14 GEN 2004

CSM - Plenum del 14 gennaio 2004, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 45 min

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All'ordine del giorno: 1) Un incontro al CSM con i Presidenti e i P.G.

delle Corti di Appello sulla circolare sulle tabelle 2) Pratiche di Terza Commissione 3) Pratiche di Quarta Commissione 4) Pratiche di Settima Commissione 5) Incarichi extragiudiziari 6) Uffici direttivi e semi direttivi: Dr.

Alfani come Presidente di sezione del Tribunale di Bergamo 7) Inaugurazione dell'Anno Giudiziario 8) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 14 gennaio 2004, seduta pomeridiana", registrato mercoledì 14 gennaio 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2
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  • Presidente

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.48</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong> <strong>Inaugurazione dell'Anno Giudiziario</strong>
    0:00 Durata: 1 min 40 sec
  • Paolo Arbasino (Movimento per la giustizia), relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche urgenti del mattino di Prima Commissione <strong>Un incontro al CSM con i Presidenti e i P.G. delle Corti di Appello sulla circolare sulle tabelle</strong>
    0:01 Durata: 1 min 47 sec
  • Presidente e poi Fici, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Terza Commissione <strong>Motivi aggiunti di un ricorso al TAR Lazio</strong> Dr. Còrdova
    0:03 Durata: 42 sec
  • Menditto, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Quarta Commissione <strong>Revoca di delibera consiliare</strong>
    0:04 Durata: 25 sec
  • Riello, relatore

    <em>Approvata</em>
    0:04 Durata: 13 sec
  • Tenaglia, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Settima Commissione <strong>Correzione di un errore materiale</strong>
    0:04 Durata: 40 sec
  • Presidente e poi Menditto, relatore, quindi Di Federico

    <em>Approvata</em> <br>Pratica urgente di Settima Commissione <strong>Incarichi extragiudiziari</strong> Dr. Montoni
    0:05 Durata: 1 min 34 sec
  • Menditto, relatore

    <em>Approvata</em> come presa d'atto Altri incarichi
    0:07 Durata: 1 min 18 sec
  • Giovanni Salvi (MD), relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratica di Quarta Commissione <strong>Incarichi extragiudiziari</strong> D.ssa Fasano
    0:08 Durata: 49 sec
  • Mariella Ventura Sarno (membro laico(Lega)), relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Cessazione</strong> Dr. Trombetti
    0:09 Durata: 19 sec
  • Marotta, Menditto, Ventura Sarno, Mammone e Salvi, relatori

    <em>Approvate tutte</em> <strong>Incarichi extragiudiziari</strong>
    0:09 Durata: 6 min 57 sec
  • Presidente e poi Schietroma, relatore, poi Menditto, Aghina, Primicerio, Stabile, Lo Voi, Marini, Fici, Buccico e Meliadò

    <br>Pratiche di Quinta Commissione <strong>Uffici direttivi e semi direttivi</strong> Dr. Alfani come Presidente di sezione del Tribunale di Bergamo<br>Discussione
    0:16 Durata: 42 min 42 sec
  • Menditto in replica, poi Stabile e Aghina

    Voto sul merito: <em>approvato</em> il dr. Alfani
    0:59 Durata: 12 min 2 sec
  • Presidente chiede a Berlinguer informazioni sulla questione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, Berlinguer risponde

    <strong>Inaugurazione dell'Anno Giudiziario</strong> Ordine del giorno di Marotta ed emendamenti Marotta e Berlinguer
    1:11 Durata: 5 min 13 sec
  • Presidente e poi Marotta, Salvi, Arbasino, Lo Voi e Tenaglia

    Discussione
    1:16 Durata: 25 min 14 sec
  • Buccico, Meliadò, Menditto, Berlinguer e Salvi

    1:37 Durata: 22 min 14 sec
  • Presidente si esprime sul tema in discussione: chiede di assemblare i due ordini del giorno

    1:59 Durata: 4 min
  • Lo Voi, Salvi, Buccico, il Presidente e poi Berlinguer

    La seduta, sospesa <strong>alle 17.51</strong>, riprende <strong>alle 18.15</strong> Discussione sulla proposta del Presidente
    2:03 Durata: 1 min 47 sec
  • Presidente e poi Berlinguer che riferisce

