15 LUG 2004

CSM - Plenum del 15 luglio 2004, seduta antimeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 35 min

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All'ordine del giorno: 1) Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario 2) Pratiche urgenti del giorno prima 3) Pratiche del Comitato di presidenza del giorno prima: indennità ai laici componenti il CSM 4) Procedure ex art.

2: trasferimenti in prevenzione 5) Pratiche urgenti di Sesta Commissione 6) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 15 luglio 2004, seduta antimeridiana", registrato giovedì 15 luglio 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 3 ore e 35 minuti.
  • Presidente e poi Marini e Salvi

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 10.00</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong>Pratiche di Sesta Commissione <strong>Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario</strong> Parere richiesto dal Ministro<br>Seguito della discussione
    0:00 Durata: 33 min
  • De Nunzio per un emendamento aggiuntivo, quindi il Presidente sulla distribuzione di emendamenti, poi De Nunzio, ancora il Presidente

    0:33 Durata: 2 min 53 sec
  • Aghina, Riello e Buccico, interrotto dal Presidente che lo riprende per le parole su Spataro

    0:35 Durata: 33 min 26 sec
  • Seconda parte dell'intervento di Buccico, poi Stabile e Mammone

    1:09 Durata: 31 min 32 sec
  • Presidente e poi Tenaglia

    <em>Approvato l'emendamento Tenaglia</em> Discussione sugli emendamenti
    1:40 Durata: 2 min 38 sec
  • Presidente e poi Aghina illustra i propri emendamenti

    Emendamenti Aghina
    1:43 Durata: 8 min 25 sec
  • Lo Voi e poi il Presidente

    Votazione sul primo emendamento soppressivo Aghina: <em>accolto</em><br>Votazione sul secondo emendamento Aghina: <em>accolto</em><br>Votazione sul terzo emendamento Aghina: <em>accolto</em><br>Votazione sul quarto emendamento Aghina su cui Lo Voi si è detto contrario: <em>respinto</em><br>Votazione sul quinto emendamento Aghina: <em>accolto</em><br>Votazione sul sestoo emendamento Aghina: <em>accolto</em><br>Votazione sul settimo emendamento Aghina, subemendato: <em>accolto</em><br>Votazione sull'ottavo emendamento Aghina: <em>accolto</em> Discussione
    1:51 Durata: 5 min 47 sec
  • De Nunzio

    Voto sull'emendamento De Nunzio: <em>accolto</em> Emendamento De Nunzio
    1:57 Durata: 27 sec
  • Presidente e poi Salmè, brevemente, De Nunzio, Salmè e Salvi; da ultimo Primicerio e Favara

    Votazione sul primo emendamento soppressivo Salmè: <em>accolto</em><br>Votazione sul secondo emendamento Salmè su cui è in disaccordo De Nunzio: <em>respinto</em> Emendamenti Salmè
    1:58 Durata: 15 min 57 sec
  • Presidente legge l'emendamento

    <em>Accolto</em> Emendamento Salmè ed altri
    2:14 Durata: 1 min 20 sec
  • Presidente sulla postilla/emendamento aggiuntivo di Spangher che spiega; poi per dichiarazione di voto Aghina, Salmè. Al termine il Presidente ringrazia

    <em>Approvata la proposta di maggioranza</em> Votazione
    2:15 Durata: 9 min 58 sec
  • Tenaglia sull'ordine dei lavori, poi Il Presidente e Di Federico, relatore

    <em>Approvate tutte</em> <br>Pratica urgente del giorno prima di Nona Commissione <strong>Concorsi e ricorsi</strong>
    2:25 Durata: 1 min 49 sec
  • Presidente e poi Civinini per una correzione materiale

    <em>Approvate tutte</em> <br>Pratiche di Nona Commissione <strong>Ricorsi</strong>
    2:27 Durata: 1 min 39 sec
  • Presidente

    <em>Approvate tutte</em> Ordine del giorno aggiunto del mattino Pratiche di Nona Commissione <strong>Concorsi per Uditori giudiziari, poi ricorsi</strong>
    2:28 Durata: 3 min 8 sec
  • Presidente sull'ordine dei lavori: interviene Marotta; il Presidente illustra la delibera

    <br>Pratiche del Comitato di presidenza del giorno prima <strong>Indennità ai laici componenti il CSM</strong> Relazione
    2:31 Durata: 4 min 47 sec
  • Civinini, Meliadò, Mammone e Marini

    Discussione
    2:36 Durata: 17 min 41 sec
  • Fici, Tenaglia e Salmè

    2:54 Durata: 11 min 33 sec
  • Meliadò in replica, poi Stabile e Civinini

    <em>Approvata</em>
    3:06 Durata: 7 min 46 sec
  • Salvi sulla procedura ex art. 2 del dr. Purpura, trasferimento in prevenzione anche per Rossi e Iacovacci; il Presidente decide di passare al trasferimento del dr. Purpura

