19 FEB 1999

Procedimento contro il dr. Italo Ghitti

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 8 min

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L'udienza ha inizio alle 10.01 e termina alle 12.25 con la lettura del dispositivo della sentenza di assoluzionePresidenza del vicepresidente Giovanni Verde Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: SEZIONE DISCIPLINARE ASSOLVE EX GIP MILANO ITALO GHITTI (AGI) - Roma, 19 feb.

- La sezione disciplinare del CSM ha assolto l'ex gip di Milano Italo Ghitti (oggi giudice presso il Tribunale dello stesso capoluogo lombardo) dall'accusa di aver violato - per la vicenda del carteggio informale con l'ex pm Antonio Di Pietro - i doveri di correttezza ed imparzialita'.

La decisione e' stata presa dopo circa
un'ora di discussione in camera di consiglio.

Ghitti e' stato difeso dal consigliere di Cassazione Alessandro Criscuolo.

Per conoscere le motivazioni dell'assoluzione occorrera' attendere il deposito della sentenza, che verra' scritta (in quanto relatore del caso) dallo stesso vice presidente del CSM Giovanni Verde.

La contestazione di avere violato i doveri di correttezza ed imparzialita' faceva riferimento al carteggio informale intercorso nel dicembre 1993 tra l'allora gip di Milano e l'allora pm Antonio Di Pietro sulla possibilita' di adottare un provvedimento restrittivo nei confronti del direttore generale della societa' TPL Mario Maddaloni.

Il 25 settembre scorso il collegio disciplinare respinse la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal PG della Cassazione, decidendo cosi' di entrare nel merito della vicenda.

Fu il ministro di Grazia e Giustizia Flick, nel 1997, a promuovere l'azione contro Ghitti, contestandogli di aver "gravemente violato" i doveri di diligenza e di correttezza propri del giudice per le indagini preliminari e di aver avuto un atteggiamento di "inamissibile contiguita'" con l'ufficio del Pm.

A Palazzo dei Marescialli ci si e' potuti occupare della vicenda solo ora perche' Ghitti faceva parte della componente togata del passato Consiglio; per giunta era anche membro della sezione disciplinare, incaricata dell'istruttoria.

Il caso: quando vennero depositati gli atti del processo Eni-Montedison, salto' fuori un carteggio privato intercorso tra la fine del '93 e l'inizio del '94 tra Ghitti e l'allora sostituto procuratore della Repubblica Di Pietro sul modo di procedere contro Maddaloni.

Nei confronti di quest'ultimo 6 mesi prima il gip aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di false comunicazioni sociali.

In dicembre Di Pietro (che avendo poi lasciato la magistratura e' rimasto fuori dal procedimento disciplinare) chiese a Ghitti un'ulteriore provvedimento di custodia cautelare in carcere a carico dello stesso Maddaloni.

Poco dopo Di Pietro fece pervenire al gip un appunto di due righe nel quale, riservatamente e a titolo personale, lo informava del perche' il manager della TPL doveva "al piu' presto andare dentro".

Nel gennaio '94 Ghitti gli rispose, sempre per iscritto, consigliandogli di trovare un altro capo di imputazione perche' il "falso in bilancio", quello che il pm voleva contestare, era gia' stato contestato in passato.

Poi, nel maggio '94, la misura cautelare chiesta da Di Pietro e da altri pubblici ministeri venne disposta: la firmo' una collega di Ghitti.

La vicenda, venuta fuori mentre in Bicamerale era in corso il dibattito sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, suscito' parecchie polemiche.

CSM: PERCHE' "DISCIPLINARE" HA ASSOLTO EX GIP ITALO GHITTI (AGI) - Roma, 19 feb.

- La sezione disciplinare del CSM ha assolto l'ex gip di Milano Italo Ghitti da tutte le accuse mossegli.

Non ha violato i doveri di diligenza (contestazione che gli era stata fatta per presunti ritardi nel decidere sulle richieste dei pm) perche' la mole di lavoro cui doveva far fronte era notevole.