    2:06 Durata: 2 min 37 sec
  • Presidente sul nuovo ordine del giorno: poi lo legge; dichiara il proprio voto Aghina, il Presidente riassume il senso del documento e le possibili implicazioni della non approvazione

    2:08 Durata: 7 min 23 sec
  • Dr. Francesco Favara, Procuratore Generale della Corte di Cassazione, poi Salvi, Menditto, Buccico, Tenaglia, Meliadò, Berlinguer, poi il Presidente rilegge il documento modificato; intervengono Marotta, Salmè, Primicerio e Stabile

    Voto sull'ordine del giorno come letto dal Presidente: <em>approvato</em><br>La seduta termina <strong>alle 18.51</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> EDILIZIA GIUDIZIARIA: CASTELLI, NON E' COMPETENZA DEL CSM (AGI) - Roma, 14 gen. - "Eventuali iniziative del Consiglio Superiore della Magistratura sull'edilizia giudiziaria sarebbero al di fuori della Costituzione". Cosi' il ministro Castelli replica al Csm che ha avviato una indagine sullo stato di 'salute' degli edifici giudiziari. "Non spetta infatti al Csm, - afferma il Guardasigilli - bensi' al Ministero della Giustizia, occuparsi di questi aspetti organizzativi del servizio Giustizia". ANNO GIUDIZIARIO: ODG SU MILANO PASSA AL CSM A MAGGIORANZA (ANSA) - ROMA, 14 GEN - E' stato approvato a maggioranza dal plenum del Csm (con 16 voti a favore, otto contrari e l'astensione del vice presidente del Csm Virginio Rognoni) e a conclusione di un lungo ed animato dibattito, l'ordine del giorno presentato stamani e riguardante lo svolgimento della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano. A favore del testo, che e' stato parzialmente emendato, hanno votato i laici di entrambi gli schieramenti, i togati di Unicost e di Magistratura Indipendente, il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione. Contrari i togati di sinistra che dopo aver messo a punto e poi ritirato un testo alternativo, si erano visti bocciare un emendamento che richiamava l'attenzione sulle condizioni ''disastrose'' in cui versa l'edilizia giudiziaria. Sono passate invece due modifiche proposte dal primo dei firmatari dell'ordine del giorno, il laico dell'Udc Nino Marotta e dal laico dei Ds Luigi Berlinguer, che comunque non cambiano la sostanza del documento. Al testo originario che conteneva l'invito ai vertici degli uffici giudiziari milanesi ''ad assicurare lo svolgimento della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario con la relazione del procuratore generale e l'intervento degli altri soggetti istituzionali, secondo il dettato dell'articolo 89 dell'ordinamento giudiziario'' e' stata aggiunta la frase ''nelle forme pubbliche e secondo i tempi ritenuti opportuni''. E nella premessa si prende atto delle ''determinazioni adottate dal presidente della Corte d'appello di Milano'' e delle ''ragioni poste a fondamento'' di quella decisione. Un'aggiunta con cui il Csm ''ha voluto manifestare il massimo rispetto per la decisione dei vertici degli uffici giudiziari milanesi - spiega Berlinguer - perche' e' pienamente consapevole delle condizioni drammatiche del Palazzo di giustizia e dell'assoluta precarieta' nella quale gli operatori sono costretti a lavorare''. Berlinguer precisa che il Csm ha deciso di intervenire ''per ribadire il valore democratico ed essenziale delle cerimonie pubbliche e solenni di inaugurazione dell'anno giudiziario come momento essenziale del rapporto tra cittadini e giustizia''. E dunque per affermare che ''non si puo' privare una citta' come Milano di un momento cosi' decisivo per la democrazia''. C'e' pero' anche nel documento del Csm, fa notare Berlinguer, ''la sottolineatura che i vertici della giustizia milanese devono avere il piu' ampio margine di discrezionalita' per trovare forme per la cerimonia (e una data eventualmente diversa dal 17) che siano compatibili con la sicurezza dei partecipanti e la dignita' delle funzioni''. ''La maggioranza del Consiglio si e' limitata a richiedere lo svolgimento della Cerimonia in forma pubblica e rituale non prestando adeguata considerazione alla grave situazione di fatto rappresentata dagli organi tecnici''. E' quanto lamentano in una nota i togati di sinistra che spiegano il loro