28 GEN 1999

CSM - Plenum del 28 gennaio 1999, seduta antimeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 43 min

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La seduta ha inizio alle 10.39 e termina alle 12.20 Presidenza del vicepresidente Giovanni Verde Il CSM nelle agenzie di stampa BORRELLI: COMMISSIONE CSM CHIEDE ATTI A BRESCIAAVVIATO ESAME PRATICHE 'PENDENTI' Roma, 28 gen.

(Adnkronos) - Il Csm chiedera' alla Procura di Brescia atti e informazioni sullo stato dei procedimenti aperti nei confronti del procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli.

Un'iniziativa decisa dalla Prima Commissione, che stamattina ha iniziato l'esame delle pratiche 'pendenti' a carico del capo del pool Mani Pulite: una trentina di fascicoli in tutto, molti dei
quali originati dagli esposti inviati al Consiglio da Silvio Berlusconi e Cesare Previti.

''Su Borrelli -ha spiegato il presidente Salvatore Mazzamuto, laico di Ri- la Prima Commissione sta svolgendo il suo ordinario lavoro di istruzione delle pratiche.

Abbiamo disposto l'aggiornamento dei fascicoli, chiedendo di conoscere lo stato di avanzamento dei procedimenti''.

Di Borrelli l'organismo di Palazzo dei Marescialli tornera' ad occuparsi tra una decina di giorni, dopo la pausa della 'settimana bianca'.

GIUSTIZIA: CASSAZIONE CONSIGLIERI CSM, ALLARME GIUSTIFICATO (ANSA) - ROMA, 28 GEN - DOPO L'ALLARME LANCIATO DALLA PROCURA DI PALERMO, LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE CHE HA STABILITO CHE NON SI POSSONO LEGGERE IN AULA LE DICHIARAZIONI DEL TESTIMONE CHE HA GIA' DEPOSTO PRIMA CHE ALL'INTERNO DEL COLLEGIO VENISSE CAMBIATO UNO DEI MAGISTRATI GIUDICANTI, HA PROVOCATO REAZIONI ANCHE AL CSM.

PER GIOACCHINO NATOLI, EX PM A PALERMO E ORA ''TOGATO'' DEL CSM DEL GRUPPO DEI MOVIMENTI RIUNITI, ''L'ALLARME CHE E' STATO TEMPESTIVAMENTE RAPPRESENTATO DAL PROCURATORE AGGIUNTO LARI E' GIUSTIFICATO E MERITA OGNI SOLLECITA ATTENZIONE.

TUTTAVIA E' ALTRETTANTO FONDAMENTALE ATTENDERE LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA E PONDERARNE IL CONTENUTO''.

SULLA DECISIONE DELLA SUPREMA CORTE E' ''PERPLESSO'' IL ''LAICO'' DEI DS GIANNI DI CAGNO, SECONDO IL QUALE SI POTREBBE DETERMINARE ''UN'INACCETTABILE SPEREQUAZIONE TRA CIVILE E PENALE'': ''SE, COME PARE, LA CORTE HA ANCORATO IL PROPRIO CONVICIMENTO AL PRINCIPIO DELL'ORALITA' CHE INFORMA IL PROCESSO PENALE, MI PERMETTO DI RICORDARE CHE ANCHE IL PROCESSO DEL LAVORO E, IN PARTE, IL NUOVO PROCESSO CIVILE SONO FONDATI SULL' ORALITA', EPPURE NESSUNO SI SOGNA DI FAR RICOMINCIARE I PROCEDIMENTI OGNI VOLTA CHE CAMBIA IL GIUDICE.

IN OGNI CASO IL NUOVO ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE CONFERMA L'INELUTTABILITA' DELLA REVISIONE DELL'ISTITUTO DELLA PRESCRIZIONE, I CUI TERMINI, COME APPUNTO AVVIENE IN CIVILE, DOVREBBERO RESTARE SOSPESI NEL CORSO DEL PROCESSO PENALE''.''TUTTE LE SENTENZE DEVONO ESSERE RISPETTATE ED E' COMPITO DEL CSM VIGILARE IN VIA GENERALE PERCHE' QUESTO RISPETTO VENGA SEMPRE TRIBUTATO A TUTTI I GIUDICI ITALIANI COME GLI STESSI MERITANO'' SOTTOLINEA INVECE MARIO SERIO, ''LAICO'' DI FORZA ITALIA.

PER SERIO ''E' IMPOSSIBILE FARE CONGETTURE SUL CONTENUTO DI UNA SENTENZA PRIMA DI LEGGERNE LE MOTIVAZIONI''.

IN OGNI CASO, AGGIUNGE, ''HO MOLTA FIDUCIA NELL'OPERA DELLA CASSAZIONE, IL CUI COMPITO PRIMARIO E' VERIFICARE CHE TUTTE LE NORME DI LEGGE SIANO EFFETTIVAMENTE APPLICATE NEI GIUDIZI DI MERITO''.

CASSAZIONE: VERDE (CSM) PERICOLI DA GARANTISMO ECCESSIVO (AGI) - Roma, 28 gen.

- Il pericolo denunziato dal Procuratore Caselli va correttamente collegato non alle pronunce della Suprema Corte di Cassazione ma, se vogliamo, ad un garantismo incompatibile con la capacita' di celebrare i nostri processi in tempi ragionevoli.

Lo ha sostenuto in una nota Giovanni Verde vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura in merito alla recente sentenza della Cassazione.

"A quanto pare - ha proseguito Verde - la Corte ha affermato che gli atti del dibattimento devono essere ripetuti se muta anche un solo componente del collegio, la stampa ha collegato talune preoccupazioni pubblicamente espresse dal Procuratore Caselli nel corso di una trasmissione televisiva.

Tale collegamento, che si spera arbitrario o erroneo, puo' ingenerare la convinzione, nella pubblica opinione, che il lavoro delle procure e soprattutto di quelle particolarmente impegnate nella lotta contro la criminalita' organizzata, possa essere compromesso o addirittura vanificato da un eccesso di formalismo dei giudici e, in particolare, della Suprema Corte.

Non e' cosi'.

L'oralita' - ha continuato Verde - comporta concentrazione e immediatezza; in parole piu' semplici, che il giudice deve giudicare sulla base del materiale che si e' formato in udienza e sotto i suoi occhi (art.525 comma 2 c.p.p.).

L'applicazione di questo principio porta alle conseguenze stabilite dalle sezioni unite; conseguenze che possono essere attenuate con legge ordinaria (come si e' fatto con la legge 23 dicembre 1996, n.652 limitatamente ai casi di astensione e di incompatibilita'), sempre che non si ritenga che il suddetto principio non possa subire deroghe".

"In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Roma - ha aggiunto Verde - ho posto l'accento sul fatto che il nostro sistema processuale e' poco elastico, soprattutto se lo si pone in relazione ai grossi numeri della nostra giustizia e ho richiamato l'attenzione di tutti sul rischio che si corre se si aumentano gli elementi di rigidita'.

Come avverrebbe se si elevassero a precetti costituzionali i principi dell'oralita' e della necessita' del pubblico dibattimento.

Si parla spesso di giusto processo.

La condizione essenziale perche' il processo sia giusto e' che si concluda.

Se il sistema del nostro processo penale e' tale che c'e' il rischio concreto che tutti i reati si prescrivano, penso che dovere primario di tutti (cittadini, politici, avvocati e magistrati) sia quello di elaborare tecniche processuali idonee a raggiungere tale obiettivo.

Le altre, pure essenziali esigenze - ha concluso Verde -, sono in qualche modo 'variabili' dipendenti da tali irrinunciabili obiettivi".

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