I tempi decisori rientravano nella media di quelli di un ufficio oberato di pratiche.

Non ha mancato ai doveri di correttezza e di imparzialita', ne' ha avuto "un atteggiamento di inammissibile contiguita' con l'ufficio del pm" per la storia del carteggio riservato intercorso con Di Pietro sulla possibilita' di adottare un provvedimento restrittivo nei confronti del manager della TPL Maddaloni.

La sezione disciplinare ha ritenuto l'addebito della "contiguita'" insussistente perche' Ghitti ha dimostrato, nella sua difesa, che il tenore delle sue decisioni e' stato al contrario non appiattito sulle posizioni dell'accusa (non sono mancati i no a richieste di quest'ultima).

Alla fine alla sezione disciplinare e' rimasto il giudizio sul peso da dare al "modo" (gli appunti riservati) con cui il gip e Di Pietro si sono scambiati le proprie idee sulla possibilita' di emettere un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di Maddaloni.

Ebbene, il collegio, pur giudicando il comportamento di Ghitti improprio, non opportuno, lo ha ritenuto non di rilevanza disciplinare, soprattutto tenendo conto del gia' detto carico di lavoro dell'ufficio, che poteva rendere necessario semplificare le cose per procedere piu' speditamente.

DI PIETRO-GHITTI: MAIOLO, APPARTENGONO A CASTA NUOVI IMPUNITINESSUN DUBBIO SULLA LORO ASSOLUZIONE Roma, 19 feb.

(Adnkronos) - Antonio Di Pietro e Italo Ghitti ''appartengono alla categoria dei nuovi impuniti, persone che hanno il privilegio di essere giudicati da appartenenti alla loro stessa corporazione, o meglio casta''.

Quindi, nessun ''dubbio sul fatto che Di Pietro non sarebbe stato processato per i favori ricevuti e che Ghitti non avrebbe avuto alcuna sanzione per i suoi disinvolti scambi di consigli con l'allora pm di Milano''.

Lo afferma il deputato di Forza Italia Tiziana Maiolo, commentando la doppia assoluzione per i due ex magistrati di Mani Pulite: quella di Ghitti da parte della sezione disciplinare del Csm e quella di Di Pietro, prosciolto dal gup di Brescia.

''Chiunque altro, per molto meno di quello che e' stato accertato aver commesso Di Pietro, sarebbe stato sbattuto in galera per almeno tre mesi e quindi -sostiene la Maiolo- condannato a qualche anno di galera.

Di Pietro e' stato coperto di indizi da meritare non uno, ma cinque processi.

Ghitti -aggiunge la parlamentare 'azzurra'- ha tradito il suo ruolo di giudice per farsi collaboratore del pm.

Eppure entrambi, per i loro colleghi magistrati, avrebbero rispettato la legge''.

''Quando esisteva l'immunita' parlamentare -ricorda la Maiolo- tutti gridavano allo scandalo per i politici che si assolvevano da se'.

Oggi, i nuovi impuniti, coloro che si assolvono da se', sono la nuova casta di potere dei magistrati''.

GIUSTIZIA: GHITTI, MANI PULITE NON E' SERVITA GRANCHE' (ANSA) - ROMA, 19 FEB - ''FORSE MANI PULITE NON E' SERVITA A GRANCHE''': E' LA CONVINZIONE DI ITALO GHITTI, EX GIP A MILANO, CHE OGGI E' STATO ASSOLTO DAL CSM NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE NEL QUALE DOVEVA RISPONDERE DI UN CARTEGGIO INFORMALE CON DI PIETRO.

IN UNA BREVE INTERVISTA AL ''TG1'' GHITTI HA DETTO CHE NON TORNEREBBE PIU' AD OCCUPARSI DI MANI PULITE ''PERCHE' - HA DETTO - PROBABILMENTE E' IL VECCHIO CHE AVANZA E CHE RITORNA''.

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