voto contrario ''nel significato di aprioristica stigmatizzazione della scelta adottata a Milano contenuta negli interventi di alcuni consiglieri, nonche' nel rifiuto di accogliere alcune nostre proposte di modifica della delibera, che avrebbero fornite piu' precise indicazioni''. I consiglieri di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia lanciano anche un allarme: ''Vi e' il concreto rischio che in assenza di dignitose soluzioni logistiche ritenute adeguate in sede locale si verifichi una situazione di stallo e di incertezza particolarmente preoccupante a pochi giorni dalla data fissata per l'apertura dell'anno giudiziario''. Immediata la reazione dei laici della Cdl: ''L'ordine del giorno votato dalla stragrande maggioranza del Csm e da tutti i laici non risponde tanto all'esigenza formale del rispetto della legge - sottolinea Nicola Buccico (An) - quanto alla necessita' di un distretto importante come quello di Milano di rendere giustamente e pubblicamente ostensibile lo stato della giustizia e il contraddittorio con gli avvocati, il ministero e il Csm. L'invito rivolto alle massime autorita' di Milano e' stato dunque corretto nella forma e nella sostanza. Non si comprende percio' la rancorosa pretestuosita' delle dichiarazioni dei togati di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia''. CASTELLI: SU CASO CORDOVA DECIDERO' LA PROSSIMA SETTIMANA Napoli, 17 gen. (Ankronos) - ''Ricordo che in settimana c'e' stato un pronunciamento del Tar sulla vicenda. Dovevo doverosamente attendere il pronunciamento, adesso, dopo aver fatto acquisire la sentenza, prendero' una decisione la prossima settimana''. Lo ha detto il ministro Roberto Castelli, oggi a Napoli per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso del procuratore di Napoli, Agostino Cordova, per il quale il Tribunale Amministrativo ha respinto il ricorso contro il provvedimento di incompatibilita' ambientale del Csm. ROGNONI: NO A SEPARAZIONE CARRIERE (AGI) - Palermo, 17 gen. - "Il mantenimento dell'unicita' effettiva delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri risponde a una felice intuizione per la quale in assenza del legame gerarchico funzionale con il ministro della Giustizia costituzionalmente inaccettabile, la migliore garanzia per l'operato della pubblica accusa e' l'appartenenza alla comune cultura della giurisdizione": cosi' il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Virginio Rognoni, ha preso posizione contro la separazione delle carriere di giudici e pm, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo. Alle sue parole, i magistrati hanno applaudito. "L'efficienza del sistema e' oggi la sfida che abbiamo davanti. Chiara a tutti e' infatti la necessita' di assicurare un'adeguata efficienza alla risposta di giustizia, specie dopo che per dettato costituzionale e' stato posto il principio della ragionevole durata del processo", ha osservato Rognoni, e ha avvertito pero' che "se c'e' unanime condivisione sulla centralita' di questo obiettivo fondamentale, diverse sono le strade che vengono indicate come idonee a conseguirlo". Secondo il vicepresidente del Csm, "la distinzione non e' tra un fronte progressista sensibile ai bisogni dei cittadini, e un altro conservatore sensibile alle richieste di una corporazione che vuole mantenere privilegi". Per Rognoni, invece, "mai come in questo caso la netta distinzione tra progressisti e conservatori e' occasione di fraintendimento sui contenuti delle politiche istituzionali in gioco" Il punto fermo segnalato dal vicepresidente del Cms e' questo: "Le conquiste del legislatore del primo periodo di storia repubblicana sono un patrimonio sostanzialmente da preservare", e dunque "nessun discorso sull'efficienza del servizio giustizia puo' subire anche solo involontarie torsioni di retroguardia riformista. E' una pericolosa illusione - ha ammonito Rognoni - che si possa imprimere efficienza al sistema ripristinando moduli organizzativi del passato, recuperando schemi verticistici di progressione in carriera per mezzo di affannose competizioni concorsuali, ponendo gli uffici del pubblico ministero in una situazione di isolamento e separatezza