04 DIC 2003

CSM - Plenum del 4 dicembre 2003

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 33 min

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All'ordine del giorno: 1) Pratiche di Ottava Commissione 2) Pratiche di Nona Commissione 3) Ordine del giorno aggiunto 4) Pratiche di Quinta Commissione 5) Pratiche di Quarta Commissione 6) Pratiche di Settima Commissione 7) Pratiche di Ottava Commissione 8) Pratiche di Nona Commissione 9) Dr.

Fersini come Consigliere della Corte di Appello di Lecce 10) Modifica delle circolari che regolano l'applicazione degli art.

18 e 19 dell'Ordinamento Giudiziario: incompatibilità parentale 11) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 4 dicembre 2003", registrato giovedì 4
dicembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 33 minuti.

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  • Presidente e poi Aghina, relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 9.55</strong><br>Presidenza del Consigliere <strong>Nicola Buccico</strong><br>Pratiche di Ottava Commissione <strong>Delega ai Presidenti delle Corti di Appello</strong>
    0:00 Durata: 1 min 21 sec
  • Presidente

    <em>Archiviata</em> Dr. Di Conza
    0:01 Durata: 10 sec
  • Presidente

    <em>Non luogo a provvedere</em> Dr. Pizzìcoli
    0:01 Durata: 10 sec
  • Wladimiro De Nunzio (Unicost), relatore

    <em>Approvate</em> <strong>Tre quesiti sui GOT</strong>
    0:01 Durata: 57 sec
  • Luigi Marini (MD), relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Un quesito</strong>
    0:02 Durata: 1 min 14 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), relatore

    <em>Approvate</em> <strong>Un'istanza</strong> Avv. De Palma; avv. Cucurachi; avv.Impellizzeri
    0:03 Durata: 2 min 1 sec
  • Luigi Marini (MD), relatore

    <em>Approvate</em> <strong>Mancata presa di possesso o scadenza incarico; quesiti</strong> Avv. Pappalardo; avv. Cianca; avv. Mossi; avv. Grillo; avv. Esposito; avv. Ciccarella: ammonito; avv. Apicella; avv. Bocci
    0:05 Durata: 3 min 25 sec
  • Mariella Ventura Sarno (membro laico(Lega)), relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Conferma dei Giudici di pace della sede di Mazzarino, S. Stefano di Camastra</strong> D.ssa Saporito, dr. Di Benedetto
    0:09 Durata: 57 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), relatore

    <em>Approvate</em> <strong>Altre pratiche riguardanti Giudici di pace</strong>
    0:10 Durata: 44 sec
  • Marini, relatore

    <em>Non conferma</em> <strong>Irritualità e disfunzioni nelle decisioni</strong> Dr. Meoli
    0:10 Durata: 2 min 30 sec
  • Giuseppe Di Federico (membro laico(FI)), Presidente della Nona Commissione, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Nona Commissione <strong>Formatori a Venezia</strong> Dr. Simoni
    0:13 Durata: 1 min 2 sec
  • Giovanni Salvi (MD), relatore

    <em>Resistenze in giudizio</em> Ordine del giorno aggiunto Pratiche di Quarta Commissione <strong>Ricorsi</strong> D.ri Caputo e Bianchi
    0:14 Durata: 1 min 14 sec
  • Leonida Primicerio (Unicost), Presidente della Quinta Commissione, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Quinta Commissione <strong>Copertura posti semidirettivi</strong> Dr. Adorno come Presidente della sezione lavoro della Corte di Appello di Reggio Calabria
    0:15 Durata: 1 min 22 sec
  • Paolo Arbasino (Movimento per la giustizia), relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Settima Commissione <strong>Proroga di applicazione extradistrettuale</strong> Dr. Landi
    0:17 Durata: 38 sec
  • Carmine Stabile (Unicost), relatore

    <em>Approvata la resistenza in giudizio</em> <br>Pratiche di Ottava Commissione <strong>Ricorsi</strong> D.ssa Bergamaschi; dr. Pignatelli
    0:17 Durata: 46 sec
  • Gianfranco Schietroma (membro laico(SDI)), relatore

    <em>Approvata</em> Avv. Matacera
    0:18 Durata: 23 sec
  • Luigi Marini (MD), relatore

    <em>Approvata la rettifica</em> <strong>Mancata attribuzione di coordinatore</strong> Dr. Cudillo
    0:18 Durata: 1 min 36 sec
  • Giuseppe Meliadò (Unicost), relatore

