10 DIC 2003

CSM - Plenum del 10 dicembre 2003, seduta antimeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 19 min

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All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale 2) Nomina del Segretario Generale del CSM 3) Nomina del vicesegretario del CSM 4) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 10 dicembre 2003, seduta antimeridiana", registrato mercoledì 10 dicembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 3 ore e 19 minuti.
  • Presidente e poi Buccico

    <em>Approvato</em> <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 10.14</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong> <strong>Ordine del giorno speciale, sezione A</strong>
    0:00 Durata: 1 min 28 sec
  • Presidente e poi Buccico, Aghina e Menditto

    <em>Approvato</em> </strong> <strong>Ordine del giorno speciale, sezione B</strong>
    0:01 Durata: 1 min 21 sec
  • Presidente spiega la pratica

    Ordine del giorno ordinario Pratiche del Comitato di Presidenza <strong>Nomina del Segretario Generale del CSM</strong> Dr. Salvato
    0:03 Durata: 6 min 31 sec
  • Wladimiro De Nunzio (Unicost), Giuseppe Salmè (MD), Giovanni Mammone (MI), Carmine Stabile (Unicost), Antonio Marotta (membro laico(UDC)), Gianfranco Schietroma (membro laico(SDI)) e Giuseppe Fici (Movimento per la giustizia)

    Discussione
    0:09 Durata: 58 min 7 sec
  • Giovanni Salvi (MD), Lanfranco Maria Tenaglia (Unicost), Giovanni Berlinguer (membro laico(DS)), Francesco Favara, Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Leonida Primicerio (Unicost), Luigi Riello (Unicost), Francesco Menditto (MD), Nicola Marvulli, primo Presidente della Corte di Cassazione e Luigi Marini (MD)

    1:07 Durata: 1 ora 7 min
  • Virginio Rognoni, vicepresidente CSM, al termine del suo intervento, legge l'emendamento

    Viene presentato un emendamento
    2:15 Durata: 10 min 19 sec
  • Dichiarazioni di voto di Tenaglia sull'emendamento, poi Salmè, Salvi, Favara, Meliadò

    Voto per appello nominale: <em>approvata la nomina del dr. Salvato</em> Procedura di voto
    2:25 Durata: 25 min 54 sec
  • Presidente e poi Buccico, Civinini, Lo Voi, Primicerio, Salmè e Fici

