22 OTT 2003

CSM - Plenum del 22 ottobre 2003, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 40 min

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All'ordine del giorno: 1) Risoluzione sul passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante 2) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 22 ottobre 2003, seduta pomeridiana", registrato mercoledì 22 ottobre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 40 minuti.
  • Presidente presenta la delegazione del CSM di Francia

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.11</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong>
    0:00 Durata: 1 min 8 sec
  • Presidente sull'assenza del relatore

    <br>Pratica della Settima Commissione <strong>Risoluzione sul passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante</strong>
    0:01 Durata: 1 min 34 sec
  • Lanfranco Tenaglia (Unicost), Presidente della Settima Commissione

    Relazione
    0:02 Durata: 12 min 34 sec
  • Ernesto Aghina (Movimento per la giustizia) illustra l'emendamento

    Discussione
    0:15 Durata: 7 min 15 sec
  • Schietroma, Lo Voi, Marini, Buccico

    0:22 Durata: 31 min 25 sec
  • Berlinguer, Mammone, Di Federico, Salvi

    0:54 Durata: 39 min 23 sec
  • Presidente saluta la delegazione francese che lascia i lavori; riprende la discussione con gli interventi di Stabile, Primicerio, Fici, Marotta, Meliadò

    1:33 Durata: 43 min 15 sec
  • Presidente sull'ordine dei lavori; poi la discussione si conclude con l'intervento di Salmè

    2:16 Durata: 6 min 44 sec
  • Presidente sull'ordine dei lavori e poi Tenaglia, relatore

    Replica del relatore
    2:23 Durata: 9 min
  • Presidente propone il rinvio del voto, respinto dal Consiglio; poi Lo Voi per dichiarazione di voto sul primo emendamento Aghina