    <em>Approvate tutte</em> <br>Pratiche di Nona Commissione <strong>Ricorsi</strong> D.ssa Mondelli; d.ssa Pittaluga; dr. Bianco; d.ssa Daddabbo; d.ssa Caressa; d.ssa Caruso; d.ssa Pelucchi; d.ssa De Petris; d.ssa Scotti
    0:20 Durata: 4 min 6 sec
  • Antonio Marotta (membro laico(UDC)), relatore

    <br>Pratiche provenienti dalla seduta del giorno prima<br>Pratiche di Terza Commissione <strong>Copertura posti e trasferimenti</strong> Dr. Fersini come Consigliere della Corte di Appello di Lecce<br>Relazione
    0:24 Durata: 7 min 34 sec
  • Maria Giuliana Civinini (MD), Salvi e Di Federico

    Discussione
    0:32 Durata: 15 min 7 sec
  • Il Presidente pone una questione al relatore che replica; interviene Leonida Primicerio (Unicost), Presidente della Quinta Commissione

    Voto sul ritorno in Commissione: <em>approvato</em>
    0:47 Durata: 8 min 7 sec
  • Presidente e poi apre la discussione sugli emendamenti congiuntamente al dibattito

    <br>Pratica di Prima Commissione proveniente dal giorno prima <strong>Modifica delle circolari che regolano l'applicazione degli art. 18 e 19 dell'Ordinamento Giudiziario: incompatibilità parentale</strong> Discussione
    0:55 Durata: 1 min 19 sec
  • Salvi, Schietroma, Lo Voi, Buccico e Arbasino, relatore, che dialoga con Buccico

    Presidenza del Vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong>
    0:56 Durata: 40 min 21 sec
  • Salvi, Marini, Meliadò, Lo Voi, Berlinguer e Arbasino, relatore

    Repliche
    1:37 Durata: 38 min 46 sec
  • Presidente e poi Schietroma per dichiarazione di voto: interviene il Presidente e quindi Lo Voi che dichiara il voto, come anche Salvi, Berlinguer e Marini

