo stato ormai acclarato, attraverso una perizia calligrafica, che il numero telefonico "incriminato" non era quello dell'abitazione dell'alto magistrato ma del padre della compagna di Abbruciati.

Nel breve dibattito svoltosi a Palazzo dei Marescialli, tutti i consiglieri hanno dato atto alla prima commissione di aver lavorato bene ed in maniera esaustiva, chiudendo un caso che si stava trascinando ormai da tempo.

Per Nello Rossi, consigliere di Magistratura democratica, "sulla vicenda che ha coinvolto il Procuratore Generale sono state fatte troppe illazioni giornalistiche".

Gioacchino Natoli, dei Movimenti Riuniti, ha richiamato l'attenzione sulle "strumentalizzazioni che sono state fatte per fini che non voglio indicare ma che sono facilmente intuibili".

Michele Vietti, "laico" dei Ccd, ha definito "kafkiano" questo caso, perche' "se e' vero che ci sono state illazioni, e' anche vero che se il chiarimento dell'attribuibilita' del numero telefonico (risolto nel giro di venti giorni solo nell'agosto scorso, ndr) fosse stato fatto subito, queste illazioni non avrebbero avuto spazio".

Al dibattito non ha preso parte, ovviamente, il Procuratore Generale della Suprema Corte, parte in causa in questo procedimento.

Affacciatosi per un attimo nella sala Bachelet, l'alto magistrato si e' subito allontanato dopo aver capito che si stava trattando la sua pratica.

Solo a voto concluso, Zucconi Galli Fonseca si e' ripresentato in aula ed ha preso regolarmente posto per esaminare con gli altri il resto dei fascicoli.

GALLI FONSECA: FLICK RISPONDE IN AULA AD INTERPELLANZAA FRAGALA' (AN) SU PRESUNTO COINVOLGIMENTO BANDA MAGLIANA Roma, 30 set - (Adnkronos) - Il ministro Flick difende di nuovo in Parlamento il Pg della Cassazione, Ferdinando Zucconi Galli Fonseca.

Per la terza volta il Guardasigilli torna a rispondere in Aula alle richieste di chiarimento circa il presunto rapporto dell' alto magistrato con uno dei boss della Banda della Magliana, Danilo Abbruciati.

In particolare, sulla circostanza relativa al ritrovamento del numero di telefono di Zucconi Galli Fonseca sul corpo del boss quando questi venne ucciso, il 22 aprile del 1982, dopo ave trascorso la notte al motel Agip di Assago.

Proprio da qui, secondo una nota della Criminalpol, Abbruciati avrebbe chiamato, tra gli altri, il numero della residenza di Zucconi Galli Fonseca.

Il presunto fatto e' emerso soltanto nel 1993, quando il giudice istruttore, Otello Lupacchini, lo cito' nella sentenza ordinanza sulla Banda della Magliana.

In seguito a cio', proprio il ministro , nell'agosto del 1997 promosse un'azione disciplinare contro Lupacchini.

Il giudice fu prosciolto dalla sezione disciplinare del Csm nel maggio scorso.

Una decisione contro la quale Flick ha proposto ricorso davanti alle sezioni unite della Cassazione, sostenendo ancora una volta che il giudice avrebbe dovuto compiere maggiori accertamenti sul presunto collegamento tra il Pg della Cassazione e il boss della Banda della Magliana.

Quanto alla menzione di questa circostanza del mandato di cattura firmato da Lupacchini, Flick sottolinea come fosse ''del tutto estranea alla necessita' o anche solo alle opportunita' argomentative del mandato di cattura, la menzione del telefono riferito al dott.

Zucconi Galli Fonseca.

Tale menzione, sosteneva ancora Flick, finiva per essere sviante rispetto alla necessita' di motivazione''.

Per il Guardasigilli invece ''certo era ed e' stato il conseguente gravissimo danno per il dott.

Zucconi Galli Fonseca.

Rigorosissima - prosegue Flick- avrebbe dovuto essere l'attivita' di istruzione condotta dal dott.

Lupacchini e l'esame della stretta necessita' di menzionare la circostanza che al dott.

Zucconi era riferita''.

