25 FEB 1999

CSM - Plenum del 25 febbraio 1999

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 26 min

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La seduta ha inizio alle 10.41 e termina alle 14.02 Presidenza del vicepresidente Giovanni Verde Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: ARCHIVIA CASO FIGLIUZZI, MA TRASMETTE ATTI A MINISTRO E PGEPISODIO VECCHIO, MA NON ESCLUSI PROFILI RILEVANZA DISCIPLINARE Roma, 25 feb.

- (Adnkronos) - Rischia di finire sott'inchiesta disciplinare Tommaso Figliuzzi, presidente della sezione della Corte d'Appello di Roma che si e' occupata del procedimento relativo alla richiesta di estradizione per Abdullah Ocalan.

Il Csm, infatti, ha inviato ai titolari dell'azione disciplinare copia degli atti che riguardano un
suo intervento nella vicenda relativa all''Ente Fiuggi'.

Intervento sul quale invece Palazzo dei Marescialli ha ritenuto di non dover intervenire: si e' trattato di un episodio isolato e lontano nel tempo, hanno sostenuto i consiglieri.

Per questo, il 'caso' e' stato archiviato.

Ma ''opportuna'' e' stata giudicata la trasmissione delle carte al ministro di Grazia e Giustizia e al procuratore generale della Cassazione.

La vicenda risale al '90 e riguarda il 'lodo' tra il Comune di Fiuggi e l'Ente che gestisce il complesso termale: il Comune era stato condannato a pagare un indennizzo di diversi miliardi all'Ente, al quale poi era stato riconosciuto il diritto di prelazione per la stipula di nuovi contratti per lo sfruttamento delle acque termali.

Lodo del quale l'amministrazione comunale aveva chiesto l'annullamento.

Ma la prima sezione della Corte d'Appello di Roma aveva rigettato l'istanza.

Qualche mese dopo, invece, la sezione feriale di cui Figliuzzi faceva parte aveva ribaltato la decisione: annullato il 'lodo', aveva disposto il sequestro giudiziario del complesso termale e ne aveva nominato custode Giuseppe Ciarrapico, all'epoca legale rappresentante dell'Ente Fiuggi.

Un sequestro poi convalidato anche da una successiva pronuncia della Corte d'Appello.

Ma, su ricorso del Comune, nel '94 la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza, giudicando quel sequestro ''anomalo''.

CSM: PALERMO, INGARGIOLA PASSA IN CORTE D'APPELLO PASSAGGIO SOLO DOPO CONCLUSIONE PROCESSO ANDREOTTI Roma, 25 feb.

(Adnkronos) - Francesco Ingargiola lascia la presidenza di sezione del Tribunale di Palermo per passare a ricoprire lo stesso incarico nella Corte d'Appello del capoluogo siciliano.

Un passaggio che pero' avverra' soltanto dopo la conclusione del processo Andreotti, nel quale presiede il collegio giudicante.

Sessantaquattro anni, Ingargiola ha alle spalle una carriera svolta quasi interamente a Palermo: in magistratura dal '63, nel capoluogo siciliano ha esordito come pretore, incarico poi ricoperto anche a Licata e Corleone; rientrato a Palermo, prima come giudice e successivamente come consigliere di Corte d'Appello, dall'ottobre dell'89 presiede una delle sezioni del Tribunale.

Tra i processi di mafia di cui si e' occupato, quelli ai fratelli Marchese, ad Antonino Calderone, a Vito Ciancimino e a Bruno Contrada.

CSM: VA IN PENSIONE IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI MILANO Roma, 25 feb.

(Adnkronos) - Si libera un'altra poltrona ai vertici degli uffici giudiziari di Milano.

Dal 7 marzo prossimo, infatti, appendera' la toga al chiodo il presidente del Tribunale, Filippo Lo Turco: 72 anni, l'alto magistrato va in pensione per raggiunti limiti d'eta', con il titolo onorifico di presidente aggiunto della Corte di Cassazione.

A Milano e' ancora vacante il posto di procuratore generale della Corte d'Appello.

Una poltrona che dovrebbe essere assegnata a Francesco Saverio Borrelli: la Commissione Direttivi del Csm ha gia' dato il primo via libera alla sua nomina, ma si attende ancora il concerto del ministro di Grazia e Giustizia.

Poi, la parola finale spettera' al plenum di Palazzo dei Marescialli.

Ma il passaggio di Borrelli alla guida della Procura generale aprirebbe i 'giochi' per la nomina del suo successore al vertice della Procura del capoluogo lombardo.

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