03 MAR 2004

CSM - Plenum del 3 marzo 2004, seduta antimeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 38 min

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All'ordine del giorno: 1) Richiesta di apertura di una pratica a tutela dei magistrati a seguito delle dichiarazioni alla stampa dell'on.

Berlusconi 2) Ordine del giorno speciale 3) Disagio avvertito dai sostituti procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Forlì 4) Incompatibilità dei magistrati della Procura di Siracusa 5) Due posti di Consigliere di Corte di Appello di Roma 6) Discussione estemporanea sulle affermazioni attribuite al Consigliere Di Federico a proposito di Maiali e Magistrati 7) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 3 marzo 2004,
seduta antimeridiana", registrato mercoledì 3 marzo 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 38 minuti.

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  • Presidente e poi Meliadò, relatore, che legge il testo di risoluzione sostitutivo

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 10.50</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong> Ordine del giorno ordinario Pratiche di Prima Commissione <strong>Richiesta di apertura di una pratica a tutela dei magistrati a seguito delle dichiarazioni alla stampa dell'on. Berlusconi</strong> Relazione
    0:00 Durata: 6 min 47 sec
  • Salvi, Buccico, Berlinguer Aghina, Stabile, Mammone, Marotta

    Discussione
    0:06 Durata: 24 min 1 sec
  • Presidente e poi Di Federico

    <em>Approvata</em>
    0:30 Durata: 1 min 51 sec
  • Presidente e poi Buccico e Marini

    <em>Approvato</em> <strong>Ordine del giorno speciale, sezione A</strong>
    0:32 Durata: 2 min 55 sec
  • Presidente e poi Buccico

    <em>Approvato</em> <strong>Ordine del giorno speciale, sezione B</strong>
    0:35 Durata: 33 sec
  • Giuseppe Meliadò (Unicost), relatore, poi Lo Voi

    <em>Archiviata</em> <br>Pratica di Prima Commissione proveniente dallo Speciale <strong>Disagio avvertito dai sostituti procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Forlì a causa delle modalità di conduzione del dibattimento da parte del dr. Maffuccini, presidente di sezione di quel Tribunale</strong>
    0:36 Durata: 8 min 45 sec
  • Arbasino, relatore, poi il Presidente; quindi Marotta, che chiede il ritorno in Commissione, Salvi, Meliadò, Buccico, Marini

    <strong>Nota dei componenti laici del CSM della CdL su incompatibilità dei magistrati della Procura di Siracusa</strong>
    0:45 Durata: 36 min 37 sec
  • Presidente e poi il relatore in replica; quindi Buccico e Marotta, dialogando in replica col relatore, poi Salvi

    Voto sul ritorno in Commissione: <em>respinta</em><br><em>Archiviazione</em>
    1:21 Durata: 8 min 22 sec
  • Presidente e poi Ventura Sarno, relatore di maggioranza, quindi Fici, di minoranza: intervengono Stabile, Fici, Salmè, Buccico

    <br>Pratiche di Terza Commissione rinviate il 19 febbraio per una richiesta di riflessione voluta da Buccico <strong>Copertura posti</strong> Due posti di Consigliere di Corte di Appello di Roma: d.ssa Mazzei e d.ssa Pucci , di maggioranza, o dr. Scaramuzzi, di minoranza
    1:29 Durata: 22 min 11 sec
  • Buccico, interrotto da Fici, poi Di Federico e Menditto, sulla frase sui maiali e i Magistrati detta dal Consigliere Di Federico: il Presidente prende atto delle parole di oggi del Consigliere Di Federico. Interviene Salmè, poi De Nunzio e Berlinguer, ancora il Presidente, quindi Aghina, Lo Voi, Salvi e Fici, il Presidente, infine Marini

    <strong>Discussione estemporanea sulle affermazioni attribuite al Consigliere Di Federico a proposito di maiali e Magistrati</strong> Al termine si riprende la pratica di Terza Commissione in discussione
    1:52 Durata: 32 min 7 sec
  • Mariella Ventura Sarno (membro laico(Lega)), poi Fici e ancora Ventura Sarno