Flick arriva cosi' al merito dell'interpellanza presentata tra gli altri da Enzo Fragala' di Alleanza Nazionale, sottolineando quanto ''fossero indispensabili'' gli accertamenti sul numero di telefono dal momento che la perizia grafica chiesta dallo stesso Pg della Cassazione aveva fatto emergere la possibilita' alternativa che il numero non corrispondesse all'alto magistrato.

In particolare Flick fa presente che, secondo la perizia, quel numero potesse corrispondere a Vincenzo Bonamore, padre convivente di Milvia, la donna che nel giorno della telefonata aveva condiviso con Abbruciati la stanza del Motel Agip di Assago.

''Non vi e' dubbio - ha sostenuto oggi Flick in Aula- che anche questa lettura puo' essere contestata, ma chiunque puo' rendersi conto quanto sia altamente piu' probabile la lettura che relaziona il numero di telefono ad uno strettissimo familiare di uno dei soggetti che occupavano la stanza, rispetto a quella che lo pone in relazione con il dottor Zucconi Galli Fonseca''.

Da qui il rilievo del ministro secondo cui ''le richieste di correzione materiale rivolte dallo stesso dottor Zucconi Galli Fonseca al Csm appaiono pertinenti''.

CSM: SENTITO VIGNA SU FUNZIONAMENTO E STRATEGIE DNA (AGI) - Roma, 28 set.

- Il funzionamento, le strategie di intervento, le strutture della Direzione Nazionale Antimafia sono stati l'oggetto di un incontro, avvenuto oggi a Palazzo dei Marescialli, tra il capo della Superprocura Piero Luigi Vigna e la decima commissione referente del CSM, presieduta dal consigliere togato Giovanni D'Angelo.

L'audizione di Vigna si e' focalizzata - informa un comunicato - sulle esigenze degli uffici giudiziari "particolarmente impegnati, nel contesto di specifiche realta' territoriali, nell'azione di contrasto del crimine organizzato".

Affrontati anche i problemi relativi alla protezione dei cosidetti "collaboranti" e dei relativi nuclei familiari, nonche' le connesse prospettive di riforma.

GHITTI: CRAXI, COME DIMENTICARLO! LA VICENDA CAGLIARI INSEGNA Roma, 28 set.

- (Adnkronos) - ''Indimenticabile Ghitti''.

Edmond Dantes, alias Bettino Craxi, esordisce cosi' in un lungo intervento sul 'Tempo' in edicola domani, nel quale ripercorre la vicenda giudiziaria dell'ex presidente dell'Eni Gabriele Cagliari.

Vicenda nella quale l'ex Gip di Milano Italo Ghitti, secondo Craxi, ebbe un ruolo non indifferente, visto che nego' la revoca della custodia cautelare per ben sei volte.

L'intervento di Craxi giunge a qualche giorno di distanza dal rinvio a giudizio disciplinare per Ghitti deciso dal Csm in relazione al carteggio con l'allora pm di 'Mani Pulite' Antonio Di Pietro.

In particolare, l'ex numero uno del Psi mette in evidenza le argomentazioni usate dal Gip per negare la liberta' a Cagliari.

A cominciare dal pericolo di reiterazione dei reati.

Argomento che Craxi definisce ''pretestuoso'''.

E, a sostegno della sua tesi, cita la lettera che l'ex presidente dell'Eni lascio' alla moglie prima del suicidio: ''Liberta' in cambio di confessioni, rivelazioni, denunce, non necessariamente secondo la verita', ma in ogni caso secondo la verita' richiesta dagli inquirenti''.

Il ''salvacondotto'', sostiene Craxi, sarebbe stato quello di pronunciare il suo nome.

Cosa che Cagliari fara', ottenendo dal Pm di Milano De Pasquale l'assicurazione che ''otterra' senz'altro la liberta'''.

''Cagliari apprende la notizia che, nonostante tutte le assicurazioni date, il Pm ha espresso parere contrario non solo sulla liberta' ma anche sugli arresti domiciliari.

E' l'ultimo ingiustificato rifiuto -conclude Craxi-.

Ne rimane totalmente sconvolto.

Il giorno seguente, 20 luglio '93, alle ore 9.15 Cagliari si togliera' la vita.

Indimenticabile''.