    <em>Approvata la nomina della d.ssa Ferrante</em><br>La seduta termina <strong>alle 13.37</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM: MARETTA PER NOMINA NUOVO SEGRETARIO GENERALE <br>PASSA SALVATO, MA PER LA PRIMA VOLTA NON C'E' VOTO UNANIME (ANSA) - ROMA, 10 DIC - Maretta al Csm per la nomina del nuovo segretario generale. Il plenum ha dato il via libera a Luigi Salvato, magistrato di appello presso la Corte di Cassazione, ma per la prima volta nella storia di Palazzo dei marescialli la designazione non e' avvenuta con voto unanime. Si sono astenuti in blocco gli otto togati eletti dalle correnti di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la Giustizia. A indicare Salvato al posto rimasto libero con la nomina dell'attuale titolare Pierfelice Pratis a segretario generale della Corte Costituzionale, era stato il Comitato di presidenza, cioe' l'organo di vertice di Palazzo dei marescialli e di cui fanno parte il vice presidente Virginio Rognoni, il Primo presidente e il procuratore generale della Cassazione. Una designazione avvenuta all'esito di un concorso a cui hanno partecipato piu' di 20 concorrenti e di una consultazione con tutti i consiglieri del Csm. Una procedura che, per come in concreto si e' dispiegata, non ha convinto fino in fondo i togati di sinistra: ''Non sono stati esperiti tutti gli sforzi per arrivare a una soluzione condivisa; cosa che invece era possibile - sottolinea Ernesto Aghina, componente del Movimento per la Giustizia - Non si puo' percio' non esprimere rammarico per il fatto che non si sia arrivati ad una scelta unanime''.<br>(AGI) - Roma. 10 Dic. - Sono in corso avvicendamenti nelle segreterie generali del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte costituzionale: il CSM, riunito in assemblea plenaria, ha nominato Luigi Salvato - attualmente magistrato addetto al Massimario della Cassazione - nuovo segretario generale dell'organo di autogoverno della magistratura. Prendera' il posto di Pierfelice Pratis, che dal 10 gennaio assumera' l'incarico di Segretario Generale della Corte costituzionale. A Palazzo della Consulta Pratis succedera' a Pasquale Ciccolo, che rientrera' in servizio attivo in magistratura con le funzioni di consigliere di Cassazione. Nella stessa seduta plenaria il CSM ha nominato il nuovo vice segretario generale del Consiglio nella persona di Donatella Ferranti, attualmente magistrato addetto alla stessa segreteria di Palazzo dei Marescialli. <br> Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Luigi Salvato e' il nuovo segretario generale del Csm. Una poltrona che pero', per la prima volta, non e' stata assegnata all'unanimita' dal plenum dell'organo di autogoverno della magistratura. Ad astenersi sulla nomina di Salvato, proposta all'assemblea dal Comitato di presidenza, sono stati i togati delle correnti di sinistra: non sono stati compiuti tutti gli sforzi per arrivare ad una soluzione condivisa, hanno lamentato. Salvato, fino ad oggi in Cassazione, prende il posto di Pierfelice Pratis, passato alla Corte Costituzionale, sempre con l'incarico di segretario generale. INDAGO' BOSSI, SEZIONE DISCIPLINARE ASSOLVE PM ABATE<br>MINISTRO CASTELLI AVVIO' PROCEDIMENTO NEI SUOI CONFRONTI Roma, 10 dic. (Adnkronos) - Non ha compiuto 'illeciti disciplinari' il sostituto procuratore di Varese Agostino Abate, finito sott'inchiesta, su iniziativa del ministro della Giustizia Roberto Castelli, per non essersi astenuto ''tempestivamente'' da un'indagine a carico di Umberto Bossi. Secondo l'accusa, infatti, motivi ''di grave convenienza'' avrebbero dovuto spingere il pm ad astenersi dal procedimento, visto che lui stesso aveva poi denunciato il leader della Lega, costituendosi parte civile. Accuse giudicate non sussistenti dalla sezione disciplinare del Csm, che quindi ha assolto Abate. Abate era accusato di ''aver violato con colpa grave e negligenza inescusabile i doveri di correttezza e l'obbligo di imparzialita'', ma anche quelli di ''diligenza e laboriosita''', creando cosi' ''nocumento al prestigio suo personale e dell'intero ordine giudiziario''. In particolare, secondo l'accusa, il pm non si era astenuto ''tempestivamente'' dal procedimento avviato nel '90 a carico di Bossi. Decisione presa soltanto nel giugno '96, mentre nel frattempo lo stesso Abate aveva denunciato Bossi ''per diversi reati commessi in suo danno, costituendosi parte civile''. E per di piu', nella dichiarazione di astensione aveva usato ''espressioni improntate a tracotanza'' nei confronti di Bossi, ''indicato come 'tale Bossi'''. Ma non solo. Abate, sempre secondo l''incolpazione', avrebbe ''impropriamente e immotivatamente 'accantonato''' il procedimento su Bossi, senza tener conto dell'''avvenuto decorso della prescrizione''. Prescrizione che non avrebbe comunicato neppure al nuovo titolare dell'inchiesta. Accuse dalle quali pero' il 'tribunale' del Csm ha assolto Abate, sentenziando