    3:13 Durata: 1 min 51 sec
  • Civinini, relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratiche di Terza Commissione <strong>Trasferimento in prevenzione</strong> Dr. Purpura a Sanremo
    3:15 Durata: 58 sec
  • Presidente e poi Lo Voi, relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Altri due trasferimenti in prevenzione: copertura di un posto di Consigliere della sezione lavoro della Corte di Appello di Napoli</strong> D.ssa Rossi e
    3:16 Durata: 1 min 22 sec
  • Salvi, relatore in sostituzione di Spangher

    <em>Archiviazione</em> <strong> Proposta sostitutiva per il dr. Purpura </strong>
    3:17 Durata: 1 min 39 sec
  • Presidente e poi Buccico, relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Un posto di presidente di sezione del Tribunale di Brindisi</strong> Dr. Perna
    3:19 Durata: 1 min 21 sec
  • Schietroma, relatore per errori materiali; poi Lo Voi per il ritorno in Commissione, Primicerio e poi Menditto; Schietroma è contrario

    Voto sul ritorno in Commissione: <em>respinto</em><br>Voto sul merito: <em>approvata</em> <strong>Un posto di presidente di sezione della Corte di Appello di Caltanissetta</strong> Dr. Di Benedetto
    3:21 Durata: 11 min 27 sec
  • Buccico, relatore, poi De Nunzio

    <em>Approvata</em> <strong>Un posto di presidente di sezione lavoro della Corte di Appello di L'Aquila</strong> Dr. Iacovacci
    3:32 Durata: 50 sec
  • Presidente e poi De Nunzio, relatore

    <em>Approvate</em> <br>Pratiche urgenti di Sesta Commissione <strong>Pari opportunità</strong> Due pratiche
    3:33 Durata: 55 sec
  • Marini sull'ordine dei lavori