MARTA RUSSO: CSM, "CASSETTA" INCOMPRENSIBILE, SOSPESA VISIONE (AGI) - Roma, 29 set.

- Riunione senza decisioni, quella di oggi della prima commissione referente del CSM sulla vicenda della registrazione audio-video dell'interrogatorio di Gabriella Alletto, la supertestimone del processo per l'omicidio di Marta Russo.

Si e' verificato il "contrattempo" (cosi' e' stato definito) della non intelleggibilita' della cassetta inviata al Consiglio sull'interrogatorio cui l'11 giugno 1996 i pm romani Italo Ormanni e Carlo Lasperanza sottopposero la donna.

"La copia della registrazione che ci e' pervemuta - questa l'unica indiscrezione che si e' avuta da Palazzo dei Marescialli, dove e' stato deciso di mantenere il massimo riserbo almeno sulle prime fasi dell'istruttoria - non era facilmente comprensibile, quindi se ne e' sospesa la visione.

Quindi non si e' concluso nulla".

La commissione, cui competono le proposte di trasferimento d'ufficio per incompatibilita' ambientale e/o funzionale, deve accertare se i metodi di indagine adottati dalla procura romana sono stati corretti, nella sostanza se la credibilita' dei pubblici ministeri che condussero l'interrogatorio della superteste e' rimasta intatta.

CSM: I CAMBIAMENTI IN VISTA NELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA (ANSA) - ROMA, 29 SET - CON LA CANDIDATURA DI BORRELLI SI APRE LA STAGIONE DEI GRANDI CAMBIAMENTI NELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA ITALIANA.

OLTRE AL POSTO CHE POTREBBE LASCIAR LIBERO IL CAPO DELLA PROCURA DI MILANO, CHE NEI MESI SCORSI HA ''CANDIDATO'' ALLA SUA SUCCESSIONE IL SUO VICE GHERARDO D'AMBROSIO MA LE CUI AMBIZIONI POTREBBERO ESSERE CONTRASTATE DAL PROCURATORE DI PALERMO GIANCARLO CASELLI O DAL PROCURATORE CIRCONDARIALE DI MILANO GIOVANNI CAIZZI, IL CSM DOVRA' RIEMPIRE IN POCO TEMPO TUTTA UNA SERIE DI ''CASELLE'' IN VIA DI RESTARE O GIA' RIMASTE SENZA TITOLARE.

NON C'E' SOLO INFATTI DA ASSEGNARE LA POLTRONA DI PG A MILANO, ED EVENTUALMENTE QUELLA SU CUI OGGI SIEDE BORRELLI, MA ANCHE QUELLE DI PRIMO PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE, E DI PROCURATORE GENERALE A ROMA, PERUGIA E VENEZIA.

NOMINE ''INCROCIATE'' VISTO CHE SPESSO TRA I CANDIDATI SI RITROVANO I NOMI DEGLI STESSI MAGISTRATI.

E A CUI SEGUIRA' A MARZO ANCHE QUELLA DI PG A NAPOLI E FORSE QUELLA DI PG DI SALERNO, SE VERRA' TRASFERITO PER INCOMPATIBILITA' AMBIENTALE PAOLO RUSSO DE CERAMA, COME CHIESTO DA FLICK DOPO L'EVASIONE DALL'AULA BUNKER DI DUE CAMORRISTI.

A MILANO BORRELLI DOVRA' VEDERSELA CON 12 CONCORRENTI ALMENO PER ORA, VISTO CHE LE CORTI D'APPELLO HANNO TEMPO FINO AL 10 OTTOBRE PER FAR ARRIVARE AL CSM LE DOMANDE PRESENTATE NEI RISPETTIVI DISTRETTI.

RITIRERA' PROBABILMENTE LA SUA RICHIESTA D'AMBROSIO, ANCORA UFFICIALMENTE IN CORSA E SETTIMO NELLA CLASSIFICA DELL'ANZIANITA'.

LO PRECEDONO FRANCESCO PINTUS, PG A CAGLIARI, FRANCESCO D'ALESSANDRO, PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI NAPOLI, ANTONINO CUSUMANO, PROCURATORE PRESSO IL TRIBUNALE DI MONZA, GIUSEPPE DE LUCA, AVVOCATO GENERALE A MILANO, GIOVANNI LO CASCIO, AVVOCATO GENERALE IN CASSAZIONE E GIOVANNI CAIZZI.

