16 OTT 2003

CSM - Plenum del 16 ottobre 2003

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 49 min

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Registrazione audio di "CSM - Plenum del 16 ottobre 2003", registrato giovedì 16 ottobre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 49 minuti.
  • Lanfranco Tenaglia (Unicost), Presidente della Settima Commissione, relatore

    <em>Costituzione in giudizio</em> <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 9.50</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong><br>Pratiche urgenti di Nona Commissione <strong>Ricorsi</strong>
    0:01 Durata: 32 sec
  • Edizione integrale

    <strong>All'ordine del giorno: 1) Pratiche urgenti di Nona Commissione 2) Ordine del giorno ordinario 3) Formazione delle tabelle di organizzazione, per il biennio 2002-2003, del Tribunale di Messina 4) Il CSM nelle agenzie di stampa</strong>
    0:01 Durata: 54 min 51 sec
  • Giuseppe Di Federico (membro laico(FI)), Presidente della Nona Commissione, relatore

    Ordine del giorno ordinario Pratica di Settima Commissione rinviata dal giorno prima <strong>Formazione delle tabelle di organizzazione, per il biennio 2002-2003, del Tribunale di Messina</strong> Relazione
    0:01 Durata: 18 min 2 sec
  • Presidente e poi Marini, sull'emendamento; poi Tenaglia, Buccico, Arbasino, Aghina, Menditto e Meliadò

    Discussione
    0:19 Durata: 20 min 17 sec
  • Marini e poi il relatore Di Federico: Menditto formalizza l'emendamento; il Presinte riassume la situazione della discussione

    La seduta, sospesa <strong>alle 10.42</strong>, riprende <strong>alle 11.00</strong> Repliche
    0:39 Durata: 12 min 28 sec
  • Presidente e Di Federico, relatore