assai pericolosa per la loro indipendenza". Nel suo intervento il vicepresidente del Csm ha parlato anche di lotta alla mafia che, ha detto, "deve restare una priorita' per tutte le istituzioni dello Stato. Essa richiede il sostegno costante dell'intera societa' civile", mentre l'azione di contrasto di Cosa Nostra "e' rafforzata dalla capacita' di aggressione dei patrimoni illeciti che una volta confiscati devono essere destinati alla fruizione collettiva". CASTELLI, CONTINUERO' A CERCARE DIALOGO (ANSA) - NAPOLI, 17 GEN - ''Cosi' come il presidente della Repubblica e del Csm, cui rivolgo un deferente saluto, continuero' ostinatamente a ricercare la strada del dialogo e del rispetto istituzionale, pur in assenza, talora, di reciprocita' da parte degli interlocutori''. Lo afferma il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, nel suo intervento all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario a Napoli. A ROMA PG BOCCIA IL LEGISLATORE (AGI) - Roma, 17 gen. - Dopo quasi sette anni passati alla procura di Roma, impostando il lavoro dell'ufficio all'insegna della riservatezza, Salvatore Vecchione, alla sua prima inaugurazione dell'anno giudiziario da procuratore generale della Corte d'Appello, in un'ora di intervento non risparmia stoccate soprattutto al legislatore imputando la "patologica eccessiva durata dei processi", che viola l'articolo 111 della Costituzione, alla "complessiva incongruenza dei codici", alle "norme farraginose e ingiustificatamente garantiste", alla "persistente grave insufficienza degli organici" dei magistrati e del personale amministrativo, senza trascurare altri mali come "l'assoluta insufficienza di sedi e locali". Processo penale e processo civile accomunati da analoghi giudizi: "lento e ritardato" per "la negativita' del complessivo sistema" il primo; di una "intollerabile lentezza veramente preoccupante" il secondo, nonostante una "lieve riduzione delle pendenze". I numeri parlano chiaro: la durata media di un procedimento penale davanti alla procura e' di 233 giorni, davanti al gip 423 e al tribunale 274. In secondo grado, 243 giorni davanti alla procura generale e 343 davanti alla corte d'appello. Indicativi i procedimenti definiti per prescrizione: 21.523 tra tutte le fasi. Due esempi: il gip di Roma ne ha chiusi 4.788, quello di Latina 4.607. Per quanto riguarda i procedimenti civili di cognizione ordinaria, la durata media davanti al giudice di pace e' di 401 giorni, davanti al tribunale di 930, davanti alla corte d'appello di 915. Il carico di quelli di separazione ammonta a 20.481, mentre soltanto 10.694 sono quelli definiti; 8.718 e' il carico di quelli di divorzio, di cui 4.672 quelli definiti. Lavoro: su 71.397 procedimenti, 23.701 sono i definiti, 47.696 i pendenti in primo grado. Peggio va in appello: su 12.355 procedimenti, 1.819 i definiti, 10.536 i pendenti. Sui reati presenti nel distretto (usura, traffico di stupefacenti, sfruttamento dell'immigrazione clandestina), Vecchione segnala "attivita' riconducibili" ad associazioni di tipo mafioso e camorristiche e strutture che coinvolgono soggetti stranieri, non ultimi i cinesi. "Si mantengono su indici notevoli" i reati contro la PA, cosi' come sono in aumento gli abusi sessuali su minori in famiglia, gli omicidi e le rapine, anche se non ci sono dati. A generare sfiducia nella giustizia e' anche il numero dei procedimenti archiviati perche' sono rimasti ignoti gli autori: ben 67.316 in tutto il distretto di cui 28.852 dal gip di Roma e 10.166 da quello di Latina. Ma la relazione di Vecchione e' soprattutto una critica al sistema che, tra l'altro, non garantisce l'effettiva esecuzione della pena. Pur difendendo la categoria richiamandosi alla sua indipendenza, non sono mancate da parte del pg bordate ai colleghi, 'rei' di essere troppo prolissi nei loro provvedimenti, con conseguenti ritardi nell'iter di un procedimento, e di avere contatti "con singole testate o con singoli giornalisti"; una tendenza che deve essere "eliminata". Quello della necessita' di mettere il bavaglio ai magistrati davanti alla stampa e' un vecchio 'pallino' di Vecchione. Il suo intervento e' stato molto