PINTUS, D'ALESSANDRO E CAIZZI SONO ''IN GARA'' ANCHE PER LA PROCURA GENERALE DI ROMA E PER QUELLA DI VENEZIA.

CON LORO ''CORRONO'' A ROMA TRA GLI ALTRI ANCHE CARLO BELLITTO, PG A MESSINA, LUIGI MONTORO, PG A CATANZARO, VITO RUBINO, PRESIDENTE DELLA SEZIONE GIP DEL TRIBUNALE DI BARI, VINCENZO NICOSIA, AVVOCATO GENERALE A FIRENZE.

E TRA I CANDIDATI C'E' ANCHE FRANCESCO AMATO, PRESIDENTE DI SEZIONE AL TRIBUNALE DI ROMA, CHE IN QUESTI GIORNI PRESIEDE IL COLLEGIO CHE STA GIUDICANDO GLI IMPUTATI DEL PROCESSO PER L'OMICIDIO DI MARTA RUSSO.

A VENEZIA E' IN TESTA MARCELLO TORREGROSSA, ORA PG A BRESCIA E TRA I CONCORRENTI CI SONO ALTRI NOMI RICORRENTI (CUSUMANO E NICOSIA), OLTRE AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI VENEZIA CESARE GROSSI.

PER LA PROCURA GENERALE DI PERUGIA SONO TRE A ESSERE CONSIDERATI ''FAVORITI'': FRANCO COSTANTINO, PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI PALERMO, MANLIO ESPOSITO , PRESIDENTE DI SEZIONE ALLA CORTE D'APPELLO DI MILANO ALFREDO SERAFINI, PROCURATORE PRESSO IL TRIBUNALE DI COSENZA.

PER IL VERTICE DELLA CASSAZIONE, SAREBBE IN BUONA POSIZIONE FRANCO BILE, ORA PRESIDENTE DI SEZIONE PRESSO LA SUPREMA CORTE E CHE VIENE DATO ANCHE COME PROBABILE GIUDICE COSTITUZIONALE MENTRE IL PIU' TITOLATO PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE, FERDINANDO ZUCCONI GALLI FONSECA, POTREBBE ESSERE PENALIZZATO DAL FATTO CHE POTREBBE GARANTIRE SOLTANTO SEI MESI DI PERMANENZA NELL'EVENTUALE NUOVO INCARICO, VISTO CHE A GIUGNO DOVRA' ANDARE IN PENSIONE.

PG MILANO: RICORSO PINTUS A CONSIGLIO STATO CONTRO TAR (AGI) - Cagliari, 29 set.

- "Il Consiglio Superiore della Magistratura ha costretto il dott.

Francesco Pintus a passare sotto le "forche caudine", costituite da contestazioni pretestuose e da accuse infamanti e infondate, sottoponendolo ad una pressione psicologica non comune per i continui rinvii e ritardi nell'assumere la dovuta decisione.

Al di fuori di ogni consolidata prassi il CSM ha riservato al ricorrente un trattamento non adottato nei confronti degli altri magistrati".

E' quanto, tra l'altro, sostenuto nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Procuratore Generale del Distretto della Corte d'Appello di Cagliari, Francesco Pintus, per ottenere l'annullamento della sentenza del TAR del Lazio dello scorso 15 Aprile che ha respinto la richiesta di revoca della nomina a Procuratore Generale della Corte d'Appello di Milano del dott.

Umberto Loi.

Nel ricorso di 50 pagine, predisposto dagli avvocati Agostino Castelli e Silvana Congiu, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero di Grazia e Giustizia e il dott.

Umberto Loi, si fa riferimento alle violazioni del regolmento interno del Consiglio Superiore della Magistratura, del Bando di concorso, delle norme e dei principi in tema di valutazione comparativa.

Inoltre gli estensori rilevano la violazione e la falsa applicazione dei criteri fissati nella circolare del CSM sulle "Disposizioni in tema di conferimento di uffici direttivi".

Vengono inoltre denunciati l'eccesso di potere per illogicita' manifesta, per difetto di istruttoria e di motivazione ed errori sui presupposti di fatto e di diritto.

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