12 GIU 2003

CSM - Plenum del 12 giugno 2003, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 8 min 19 sec

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Seduta pomeridiana.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 12 giugno 2003, seduta pomeridiana", registrato giovedì 12 giugno 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 8 minuti.
  • Presidente e poi Marotta per una richiesta sulle mancate sedute delle 12.30 e 14.30; interviene anche Schietroma

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.10</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong>
    0:00 Durata: 3 min 53 sec
  • Presidente si esprime sulle mancate sedute e sul rinvio alla prossima settimana degli argomenti all'ordine del giorno

    La seduta termina <strong>alle 15.20</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM: SLITTA DIBATTITO SU ATTACCHI PREMIER A TOGHE<br> LAICI CDL PENSANO A FAR MANCARE NUMERO LEGALE POI SI MEDIA PER RINVIO<br> ROGNONI, ORDINE DEL GIORNO LEGITTIMAMENTE LICENZIATO<br>DI FEDERICO, E' CONTRO LA COSTITUZIONE CENSURARE PREMIER Roma, 12 giu. (Adnkronos) - Slitta a mercoledi' della prossima settimana il dibattito al Csm sul documento a tutela dei magistrati attaccati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un rinvio chiesto esplicitamente dai cinque consiglieri laici della Cdl, che inizialmente sembravano orientati a far mancare il numero legale, contestando la procedura di convocazione dell'assemblea. I lavori erano stati infatti aggiornati alle 14.30, ma la decisione era stata presa durante una seduta in cui mancava il numero legale. Alla fine pero', il muro contro muro e' stato evitato, granzie ad un'opera di mediazione che ha portato al rinvio di una settimana. ''Il funzionamento del Csm e le decisioni che il Csm deve prendere sulla base di un ordine del giorno legittimamente licenziato sono obiettivi che tutti noi dobbiamo perseguire'', ha sottolineato il vicepresidente Virginio Rognoni nell'accogliere la richiesta di rinvio della discussione. Parole servite anche ad evidenziare la legittimita' dell'intervento dell'organo di autogoverno della magistratura in difesa dei magistrati finiti sotto accusa. Legittimita' che invece i consiglieri laici del centrodestra contestano. ''Il Csm -ha rivendicato anche il laico di centrosinistra Luigi Berlinguer- deve essere punto di riferimento per i magistrati e quando questi ne sentono la necessita' deve essere organo di tutela. Questo obiettivo si raggiunge creando le condizioni perche' il Consiglio voti la delibera proposta, per altro gia' approvata dalla Prima commissione. Mi auguro -ha aggiunto- che la decisione di rinviare ci porti mercoledi' a questo risultato''.Infatti, al di la' delle riserve oggi espresse sulla procedura di convocazione dei lavori dell'assemblea, i rappresentanti della Cdl a Palazzo dei Marescialli contestano la legittimita' stessa dell'intervento del Csm sull'argomento. ''E' contro la Costituzione censurare le parole del presidente del Consiglio'', ha protestato il laico di Fi Giuseppe Di Federico, che gia' stamattina aveva anticipato l'intenzione di abbandonare l'aula durante il dibattito. ''Secondo l'articolo 68 della Costituzione -fa eco il collega Giorgio Spanger, che presiede la Prima commissione e che in plenum ha presentato un documento alternativo in cui chiede l'archiviazione della pratica a tutela dei magistrati- i parlamentari non possono essere perseguiti per le dichiarazioni rese nell'esercizio delle loro funzioni. Se il presidente del Consiglio fa delle dichiarazioni, ricadono nell'ambito della responsabilita' politica e dunque tuttalpiu' deve renderne conto al Parlamento''. ''Ma anche nel merito -ha spiegato ancora- le prole di Berlusconi non rappresentano un attacco all'autonomia e all'indipendenza della magistratura, rientrano nel diritto di espressione e manifestazione del pensiero, sono critiche ad un processo in corso in cui fra l'altro si sono lamentate patologie''.Rilievi contestati dai consiglieri togati di Magistratura democratica. ''Dal '76 ad oggi il Csm e' intervenuto a tutela dei magistrati attaccati -ha ricordato Giuseppe Salme'- e' stato un susseguirsi ininterrotto di pronunce di carattere generale e di singoli episodi, approvate sotto quattro presidenti della Repubblica. In questo caso non si tratta di una censura al presidente del Consiglio ma di valutazioni -ha spiegato- sulla esorbitanza delle sue dichiarazioni dai limiti imposti dalla separazione dei poteri. C'e' un'opera di delegittimazione della magistratura che mette in pericolo la stabilita' delle istituzioni''. Argomentazioni sostenute anche dal collega Giovanni Salvi, togato di Md. ''Non si tratta di censure al presidente del Consiglio -ha ribadito- Il documento afferma con chiarezza che i fatti sono infondati e che il modo con cui quelle affermazioni sono state fatte fa si che non