    Voto per la d.ssa Mazzei: <em>approvata</em><br>Voto per ballottaggio tra Pucci e Scaramuzzi: <em>approvata la d.ssa Pucci</em><br>La seduta termina <strong>alle 13.30</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> GIUSTIZIA: ROGNONI, AMAREZZA PER DICHIARAZIONI DI FEDERICO (ANSA) - ROMA, 3 MAR - Il vice presidente del Csm Virginio Rognoni ha espresso ''amarezza'' per le dichiarazioni rese alla Stampa dal consigliere laico della Cdl Giuseppe Di Federico sui magistrati. Lo ha fatto a conclusione di un dibattito in plenum che ha di nuovo affrontato il caso, sollevato ieri dai togati con una lettera inviata al capo dello Stato e allo stesso Rognoni. Lo stesso Di Federico, sempre oggi in plenum, ha dichiarato ''di essere addolorato per i possibili effetti provocati da dichiarazioni che, pur riproducendo, in modo avulso dal contesto, un detto popolare, non potevano tuttavia, a suo avviso, avere alcun intento offensivo dell'onorabilita' della magistratura italiana''. ''All'esito del dibattito il vicepresidente -riferisce ancora la nota del Csm- ha ricordato che in un incontro personale avuto con il professor Di Federico, immediatamente dopo la diffusione delle sue dichiarazioni, ha subito stigmatizzato le sue parole, che avevano provocato amaro sconcerto. Amarezza da lui stesso condivisa''. GIUSTIZIA: SCOPPIA "CASO DI FEDERICO", TOGHE PROTESTANO<br> CASTELLI (MD) - PAROLE VOLGARI, SI CHIEDA SE COMPATIBILE CON RUOLO CSM<br>SPATARO, INTERVENGANO CSM E ANM Roma, 2 mar. - (Adnkronos) - Scoppia il 'caso' del consigliere del Csm Giuseppe Di Federico. Ad accendere la miccia, le parole affidate dal rappresentante di Fi a Palazzo dei Marescialli ad un'intervista due giorni fa: i magistrati ''sono come i maiali: tra di loro si mordono, ma se ne tocchi uno strillano tutti'', ha detto Di Federico. Immediata la reazione delle toghe contro la ''volgarita''' di quelle dichiarazioni. C'e' chi avanza riserve sulla ''compatibilita''' con il suo ruolo di consigliere dell'organo di autogoverno della magistratura. E chi sostiene la necessita' di un intervento del Csm e dell'Anm. ''Le frasi pronunciate dal consigliere Di Federico sulla magistratura -afferma il segretario di Md Claudio Castelli- non sono un incidente di percorso, ma il segno di un costume di volgarita', di disprezzo e di deriva istituzionale sempre piu' diffuso e preoccupante. Sono rimasto stupito e allarmato dalla debolezza dei commenti. Il rischio e' di assuefarsi e di ritenere tollerabili episodi del genere che gettano discredito su tutte le istituzioni e aprono la strada ad un costume fatto di denigrazioni ed insulti: i guasti cui portano questi comportamenti non sono neppure calcolabili''. ''Mi domando -aggiunge Castelli- chi si senta sereno ad essere amministrato da una persona che ha un cosi' 'alto' concetto della categoria e quali precedenti vi siano di un'alta carica istituzionale che si sia pronunciato in modo tanto sprezzante verso i propri amministrati. E soprattutto mi domando se la presenza del consigliere Di Federico sia compatibile con l'alta considerazione che questi ha mostrato per la magistratura. E' una domanda che in primis -conclude il leader di Md- dovrebbe porsi lo stesso consigliere Di Federico''. Le dichiarazioni di Di Federico sono ''volgari'', fa eco il segretario del Movimento per la giustizia Armando Spataro. ''Ci sorprende -dice riferendosi alla lettera pubblicata oggi sul quotidiano 'La Stampa'- come questo 'studioso' non senta il dovere di scusarsi in alcun modo, banalizzando l'accaduto al rango di una barzelletta : evidentemente, l'uso della barzelletta come strumento di dibattito va diffondendosi dai vertici del governo alle stanze delle istituzioni. Spataro e' convinto che ''i consiglieri togati, ma spero anche gli altri, del Csm