che ''non sussistono illeciti disciplinari'' nel comportamento del pm di Varese. CONSULTA: CASTELLI NON PUO' BLOCCARE NOMINA GALIZZI<br>ALTA CORTE DA' RAGIONE A CSM SU NOMINA PROCURATORE BERGAMO (ANSA) - ROMA, 10 DIC - La Corte Costituzionale ha dato ragione al Csm su Adriano Galizzi, il magistrato che l'organo di autogoverno della magistratura aveva indicato come procuratore di Bergamo ma la cui nomina era stata bloccata dal ministro della Giustizia Castelli La Consulta - secondo quanto si e' appreso - ha votato una sentenza con cui annulla l'atto del Guardasigilli di rifiuto a i dar corso alla controfirma del decreto di conferimento a Galizzi dell'ufficio direttivo di Bergamo. Castelli si era opposto alla nomina di Galizzi, deliberata dal Csm, per l' ''incompatibilita''' che si sarebbe venuta a creare con suo fratello, presidente della sezione civile del Tribunale di Bergamo. Il Csm aveva pertanto sollevato conflitto davanti alla Corte Costituzionale. La Consulta - nella sentenza che verra' depositata nei prossimi giorni - ha stabilito che non spetta al Guardasigilli porre un veto quando, nonostante sia stata svolta una adeguata attivita' di corcertazione ispirata al principio della leale collaborazione, non si sia convenuto tra Csm e ministro, in tempi ragionevoli, sulle proposte. In sostanza, secondo la Corte Costituzionale il Guardasigilli e' titolare dell'organizzazione complessiva degli ufici giudiziari: ha pertanto voce in capitolo nell'assegnazione degli incarichi direttivi, concertando con il Csm la nomina del magistrato. Non puo' pero' il ministro porre un veto su quanto deliberato dal Csm, a meno che non manchi un elemento essenziale nelle proposte e nelle deliberazioni dell'organo di autogoverno della magistratura. Elemento essenziale che potrebbe essere, ad esempio la mancanza di motivazione. Circastanza, quest'ultima, che sarebbe da escludersi nel caso Galizzi, anche per quanto riguarda il vincolo di parentela sul quale - rileverebbe la Consulta - il Csm avrebbe compiuto un accertamento, motivando le ragioni della deroga alle incompatibilita' parentali. Secondo la Corte Costituzionale - si e' inoltre appreso - e' da escludersi che nel comportamento del Csm sul caso Galizzi possa ravvisarsi una mancanza di leale collaborazione. Tuttavia, anche la mancanza di concerto non potrebbe bloccare una procedura di assegnazione all'infinito. Il Csm, nel conflitto sollevato davanti alla Consulta e nell'udienza pubblica dell'11 nocvembre scorso, aveva chiesto alla Corte Costituzionale di dichiarare che non spetta al ministro il potere di rifiutare di dar corso alla deliberazione del Csm, perche' cosi' si ledono le competenze che gli articoli 105, 106, 107 e 110 della Costituzione attribuiscono esclusivamente al Consiglio, attenendo allo status dei magistrati a garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario. Giudice relatore della sentenza che sara' depositata nei prossimi giorni e' il presidente della Consulta, Riccardo Chieppa. CONSULTA: GALIZZI; CASTELLI,LA MIA UNA BATTAGLIA NON INUTILE <br>SCONFITTO FORMALMENTE, VINCITORE DAL PUNTO DI VISTA SOSTANZIALE (ANSA) - ROMA, 10 DIC - ''Esco sconfitto dal punto di vista formale, ma vincitore dal punto di vista sostanziale, perche', proprio partendo dalla vicenda Galizzi, ho costretto il Csm a rivedere la materia delle incompatibilita' nella direzione che io auspico'': e' il commento del Ministro della Giustizia Roberto Castelli alla sentenza della Corte Costituzionale sulla nomina del Procuratore di Bergamo. ''Non vi e' e non era il minimo dubbio - dice Castelli - sul fatto che non spetta al Ministro decidere le promozioni dei magistrati, essendo prerogativa che la Costituzione affida al Csm. La tesi che sostengo e' che nel caso specifico che non c' e' stata leale collaborazione da parte del Csm: la Corte, tuttavia, ha deciso diversamente e mi piacera' leggere la motivazioni per stabilire sulla base di quale presupposto sia stato affermato che la leale collaborazione vi e' stata''. ''In ogni caso - prosegue il Ministro della Giustizia - la mia e' stata battaglia non inutile, perche', proprio partendo da questa vicenda, il Csm ha dovuto farsi parte attiva per ridisciplinare la materia delle incompatibilita', considerato che in passato alcune nomine, per quanto conformi alle leggi, erano assolutamente inaccettabili per la morale naturale. Ed il fatto che due fratelli siano in posizioni apicali in uno stesso ufficio giudiziario fa a pugni con il buon senso e con il comune sentire dei cittadini. E non e' un caso - conclude il Ministro - che, ancora partendo da questa diatriba, io sia stato costretto ad intervenire in via legislativa, considerato che la questione delle incompatibilita' trova spazio anche nella riforma dell' ordinamento giudiziario ora all' esame del Senato''. <strong>Nomina del vicesegretario del CSM</strong> D.ssa Ferrante
    2:51 Durata: 28 min 1 sec