rappresentino una critica. E' talmente forte e generalizzata che incide sugli aspetti fondamentali dell'equilibrio dei poteri. Non creiamo alcun conflitto -ha assicurato Salvi- crediamo invece di contribuire al ripristino di un clima istituzionale corretto''. I togati di Md replicano anche all'ipotesi che i laici possano abbandonare l'aula per protesta facendo mancare il numero legale durante il dibattito della prossima settimana. ''Sarebbe una scelta contraddittoria -ha detto Salme'- visto che uno di loro, presidente della Prima commissione, ha presentato una proposta alternativa. E sarebbe anche una scelta non rispettosa della decisione del presidente della Repubblica che ha inserito la discussione del tema nell'ordine del giorno''. Un'ipotesi, quella dell'abbandono dell'aula, che sembra pero' lontana. Si dovra' comunque attendere la prossima settimana. I laici della Cdl anticipano che porranno inizialmente le ''pregiudiziali'' sulla legittimita' dell'intervento del Consiglio, ma assicurano che in caso di bocciatura sono pronti a discutere ''nel merito'' l'argomento. GIUSTIZIA: ACCUSE PREMIER A TOGHE, IL DOCUMENTO DEL CSM (ANSA) - ROMA, 11 GIU - E' ''assolutamente infondato'' sostenere che c'e' una magistratura ''che persegue finalita' diverse da quelle di giustizia''. Ma non solo: un assunto del genere si traduce in ''un'obiettiva e forte delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati'', che non e' ammissibile. E' quanto viene detto nel documento che il plenum del Csm esaminera' nella prossima settimana a proposito delle accuse si politicizzazione rivolte dal premier ai magistrati dei processi Imi-Sir/Lodo,Sme, Andreotti e Telekom Serbia. Si tratta di una proposta di risoluzione che e' stata licenziata a larga maggioranza dalla Prima Commissione del Csm - non l'ha sottoscritta solo il laico della Cdl Giorgio Spangher che ha presentato un testo alternativo- e in cui si ribadisce che le critiche ai singoli magistrati o a loro pronunce sono ''legittime'', ma non sono accettabili ''denigrazioni diffamatorie'', ''generiche e immotivate accuse di parzialita'''. Nel documento Berlusconi non viene mai citato apertamente ma vengono riportate le sue parole. Si esprime ''preoccupazione'' per un clima nei rapporti istituzionali che travalica quello della fisiologia dialettica'', e si rivolge ''un pressante appello a tutte le istituzioni ''perche' sia ristabilito il rispetto dei singoli magistrati e dell' intera magistratura e, quindi, la fiducia dei cittadini, che e' condizione di una ordinata vita democratica''. Il rapporto tra magistratura e altri poteri deve essere infatti improntato a ''rispetto reciproco- avverte la Commissione- non essendo ammissibile una delegittimazione di un'istituzione nei confronti dell'altra, pena la caduta di credibilita' dell'intero assetto costituzionale''. La Commissione rivendica apertamente la legittimita' dell'intervento del Consiglio: ''quando singoli magistrati o pronunce di organi giudiziari vengano fatte oggetto non di critiche sempre legittime, ma di denigrazioni diffamatorie con generiche e immotivate accuse di parzialita', il Consiglio deve intervenire a tutela della credibilita' della funzione giudiziaria perche' la fiducia dei cittadini nella giurisdizione e' una garanzia assoluta e indispensabile della vita democratica''. Opposte le conclusioni della relazione di minoranza di Spangher:con gli interventi di Berlusconi ''non e' stata travalicata la soglia necessaria e sufficiente per ritenere integrata una vera e propria lesione all'indipendenza e all'autonomia della magistratura''. Oltretutto ''il fondamento della democrazia e il suo sviluppo non possono non risiedere- anche con riferimento alla giurisdizione che e' esercitata nel nome del popolo- nella dialettica, nel confronto delle opinioni e nella critica anche aspra''. CSM: MARRA, HO RINUNCIATO A MILANO PER SCELTA PERSONALE Milano, 12 giu. (Adnkronos) - ''Ho rinunciato per ragioni mie. E' stata una scelta personale''. Cosi' Alfonso Marra, presidente della seconda Corte d'Appello di Milano, commenta brevemente la sua decisione di ritirarsi dalla 'corsa' per la poltrona di capo della Procura della Repubblica di Milano, carica rimasta 'vacante' dal dicembre dello scorso anno quando ando' in pensione Gerardo D'Ambrosio. Nella tarda mattinata di oggi il magistrato ha annunciato formalmente con un fax al Csm la sua decisione che, di fatto, libera la strada a Manlio Minale, anche lui candidato alla guida della procura milanese, attualmente presidente del Tribunale di Sorveglianza, da oggi unico candidato degli uffici giudiziari milanesi. ''Se mi sono presentato e' perche' ci tenevo -dice ancorea Marra- cosi' come, se mi sono ritirato, non e' perche' non ci tengo piu'''. Alla fine, conclude ancora il magistrato ''ho fatto una valutazione personale''.
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