troveranno il modo di reagire nel modo dovuto ad una offesa che viene arrecata anche a loro, non in quanto magistrati, ma in quanto componenti di un organo istituzionale la cui voce si palesa all'esterno anche attraverso le parole di Di Federico''. Ma sollecita anche un intervento ''unanime'' dell'Anm: ''Il comitato direttivo centrale, convocato per domani, non potra' non prendere posizione facendo sentire la sua voce e rivolgendosi al presidente del Csm''. GIUSTIZIA: BIONDI, CONTRO DI FEDERICO POSIZIONE CORPORATIVA<br>DA MAGISTRATI ATTACCHI STRUMENTALI Roma, 2 mar. - (Adnkronos) - ''Chi confonde la serieta' con la seriosita' e le critiche anche se salaci con il 'vilipendio' e' portato all'indignazione che copre piu' l'orgoglio corporativo che il prestigio del ruolo. Ecco, perche' quello che ha detto il professor Di Federico, citando una frase di Calamandrei, contenuta nell'aureo libretto 'Elogio dei giudici scritto da un avvocato' alza strepiti che arrivano agli ultrasuoni''. Lo sottolinea Alfredo Biondi, di Forza Italia, vicepresidente della Camera, commentando le prese di posizione dei magistrati contro il membro del Csm Giuseppe Di Federico. ''Se poi si va a leggere su Internet quello che taluni magistrati membri del Csm hanno dichiarato su parlamentari di maggioranza e su leggi dello Stato, cui i magistrati dovrebbero essere soggetti, allora -aggiunge l'esponente azzurro- si comprende quanto siano strumentali, in questa fase per la manifestazione spropositata nei confronti di un uomo come il professor Di Federico, che della magistratura conosce anche quello che altri vorrebbero nascondere''. ''PAROLE INACCETTABILMENTE OFFENSIVE, CORRETTEZZA DISATTESA'' Roma, 2 mar. - (Adnkronos) - Il 'caso Di Federico' arriva sul tavolo del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e del vicepresidente del Csm Virginio Rognoni. A rivolgersi ai vertici dell'organo di autogoverno della magistratura sono 14 consiglieri togati di tutte le correnti, i quali denunciano che le parole del collega laico della Cdl sono ''inaccettabilmente offensive dell'intero ordine dei magistrati''. ''Sul quotidiano 'La Stampa' del 29 febbraio -scrivono i togati a Ciampi e Rognoni- vengono riportate dichiarazioni sui magistrati italiani ('...sono come i maiali: tra di loro si mordono ma, se ne tocchi uno, strillano tutti''), attribuite al consigliere Di Federico che riteniamo, se pure nel loro riferimento metaforico, del tutto inaccettabilmente offensive dell'intero ordine dei magistrati''. ''Esprimiamo il nostro fermo dissenso -affermano ancora i 14 togati- per un intervento che, a nostro avviso, e' andato ben oltre l'espressione di una critica nei riguardi dei magistrati italiani, alla quale egli peraltro ci ha abituati da tempo. Riteniamo che soprattutto chi opera all'interno del Csm ed anche in ragione dell'attuale difficile dibattito in tema di giustizia, debba adeguare i suoi comportamenti a moduli di correttezza che, in questa occasione, ci sembrano ampiamente disattesi''. ''Sul quotidiano La Stampa del 29 febbraio scorso - scrivono i consiglieri - vengono riportate dichiarazioni sui magistrati italiani, ('sono come maiali: tra di loro si mordono, ma, se ne tocchi uno, strillano tutti'), attribuite al consigliere Di Federico che riteniamo, seppure nel loro riferimento metaforico, del tutto inaccettabilmente offensive dell'intero ordine dei magistrati. Esprimiamo il nostro fermo dissenso per un intervento che a nostro avviso e' andato ben oltre l'espressione di una critica nei riguardi dei magistrati italiani, alla quale egli peraltro ci ha abituati da tempo''. ''Riteniamo - prosegue la lettera - che soprattutto chi opera all'interno del Csm, ed anche in ragione dell'attuale difficile dibattito in tema di giustizia, debba adeguare i suoi