    Voto sugli emendamenti terzo e quarto di Lo Voi: <em>respinti</em><br>Voto sul primo emendamento Schietroma: <em>respinto</em><br>Voto sul secondo emendamento Schietroma: <em>ritirato</em><br>Voto sull'emendamento Salvi: <em>approvato</em><br>Voto sulla delibera così emendata: <em>approvata</em><br>Al termine il Presidente si complimenta con il CSM per il lavoro svolto<br>La seduta termina <strong>alle 12.25</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM:PARENTELE TRA GIUDICI E CON AVVOCATI,PASSA LINEA RIGORE <br>CON NUOVA CIRCOLARE NORME E CONTROLLI PIU' STRINGENTI (ANSA) - ROMA, 4 DIC - Mai piu' casi come quello che si verifico' l'anno scorso a Larino con il responsabile del piccolo ufficio di procura e la moglie, sostituto procuratore, impegnati nella stessa inchiesta giudiziaria sul crollo della scuola di San Giuliano. Mai piu' giudici imparentati con chi esercita funzioni di pubblico ministero nella stessa sede giudiziaria, se si tratta di uffici di modeste dimensioni. Il Csm ha scelto la linea del rigore sulle situazioni di incompatibilita' derivanti da rapporti di parentela e affinita' tra magistrati e tra giudici e pm ed avvocati, che possono dar luogo al trasferimento d'ufficio, prevedendo nuove ipotesi. Ma anche introducendo controlli piu' stringenti, anche attraverso maggiori responsabilita' per i capi degli uffici e un censimento fatto per via informatica che dovrebbe consentire di avere a distanza di otto anni dall'ultima rilevazione un quadro completo. Il tutto in nome dell'esigenza di tutelare l'immagine di imparzialita' della funzione giurisdizionale. Le nuove situazioni che potranno determinare l'allontanamento di un magistrato dalla sede in cui opera sono state messe nero su bianco in una circolare approvata oggi all'unanimita' dal plenum di Palazzo dei marescialli. Si tratta in sostanza di un aggiornamento e di una puntualizzazione dei criteri per applicare i principi stabiliti dagli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario. Un intervento necessario,sottolinea la stessa circolare, sia perche' le leggi che regolano la materia risalgono a un'epoca in cui non vi era la presenza della donna in magistratura, oggi invece ''sempre piu' elevata'', sia in considerazione dei cambiamenti intervenuti nelle modalita' di svolgimento dell'attivita' forense. <br> Ecco le novita' principali. PARENTELA O AFFINITA' CON AVVOCATI. Le norme che gia' ora prevedono che i magistrati debbano lasciare il loro ufficio se nella stessa sede operano come avvocati parenti sino al secondo grado o affini sino al primo si applicheranno anche al caso che l'avvocato sia il coniuge o il convivente del magistrato. E anche altri rapporti di parentela e affinita' potranno portare a situazioni di incompatibilita' in precise ipotesi, se si determineranno ''intralci al buon funzionamento del servizio''. In generale perche' vi sia incompatibilita' occorrera' che in concreto sussista ''una lesione all'immagine di corretto e imparziale esercizio della funzione giurisdizionale da parte del magistrato''. E bisognera' tener conto della rilevanza della professione forense svolta dal congiunto avanti all'ufficio di appartenenza del magistrato, della dimensione dell'ufficio, della materia trattata sia dal magistrato che dal professionista e del ruolo ricoperto dal magistrato all'interno dell'ufficio.Se pero' il parente avvocato fa parte di una societa' ,che opera negli stessi settori del magistrato, l'incompatibilita' scattera' indipendentemente dalle materie trattate dal congiunto. Ad essere penalizzati dalle nuove norme saranno soprattutto i magistrati che operano nei tribunali di piccole dimensioni, organizzati in un'unica sezione che tratta sia gli affari penali, sia quelli civili: in presenza di un parente avvocato per loro scattera' l'obbligo di andare via, a meno che non si occupino,diversamente dal congiunto, solo di civile o solo di penale. Analoga sorte per i colleghi che lavorano nelle corrispondenti procure: anche loro dovranno lasciare l'ufficio, se il parente avvocato si occupa di penale. Norme stringenti pure per i capi degli uffici giudicanti: dovranno in ogni caso trasferirsi se un parente o un affine esercita la professione forense presso l'ufficio da loro diretto, tranne, in precise ipotesi, se si tratta di un tribunale di grandi dimensioni. Mentre per i procuratori l'incompatibilita' potra' essere esclusa se il congiunto esercita attivita' solo nel settore civile o del lavoro. PARENTELA O AFFINITA' CON MAGISTRATI Il principio che gia' ora stabilisce che i magistrati che hanno tra loro vincoli di parentela o di affinita' fino al terzo grado non possano far parte dello stesso ufficio giudiziario, salvo che il Csm ritenga che da questa situazione non derivino intralci al funzionamento del servizio, si applichera' anche ai rapporti di coniugio o di convivenza. Pure in questo caso ad essere penalizzati saranno soprattutto i magistrati appartenenti ai piccoli uffici giudiziari: in quelli giudicanti, organizzati in un'unica sezione promiscua, la deroga al principio generale potra' essere concessa solo se sia possibile assicurare stabilmente l'attivita' dei magistrati legati da vincoli in distinte materie, senza complicazioni per gli altri servizi dell'ufficio.Stessa regola per le procure: si potra' evitare il trasferimento