    La seduta, sospesa per l'assenza di Tenaglia <strong>alle 11.02</strong>, riprende <strong>alle 11.05</strong><br>Voto sulla delibera come riformulata: <em>approvata</em><br>La seduta termina <strong>alle 11.06</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> INFORMAZIONE: CRONISTI SI APPELLANO A CSM CONTRO VECCHIONE<br>TRANS UCCISO: CRONISTI; ARBITRIO DI VECCHIONE SULLE NOTIZIE (AGI) - Roma, 16 ott. - L'Unione nazionale cronisti italiani e il Sindacato cronisti romani si appellano al Consiglio superiore della magistratura perche' intervengano nei confronti del Procuratore della Repubblica di Roma, Salvatore Vecchione, "il quale ha imposto il silenzio-stampa sul nome di un reo confesso responsabile di un efferato assassinio che ha turbato l'opinione pubblica. Non e' la prima volta - lamentano Unci e Scr - che il magistrato, sul punto di lasciare la Procura romana, regola a poprio arbitrio il rubinetto dell'informazione senza alcuna considerazione per il diritto-dovere di cronaca e per le elementari norme della correttezza e della completezza dell'informazione. Il caso e' la punta di un iceberg del comportamento di certa magistratura che o circuisce i mass-media per motivi di immagine e di prestigio o persegue il lavoro dei cronisti con il pretesto della violazione del segreto istruttorio e con altre forme di intimidazione invece di prendersela con le gole profonde che si annidano in mezzo ad essa". <br> (ANSA) - ROMA, 16 OTT - ''Non e' la prima volta che il Procuratore di Roma, Salvatore Vecchione, regola a proprio arbitrio il rubinetto dell' informazione''. E' il commento del Sindacato Cronisti Romani dell' Unione Nazionale, che ha chiesto l' intervento del CSM sulla scelta di Vecchione di ''imporre il silenzio-stampa sul nome di un reo confesso, responsabile di un efferato assassinio che ha turbato l' opinione pubblica'', riferendosi alla vicenda del transessuale ucciso in via del Moro. Secondo l' Uni/Scr, Vecchione, ''sul punto di lasciare la Procura romana'', non ha ''alcuna considerazione per il diritto-dovere di cronaca e per le elementari norme della correttezza e della completezza dell' informazione''. L' organizzazione dei cronisti considera il caso dell' omicida ''la punta di un iceberg del comportamento di certa magistratura che o circuisce i mass-media per motivi di immagine e di prestigio o persegue il lavoro dei cronisti con il pretesto della violazione del segreto istruttorio e con altre forme di intimidazione invece di prendersela con le gole profonde che si annidano in mezzo ad essa''. GIUSTIZIA: CORDOVA, OGNUNO IMPUGNA SPADA CHE VIENE AFFIDATA <br>PRIMA CONFERENZA STAMPA PROCURATORE DOPO TRASFERIMENTO DEL CSM (ANSA) - NAPOLI, 16 ott - ''Ognuno impugna la spada che gli viene affidata''. Il procuratore di Napoli Agostino Cordova aveva piu' volte parlato di una giustizia con la spada di latta, anzi nei giorni scorsi, aveva rincarato la dose parlando di una ''spada di carta stagnola''. E oggi ha replicato cosi' al procuratore generale Vincenzo Galgano che, in una intervista rilasciata al quotidiano ''Il Mattino'', aveva osservato che ''la spada della giustizia non e' di carta stagnola, dipende da chi la impugna''. Una nuova querelle che si inserisce nell'ambito delle forte tensioni che stanno attraversando in questi giorni gli ambienti giudiziari napoletani. Nei giorni scorsi il Csm a maggioranza schiacciante (20 a 1 il risultato della votazione del plenum) aveva disposto il trasferimento di Cordova per incompatibilita' ambientale e funzionale. Ma il procuratore aveva fatto sapere nei giorni scorsi, ai magistrati del suo ufficio come ai giornalisti, che restera' al suo posto fin quando le norme glielo consentiranno, annunciando in primo luogo ricorsi al Tar per chiedere la sospensiva e il successivo annullamento della delibera del Csm. Cordova, dal giorno dopo la decisione del plenum, ha continuato a svolgere la sua attivita', partecipando anche all'assemblea chiesta dai pm per discutere sulla organizzazione dell'ufficio alla luce della situazione che si e' creata. E oggi Cordova ha anche preso parte a una conferenza stampa, per illustrare i dettagli di alcuni fermi eseguiti dalla polizia nell'ambito delle indagini su un clan di Castellammare. Dopo aver brevemente accennato all'operazione, sottolineando ancora una volta le capacita' di controllo del territorio da parte dei clan e il clima di omerta' che complica le attivita' di indagine, Cordova ha glissato sulle domande dei giornalisti relative al suo caso. Quando gli e' stato chiesto un commento sul clima difficile in procura denunciato da alcuni magistrati, Cordova, visibilmente infastidito, ha detto rivolto ai giornalisti: ''Ma queste cose voi le sapete meglio di me, io non alimento polemiche'. A una domanda sulle dichiarazioni rilasciate oggi dal procuratore generale Galgano (''la spada della giustizia non e' di carta stagnola, dipende da chi l'impugna'') il procuratore ha replicato: ''Ci saranno sviluppi nelle sedi competenti. Ognuno impugna la spada che gli viene affidata, preferisco non entrare in queste polemiche''. Dda Palermo: primo si' Csm a organizzazione Grasso <br>Ma saranno modificate regole su procuratori aggiunti (ANSA)-ROMA, 16 OTT- Si' del Csm al piano organizzativo della Dda di Palermo predisposto dal procuratore Piero Grasso, ma va modificata la circolare sulle procure antimafia. La Settima Commissione di Palazzo dei Marescialli ha dato il via libera all'unanimita' alla nuova organizzazione che tante polemiche ha suscitato alla procura di Palermo, ma ha posto l'esigenza di cambiare la normativa del Consiglio sul ruolo e le forme di reclutamento dei procuratori aggiunti.
    0:52 Durata: 3 min 26 sec