comportamenti a moduli di correttezza che, in questa occasione, ci sembrano ampiamente disattesi''. GIUSTIZIA: ACCUSE PREMIER A TOGHE, DOMANI DIBATTITO AL CSM <br>SI CERCA DI ARRIVARE A DOCUMENTO UNITARIO (ANSA) - ROMA, 2 MAR - Giornata calda domani al Csm. Proprio nel giorno in cui l'Associazione nazionale magistrati dovrebbe decretare il rinvio dello sciopero contro la riforma dell' ordinamento giudiziario, il plenum di Palazzo dei Marescialli ha all'ordine del giorno il dibattito sul documento che interviene sulle accuse rivolte dal presidente del Consiglio ai magistrati in occasione del decennale di Forza Italia. La discussione ha gia' subito un paio di rinvii, l'ultimo dei quali per ragioni di opportunita', cioe' per non creare ostacoli al confronto tra sindacato delle toghe e Cdl. Ma l'ipotesi di un nuovo slittamento domani viene ritenuta allo stato poco probabile. In queste ore si sta cercando di arrivare ad una mediazione tra laici di centrosinistra e togati da una parte - che in Commissione hanno approvato il documento che richiama chi riveste cariche istituzionali a non denigrare la magistratura - e il gruppo del Polo dall'altra, che ha votato contro quel testo. Il tentativo e' quello di approdare a un documento unitario che possa essere votato anche dai laici della Cdl. Un testo che riaffermi principi generali in materia di rapporti tra politica e magistratura e che forse possa essere utilizzato anche per il ''caso Fucci'', dopodomani all'esame del plenum, cosi' come chiedono i consiglieri del Polo. GIUSTIZIA/ CSM: RISOLUZIONE UNITARIA DISINNESCA 'CASO' BERLUSCONI<br>CSM RITROVA UNITA' PER FAVORIRE IL DIALOGO<br>Evitate possibili spaccature e ricadute negative su dialogo Roma, 3 mar. (Apcom) - Con la risoluzione approvata oggi all'unanimità il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha 'disinnescato' l'effetto negativo che un dibattito consiliare sulla pratica a tutela delle toghe su alcune dichiarazioni del presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, avrebbe potuto avere sul clima favorevole al dialogo che si è creato in questi giorni attorno alla riforma dell'ordinamento giudiziario. I segnali 'distensivi' e di disponibilità alla apertura di un dialogo sulla riforma della giustizia tra una parte della maggioranza e l'Associazione nazionale magistrati andava incoraggiato ed è stato il leit motiv del lavoro di mediazione che ha impegnato tra ieri e oggi le varie anime del plenum del Csm e che ha portato a una risoluzione unitaria, che tiene conto del nuovo clima tra politica e magistratura. "Da una delibera 'sanzionatoria - ha spiegato il consigliere togato Giovanni Salvi - si è passati a una risoluzione 'propositiva". La risoluzione del Csm "non si limita alla difesa, che pure gli compete, dei magistrati", ha spiegato il componente laico di centro-sinistra, Luigi Berlinguer, ma "ribadisce che c'è bisogno di cambiamenti, che non c'è un arroccamento a difesa dello status quo e che noi non siamo un organo corporativo dei magistrati". "Il Csm - ha aggiunto Berlinguer - non può tacere un susseguirisi di valutazioni che non sono di semplice critica all'operato dei magistrati ma che colpiscono i suoi singoli componenti". Con il voto unitario, secondo Berlinguer, il plenum ha manifestato attenzione "al cambiamento" di clima e dato un contributo per stemperare "le contrapposizioni sul tema della giustizia". Per il consigliere laico della Cdl, Nicola Buccico, la risoluzione approvata dal plenum è un "documento di 'alta' mediazione'" ed è "un approdo significativo per il dibattito che si sviluppando in questi giorni attorno alla riforma. I disegni di riforma - ha aggiunto - interessano non solo i singoli magistrati ma tutti i cittadini". Repliche dei relatori
    2:24 Durata: 14 min 10 sec