solo se non ci sia reciproca interferenza nel lavoro e a condizione che il rapporto non si ripercuota sulla funzionalita' dell'ufficio. In questa materia comunque la novita' principale e' che l'incompatibilita' potra' scattare anche se i due magistrati parenti, o affini, o coniugi o conviventi operano in due uffici diversi della stessa sede giudiziaria, interessati da relazioni funzionali: e' il caso per esempio di un pm che sia legato da vincoli affettivi o di parentela con un giudice. CONTROLLI PIU' STRINGENTI Si parte innanzitutto da un censimento, realizzato con un nuovo sistema informatico tra febbraio e marzo del 2004, che permettera' in ogni momento di verificare la posizione di ciascun magistrato, evitando che qualcuno, cosi' come accade oggi possa sfuggire ai controlli. Al di la' del censimento c'e' comunque l'obbligo per ciascun magistrato e per i capi degli uffici di dare comunicazione al Csm delle situazioni che possono dar luogo a incompatibilita', con scadenze temporali piu' ravvicinate rispetto ad oggi. E il comportamento dei magistrati inadempienti sara' segnalato ai titolari dell'azione disciplinare, cioe' al ministro della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione. CSM:SCHIETROMA,DIMOSTRATO SENSO RESPONSABILITA' MAGISTRATURA <br>CON NUOVA CIRCOLARE ELIMINATE SITUAZIONI SCONCERTANTI (ANSA) - ROMA, 4 DIC - Una nuova ''rilevante dimostrazione del senso di responsabilita' della magistratura'': cosi' il consigliere del Csm Gianfranco Schietroma, laico dello Sdi, giudica la circolare approvata oggi dal plenum di Palazzo dei marescialli sulle incompatibilita' parentali. ''Si tratta di un significativo passo in avanti vero l'eliminazione di posizioni di incompatibilita' veramente inaccettabili- sottolinea il consigliere - Basti pensare che fino ad oggi era consentito, per esempio, a due magistrati, marito e moglie, di esercitare i ruoli rispettivi di pm e gip nella stessa sede giudiziari. Con la circolare approvata oggi si pone rimedio a questi fatti clamorosi''. Schietroma mette in relazione questa circolare con la recente delibera dello stesso Csm che ha stabilito il divieto di trasferimento di magistrati dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti penali nello stesso tribunale, per evidenziare il senso di responsabilita' dimostrato dalla magistratura che, ''attraverso il suo organo di autogoverno, ha la capacita' di intervenire efficacemente per eliminare situazioni davvero sconcertanti per le implicazioni negative che hanno in ordine alla credibilita', all'immagine e al prestigio dei giudici''. CSM: POSSIBILE RIENTRO IN DDA PER PM CHE SUPERANO TETTO <br>NOVITA' IN CIRCOLARE CHE COMMISSIONE SI APPRESTA A VARARE (ANSA) - ROMA, 4 DIC - I pm che lasciano le Direzione distrettuali antimafia per raggiunti limiti temporali di permanenza , potrebbero rientrare dopo un periodo di tre-quattro anni passati a svolgere altre funzioni, diversamente da quel che accade oggi. E' una delle novita' contenute nelle circolare sull'organizzazione degli uffici giudiziari che la Settima Commissione del Csm si appresta a varare. Il testo non e' ancora definitivo: se ne discutera' ancora domani, ma al voto si arrivera' soltanto martedi', per dare a tutti i consiglieri di Palazzo dei marescialli, anche a quelli che non fanno parte della Commissione, di esprimersi sul documento. Il provvedimento - a quanto si e' appreso - conterrebbe anche l'indicazione che per il reclutamento dei procuratori aggiunti nelle procure antimafia occorra uno specifico concorso, diverso da quello previsto dai sostituti. Insomma se passasse questa norma non si potrebbe piu' bandire un concorso unico, come quello varato da Piero Grasso per la Dda di Palermo e che e' stato al centro di tante polemiche. Su un'altra questione nodale per le procure antimafia, e cioe' se lasciare o no l'attuale limite di otto anni di permanenza, non c'e' invece ancora accordo. Sul tavolo ci sono tre proposte diverse: una per il mantenimento , l'altra per la cancellazione di qualunque tetto e una terza che stabilisce che gli attuali 8 anni possano diventare 12 per i sostituti che intanto siano diventati aggiunti. Un altro punto rimasto aperto e' come dare attuazione alla risoluzione dell'ottobre scorso del plenum del Csm che ha fissato il divieto di passaggi dalle funzioni di pm a quella di giudice penale nella stessa sede giudiziaria. In questo caso sono due le posizioni che si fronteggiano. Da una parte i togati chiedono che la limitazione valga solo per le funzioni di giudice del dibattimento monocratico, giudice per le indagini preliminari e del tribunale del riesame, mentre potrebbe essere consentito a un ex pm di far parte di un giudice collegiale nelle grandi sedi, sia pure solo in sezioni in cui non abbia mai sostenuto l'accusa. Una possibilita' che per i laici di entrambi gli schieramenti (centro-sinistra e centro-destra) dovrebbe essere ammessa solo a condizione che non ci sia assolutamente modo di ricollocare l'ex pubblico ministero nel settore civile. I laici vorrebbero inoltre escludere in ogni caso la destinazione al settore penale nelle sedi piccole e medie. Una scelta che secondo i togati creerebbe enormi difficolta' agli uffici giudiziari, tenuto conto del regime delle incompatibilita'. Procedura di voto sugli emendamenti
    2:15 Durata: 18 min 6 sec