11 FEB 1999

CSM - Plenum dell'11 febbraio 1999

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 25 min

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La seduta ha inizio alle 10.48 e termina alle 12.22 Presidenza del vicepresidente Giovanni Verde Il CSM nelle agenzie di stampa MARTA RUSSO: CSM ACQUISISCE INTERVISTA PM LASPERANZA (AGI) - Roma, 11 feb.

- "Inopportune e sconcertanti".

Al Consiglio Superiore della Magistratura sono state definite cosi' le dichiarazioni, riportate oggi dal quotidiano "la Repubblica", del pm Carlo Lasperanza, uno dei titolari dell'inchiesta sull'omicidio di Marta Russo.

Nell'intervista, il magistrato si dice convinto della colpevolezza di Scattone e Ferraro e della loro condanna, anche se la perizia collegiale
sembra dar torto alla tesi accusatoria.

Ai sei consiglieri della prima commissione referente, pero', l'intervista non e' piaciuta affatto ed e' stata ufficialmente acquisita agli atti.

Non solo, ma la stessa commissione, presieduta dal professor Salvatore Mazzamuto (laico di Rinnovamento italiano), ha deciso di chiedere alla procura di Roma l'invio della trascrizione completa dell'interrogatorio reso dalla superteste Gabriella Alletto, l'11 giugno del '97, e di cui era gia' noto un filmato.

Quel video, circolato poco prima dell'estate, aveva suscitato non poche polemiche per la violenza di alcune immagini.

Nelle riprese, la Alletto, interrogata a turno dal pm Lasperanza e dall'aggiunto Italo Ormanni al quarto piano della procura di Roma, negava con forza di sapere notizie sull'omicidio di Marta Russo.

A quell'interrogatorio era presente anche il cognato poliziotto.

La donna, disperata e spesso in lacrime, giurava sulla testa dei figli che con questa brutta storia non aveva mai avuto niente a che fare.

Tre giorni dopo, invece, arriva la confessione e i due indagati principali, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, finiscono in carcere.

A Palazzo dei Marescialli era stata subito aperta una pratica dalla prima commissione referente, chiamata a valutare il comportamento dei due magistrati romani (peraltro difesi a spada tratta dal procuratore Vecchione).

Ma per alcuni problemi di natura tecnica (il video dell'Alletto era solo parzialmente comprensibile e necessitava del testo scritto come supporto ulteriore) e per evitare che qualcuno strumentalizzasse la vicenda e condizionasse il processo in corso, si era deciso di attendere tempi migliori.

Adesso il Csm ha compiuto i primi passi e per la prossima settimana non sono da escludersi sviluppi.

Il consigliere Mario Serio, laico di Forza Italia, dal canto suo, ha ufficialmente chiesto al Comitato di Presidenza dell'organo di autogoverno della magistratura di inviare ai titolari dell'azione disciplinare (il Pg della Cassazione ed il ministro di Grazia e Giustizia) i ritagli di stampa riguardanti le dichiarazioni rese ieri in dibattimento dall'imputato Francesco Liparota (che se l'e' presa con i magistrati e i funzionari di polizia per i metodi adottati nell'inchiesta) e l'intervista rilasciata a "Repubblica" dal pm Lasperanza.

MAFIA-APPALTI: CSM, SOLIDARIETA' A VIETTI DA COLLEGHI POLO Roma, 11 feb.

(Adnkronos) - Non si e' ancora spenta al Csm l'eco delle polemiche sul 'caso Lo Forte'.

Solidarieta' al collega Michele Vietti, laico del Ccd, relatore in Prima Commissione della pratica aperta dopo l'avvio dell'inchiesta che coinvolge il procuratore aggiunto di Palermo Guido Lo Forte, viene espressa dai colleghi del Polo Mario Serio (Fi) e Raffaele Valensise (An).

Vietti era stato attaccato ieri per aver anticipato l'intenzione di chiedere alla procura generale e al presidente della Corte d'Appello di Caltanissetta copia dell'ordinanza con cui il gip nisseno Gilda Loforti ha respinto la richiesta di archiviazione per i magistrati della Procura di Palermo (assieme a Lo Forte sono indagati l'ex procuratore capo del capoluogo siciliano Pietro Giammanco e il procuratore circondariale Giuseppe Pignatone).

''Le richieste istruttorie che il consigliere Vietti ha preannunciato in relazione agli sviluppi di un procedimento penale pendente davanti all'ufficio del gip di Caltanissetta, evidentemente -osservano Serio e Valensise- non costituiscono indesiderate anticipazioni di un giudizio collegiale, ma solo -chiariscono i due consiglieri laici del Polo- il puntuale adempimento del dovere istituzionale di adeguata istruttoria di ogni pratica pendente presso la Prima Commissione''.

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