    Voto sul primo emendamento soppressivo di Buccico: <em>respinto</em><br>Voto sul secondo emendamento Buccico: <em>respinto</em><br>Voto sul primo emendamento aggiuntivo di Aghina: <em>accolto</em><br>Voto sul secondo emendamento sostitutivo di Aghina: <em>accolto</em><br>Voto sul terzo emendamento sostitutivo di Aghina: <em>accolto</em><br>Voto sull'emendamento Lo Voi: <em>respinto</em><br>Voto sulla risoluzione così emendata: <em>approvata</em><br>La seduta termina <strong>alle 17.54</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> GIUSTIZIA: CSM, BASTA PASSAGGI PM-GIUDICE IN STESSA SEDE <br>RISOLUZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA' (ANSA) - ROMA, 22 OTT - Basta passaggi dalle funzioni di pm a quelle di giudice penale nella stessa sede giudiziaria, almeno per un certo periodo di tempo. Lo stop arriva dal plenum del Csm che ha dato mandato alla Settima Commissione di Palazzo dei marescialli di concretizzare il principio nella prossima circolare sull'organizzazione degli uffici giudiziari. La risoluzione che contiene questa indicazione di principio e' passata all'unanimita'. Il principio fissato non e' assoluto ma dovra' essere modulato a seconda delle dimensioni dell'ufficio giudiziario ed anche delle funzioni che in concreto il magistrato andra' ad esercitare. La risoluzione impegna infatti la Commissione a ''prevedere e regolamentare le ipotesi di esclusione dalla destinazione alle funzioni penali dei magistrati trasferiti presso il tribunale e provenienti dalla corrispondente procura , avuto riguardo alle dimensione dell'ufficio e alle funzioni penali da esercitare, quando queste comportino l'esame di attivita' pertinente alla fase delle indagini preliminari, ovvero in via gradata, all'esercizio di funzioni monocratiche o collegiali''. Tradotto in termini pratici significa che i magistrati provenienti dalla procura della stessa sede giudiziaria non potrebbero piu' essere destinati, una volta passati al tribunale corrispondente, alle funzioni di gip, di gup e di giudice del tribunale del riesame. La misura potrebbe riguardare anche gli uffici di secondo grado, cioe' le Corti d'appello. Il plenum ha assegnato alla Commissione infatti anche il compito di ''prevedere le modalita' e la misura dell'estensione del divieto di assegnare alle funzioni penali i magistrati trasferiti dalla Procura Generale al corrispondente ufficio giudicante in relazione alle particolarita' degli uffici interessati''. In questo caso pero' non si e' di fronte a situazioni perfettamente assimilabili a quelle degli uffici di primo grado visto che, riconosce lo stesso Consiglio, ''lo svolgimento di funzioni penali presso la Corte d'appello e' sempre collegiale e tenuto conto del differente contenuto dell'intervento giurisdizionale ad opera dei magistrati della procura generale e alla dimensione, anche territoriale degli uffici coinvolti''. ''E' un fatto di grande significato- ha commentato dopo il voto il laico dello Sdi Gianfranco Schietroma, promotore dell'iniziativa- anche perche' dimostra che di fronte a casi di questo genere , che stridono con il buon senso, la magistratura non rimane inerte ad aspettare un eventuale provvedimento legislativo ma, attraverso il suo organo di autogoverno , interviene autorevolmente per eliminare essa stessa la possibilita' di situazioni che determinano lo sconcerto dei cittadini, come il passaggio dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti penali nello stesso tribunale''. Soddisfatto anche il relatore Paolo Arbasino (Movimento per la Giustizia): ''La delibera dimostra che il Csm si pone responsabilmente i problemi. E nei limiti dei suoi poteri cerca di risolverli''. A dividere resta un emendamento al testo passato su iniziativa del Movimento per la Giustizia e che prevede che al momento di disporre il passaggio di un pm al tribunale della stessa sede, il Csm verifichi se ci sia disponibilita' di posti nel settore civile,pena il mancato trasferimento. ''E' una misura irrealizzabile e finirebbe con l'impedire, contro il dettato normativo, il trasferimento di un pm al tribunale'', osserva il togato di Magistratura Indipendente Francesco Lo Voi.Il sentimento prevalente al Csm e' comunque di soddisfazione per il testo approvato.''Una lunga riflessione della magistratura associata ha fatto maturare i tempi per passare dalle enunciazioni generali alla ricerca di soluzioni organizzative e ordinamentali concrete- sottolinea Giuseppe Salme' di magistratura democratica- Il Consiglio, nella sua interezza, si e' assunto la responsabilita' di avviare questa ricerca con equilibrio, bilanciando gli interessi in gioco e con il dovuto approfondimento, tenendo conto delle dimensioni degli uffici e della temporaneita' degli eventuali sacrifici delle aspirazioni dei magistrati che chiedono di trasferirsi dall'ufficio del PM al Tribunale della stessa citta'''. ''Il Csm ha adottato oggi una delibera secondo una linea di autoriforma dell'ordine giudiziario che rientra totalmente nelle sue competenze, che non vuole minimamente sostituirsi alla politica e al legislatore e che tuttavia, in un clima quasi impossibile, riesce ad essere protagonista e a saldare gli interessi dei cittadini con quelli dei magistrati. Tutto questo con un voto unanime, a riprova che non e' in mano ad un manipolo di politicanti ma al contrario svolge responsabilmente la sua funzione'' esulta Luigi Berlinquer, laico dei Ds, che avverte: ''non si puo' riformare la magistratura assediandola, denigrandola e delegittimandola''. E a chi dalla magistratura ha criticato l'iniziativa Berlinguer assicura:''non e' vero che la riforma deliberata apra la strada a sconvolgimenti innaturali e alla negazione dell'unita' della giurisdizione, ma al contrario promuove un cammino che va incontro alla sostanza e all'immagine di imparzialita' del giudice e quindi agli interessi dei cittadini''. BRUTI LIBERATI: CSM VA NELLA DIREZIONE GIUSTA<br>''RISPOSTA A PROBLEMI SENZA ULTERIORI E INUTILI BARRIERE'' Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - L'Anm ''prende atto con compiacimento'' della delibera del Csm sul passaggio di funzioni tra pm e giudici. ''Va nella direzione da noi auspicata da sempre -commenta il presidente Edmondo Bruti Liberati- Dare una risposta ai problemi reali, senza erigere ulteriori, inutili barriere''. ''Il Csm -aggiunge il leader del 'sindacato delle toghe'- con le delibere della primavera scorsa sulla idoneita' sul passaggio da giudice a pm, quella del luglio scorso sulla valutazione di professionalita' e quella di oggi sulle incompatibilita', dimostra di essere capace di affrontare i problemi reali della professionalita', della imparzialita' dei magistrati e della efficienza del sistema giudiziario''. ROGNONI: TROPPA ENFASI SU ISTITUZIONI ELETTIVE<br>''PERICOLOSO - MAGISTRATURA HA UNA SUA COLLOCAZIONE COSTITUZIONALE''<br> ''IN PAUSA PARLAMENTARE SIA CHIESTO DI NUOVO PARERE A CSM'' Roma, 22 ott. (Adnkronos) - C'e' troppa enfasi a favore delle istituzioni elettive. Virginio Rognoni, vicepresidente del Csm, intervenendo alla presentazione del libro di Luigi Riello 'Il treno della giustizia', ha espresso la sua ''preoccupazione'' a proposito della tendenza ad enfatizzare le istituzioni elettive. ''Sono preoccupato -ha affermato- perche' mi pare di vedere in giro una certa pericolosa enfasi a favore delle istituzioni cosiddette elettive o decisamente elettive''. Rognoni ha riconosciuto ancora che ''la magistratura ha una sua collocazione costituzionale. La magistratura prende la sua legittimazione dalla Costituzione''. Percio' il vice presidente del Csm ha detto di ''non riconoscersi nel pensiero di chi vede nel giudice un burocrate. Dobbiamo tenere i piedi ancorati alla Costituzione -e' stato il suo invito- Parlamento e funzione giurisdizionale sono diverse ma hanno pari dignita' costituzionale''. Secondo Rognoni ''il sistema maggioritario non ha sovraesposto la magistratura''. Questo perche' prerogativa del ''sistema maggioritario e' di essere neutro''. Il vice presidente del Csm ha toccato anche il tema della supplenza della magistratura e ha ammonito a rapportarvisi con cautela. ''Che il ruolo del magistrato si sia ampliato non e' una situazione soltanto italiana -ha affermato- Basti pensare ad esempio allo statuto dei lavoratori, alle attivita' sindacali, alle norme penitenziarie e alle leggi sui pentiti. I magistrati devono interpretare la norma ma farei attenzione a parlare di supplenza''. All'epoca della lotta al terrorismo, ha sottolineato il vicepresidente del Csm, ''i magistrati hanno fatto il loro dovere, hanno tenuto, ma direi che non c'e' stata supplenza della magistratura nei confronti del potere politico''. Quindi un riferimento all'attivita' del Csm ''in difficolta' per come viene avanti l'iniziativa parlamentare''. A questo proposito, Rognoni (riferendosi in particolare all'emendamento Bobbio alla riforma dell'ordinamento giudiziario) ha detto di aspettarsi che ''durante la pausa parlamentare si possa chiedere di nuovo il parere al Csm perche' il consiglio puo' offrire utili argomentazioni alle interlocuzioni che il ministro ha all'interno del Parlamento''. Procedura di voto
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