applaudito, cosi' come ha raccolto consensi il discorso di Emilio Nicola Buccico (Csm) e di Michele Vietti (sottosegretario alla giustizia) che hanno rilanciato il dialogo tra politica e magistratura per il bene della collettivita'. Un invito al dialogo che l'Anm del distretto, presente alla cerimonia in toga nera per manifestare il proprio disagio dovuto ai ripetuti attacchi, spera non sia "ipocrita". "Non siamo i Cobas della giustizia" e' la risposta ferma, a nome di tutti, del presidente del tribunale Luigi Scotti. ANNO GIUDIZIARIO: MILANO; UNA NON-CERIMONIA SENZA TOGHE<br>PER L'EX BORRELLI SBAGLIATO NON CELEBRARE LA INAUGURAZIONE (ANSA) - MILANO, 17 GEN - Si e' risolto tutto in tre minuti in una disadorna aula dei giudici del lavoro, nel distaccamento del Tribunale in via Pace, a circa duecento metri dal Palazzo di giustizia, dichiarato inagibile per ospitare la tradizionale cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il Procuratore generale, Mario Blandini, ha consegnato al Presidente della Corte d'appello, Giuseppe Grechi, la relazione e ha chiesto che venisse ufficialmente dichiarato aperto l'anno giudiziario. Tutto qui. Niente toghe rosse ed ermellini, niente squilli di tromba e ''presentat arm'' del picchetto d'onore in alta uniforme, niente passerella per politici e personaggi della cultura e dell'economia. Ligi all'ordinamento, i magistrati hanno cosi' messo in atto cio' che avevano annunciato, nonostante anche dal Csm fosse partito l'invito a desistere dall'iniziativa. Il Palazzo di Giustizia e' pericolante per i continui crolli delle lastre di marmo che rivestono corridoi, aule ed atri per cui, secondo la maggioranza dei magistrati, e' meglio evitare ogni tipo di rischio come quello, appunto, di fare accedere centinaia di persone per la cerimonia dell'inaugurazione dell' anno giudiziario. ''In mancanza di garanzie - ha spiegato il Procuratore generale Blandini - abbiamo scelto di scindere il momento formale da quello della discussione dei problemi della giustizia. Se non ci sono toghe rosse, ermellini e squilli di tromba nessuno ne fa un dramma. Il dramma e' la situazione della giustizia''. All'interno del Palazzo, pero', non tutti sono d' accordo con la scelta fatta dai vertici della magistratura milanese. Non lo sono soprattutto i dipendenti amministrativi ma anche alcuni giudici e pubblici ministeri che osservano: ''Noi ogni giorno attraversiamo i corridoi, saliamo lungo le scale ed entriamo nelle aule. Per noi non c'e' pericolo?''. Il Presidente della Corte d'appello, Giuseppe Grechi, va oltre: lui avrebbe anche chiuso il Tribunale ma, dice, ''sono stato messo in minoranza''. Una decisione destinata a far discutere ancora perche', per esempio, il Comune di Milano si era offerto di mettere a disposizione la sala Alessi di Palazzo Marino o un'altra qualsiasi aula pubblica. I magistrati hanno ringraziato ma hanno detto di no: ''Non ci sembrava giusto - ha spiegato Blandini - celebrare in modo solenne l'anno giudiziario in una sede che non fosse quella dove ogni giorno prestiamo servizio''. Secondo Armando Spataro, ex membro del Csm, inoltre, celebrare l'anno giudiziario altrove avrebbe ricordato un pessimo precedente: ''Era il fascismo che lo faceva celebrare a Palazzo Venezia''. Qualche altro magistrato, invece, non e' del tutto d'accordo con questa scelta perche' teme che cosi' la notizia diventino i mattoni e i marmi e non i problemi della giustizia. Un anziano poliziotto, scherzando, dice: ''Si preoccupano adesso della sicurezza in aula magna. I muri venivano giu' quando parlava Borrelli, non adesso...''. E lui, il protagonista degli anni di Mani Pulite e del ''Resistere, resistere, resistere'', pronunciato proprio all'inaugurazione dell'anno giudiziario, che dice? Giunto a Palazzo di giustizia e circondato da alcuni militanti dei Girotondi con il casco giallo che si porta nei cantieri, si dichiara contrario. ''Fossi ancora in servizio - spiega, negando nell'occasione un suo prossimo impegno in politica - mi sarei dichiarato contrario. Mi sembra una rinuncia in un momento in cui e' necessario far sentire la nostra voce''. Altre dichiarazioni di voto
    2:16 Durata: 25 min 49 sec