    La seduta termina <strong>alle 13.37</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> GIUSTIZIA: CSM A CASTELLI, RIFORMA E' INCOSTITUZIONALE <br>PLENUM APPROVA PARERE A MAGGIORANZA, CON VOTO CONTRARIO CDL (ANSA) - ROMA, 15 LUG - E' in contrasto con la Costituzione la riforma dell'ordinamento giudiziario approvata il 30 giugno scorso dalla Camera. In quel testo ci sono almeno otto ''profili di illegittimita' costituzionale'' , otto previsioni cioe' che stridono con la Carta. Il Csm torna a bocciare senza appello e per la terza volta il ddl Castelli. La stroncatura e' contenuta nel nuovo parere sulla riforma, approvato oggi dal plenum di Palazzo dei marescialli e che era stato sollecitato proprio dal Guardasigilli. Il documento di una trentina di pagine e' stato varato a larghissima maggioranza, (21 si' espressi da tutti i togati, dai laici del cnetro-sinistra, dal vice presidente del Csm Virginio Rognoni, dal primo presidente Nicola Marvulli e dal procuratore generale della Cassazione Francesco Favara) con i soli voti contrari dei laici cinque laici della Cdl che hanno sostenuto un documento alternativo presentato dal consigliere di Forza Italia Giorgio Spangher, favorevole alla riforma. A stridere piu' di ogni altra previsione con la Costituzione, segnala il Csm a Castelli, e' soprattutto il meccanismo generalizzato dei concorsi per l' attribuzione di qualifiche e funzioni ai magistrati, visto che viola ben quattro norme della Costituzione. Quel sistema infatti ''e' in contrasto sia con la norma (art 106) che prevede solo il concorso per l' ammissione in magistratura, sia con il divieto di distinzione dei magistrati, se non per le funzioni svolte (art. 107) e sia con l'attribuzione al Csm della competenza a procedere alle assegnazioni e alle promozioni (art. 105); poiche' si tratta di un sistema di difficile o quanto meno problematica attuazione sul piano pratico, per l'enorme numero di concorsi e di commissioni, si pone anche un problema di conformita' al principio di buon andamento dell'amministrazione (art. 97)''. Ma incostituzionali - secondo i consiglieri - sono anche la previsione del test psico-attitudinale per essere ammessi alle prove orali del concorso di accesso in magistratura, la scelta definitiva delle funzioni cinque anni dopo, la disciplina della Scuola della magistratura, i poteri attribuiti al ministro della Giustizia per le nomine dei capi degli uffici giudiziari, l' organizzazione che viene data alle procure, il ruolo attribuito alla Cassazione, i premi in termini di carriera per i magistrati che al ministero della Giustizia hanno ricoperto incarichi di diretta collaborazione con il ministro. Tra le norme nel mirino del Csm c'e' dunque il divieto assoluto di cambiare funzioni dopo cinque anni dall'ingresso in magistratura. Una disposizione che introduce ''sostanzialmente una separazione delle carriere in contrasto con l'art.102 della Costituzione che attribuisce l'esercizio della funzione giurisdizionale indifferentemente ai giudici e ai pubblici ministeri, e con l'art. 104, che considera giudici e pm componenti di un unico ordine''. Ma e' allarme anche per i nuovi poteri riconosciuti al ministro della Giustizia per le nomine di vertice della magistratura, a scapito del Csm: ''la disposizione che prevede il potere del ministro stesso di ricorrere dinanzi al giudice amministrativo contro le delibere consiliari di conferimento o di proroga degli incarichi direttivi adottate in contrasto con l'avviso espresso dal ministro produce una vera e propria alterazione dell'assetto costituzionale dei rapporti tra Csm e ministro della Giustizia'' . Non piace neanche ''l' esasperata gerarchizzazione dell'ufficio del pm'' che ''pone in pericolo l'effettiva attuazione del principio costituzionale (art.112) di obbligatorieta' dell'azione penale'' e l'attribuzione alla Cassazione di un ruolo di ''vertice organizzativo della magistratura'': una scelta ''in contrasto con l'art. 111 che individua nella Cassazione il vertice del sistema dei mezzi di impugnazione e non dell'ordine giudiziario, e con l'art. 107 che non consente di operare classificazioni gerarchiche nell' ambito della distinzione tra le diverse funzioni''. Bocciate anche la Scuola della magistratura ''del tutto staccata dal Csm'' e soprattutto la ''commistione'' tra l' attivita' di formazione dei magistrati e la valutazione della loro professionalita': e' in contrasto con l'articolo 101 ''che vieta qualunque soggezione del magistrato se non alla legge''. Sotto la mannaia del Csm cadono anche due innovazioni introdotte dall'ultimo maxi-emendamento . Innanzitutto il test psico-attitudinale necessario per accedere agli esami orali del concorso in magistratura. La Costituzione, ricorda Palazzo dei marescialli, prescrive che ''il Csm sia l'esclusivo responsabile'' della selezione concorsuale per l'accesso in magistratura; cosa che non avviene in questo caso, considerato che la riforma non indica ne' i soggetti abilitati a interpretare i test ''ne' l'organo che dovrebbe formulare il giudizio finale di ammissione agli orali''. Ma sfiorano l'incostituzionalita' anche i titoli preferenziali per l'accesso ai posti direttivi attribuiti ai magistrati che tornano in ruolo dopo aver ricoperto al ministero della Giustizia incarichi di diretta collaborazione con il Guardasigilli: con questa norma si finisce per attribuire al ministro ''un anomalo potere di preordinare 'carriere per dirigenti' ; il che contrasta con l'articolo 105 della Costituzione e con la netta separazione tra competenze consiliari e ministeriali che la norma costituzionale prescrive''. C'e' allarme anche per come e' stata ridisegnata la materia disciplinare: alcune norme sono di ''dubbia costituzionalita', come quella che prevede ''inopponibilita' al Pg del segreto investigativo da parte del pm''. Tutt'altra musica nella relazione votata dalla Cdl: le questioni affrontate dal ddl sono ''reali'' e le risposte date dalla riforma ''possono essere discusse e perfettibili'', ma la ''filosofia e la strategia sottesa all'iniziativa del parlamento sono invece pienamente condivisibili''. In particolare viene espresso apprezzamento per il ruolo di vertice della magistratura attribuito alla Cassazione (e' ''indubbiamente una spinta al recupero di efficienza'') e per i maggiori poteri dati ai capi delle procure (una scelta ''indispensabile per il recupero dell'efficienza di una struttura che deve assicurare l'uniforme persecuzione dell' attivita' illecita nel rispetto dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge''). Anche i laici della Cdl tuttavia ammettono che nella riforma c'e' ''qualche caduta di stile'' e qualche ''possibile forzatura'' che ''si poteva evitare''.<br> Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Il Csm 'boccia' per la terza volta la riforma dell'ordinamento giudiziario. Il provvedimento che sta per riprendere il suo iter in Senato e' in molti punti incostituzionale e rischia di dar vita ad un sistema ''ingestibile'', come quello dei concorsi, sentenzia l'organo di autogoverno della magistratura nel nuovo parere al ddl chiesto dal ministro della Giustizia Roberto Castelli. Il documento e' stato approvato dal plenum del Csm a larghissima maggioranza, con 21 voti: tutti i togati e i laici di centrosinistra Luigi Berlinguer e Gianfranco Schietroma, assieme al vicepresidente Virginio Rognoni e ai vertici della Cassazione, il primo presidente Nicola Marvulli e il procuratore generale Francesco Favara. Gli unici voti contrari sono stati quelli dei cinque consiglieri laici della Cdl, i quali hanno approvato invece il testo firmato dal collega Giorgio Spangher: seppure evidenzino come ''le risposte siano discusse e perfettibili'', i rappresentanti del centro-destra a Palazzo dei Marescialli concludono che ''la filosofia e la strategia'' del ddl sono ''pienamente condivisibili''. Nessun ''pregiudizio'' per l'autonomia e l'indipendenza delle toghe, sostengono i laici della Cdl, elencando in 10 pagine tutti i ''punti di forza dell'idea riformatrice''. Ma non manca qualche rilievo: ''si poteva evitare qualche caduta di stile'', spiegano riferendosi alla ''corsia preferenziale'' introdotta per le toghe 'prestate' al ministero; cosi' come ammettono che ''qualche effettiva disfunzione operativa'' potra' derivare dagli ''appesantimenti burocratici'', soprattutto quelli del sistema dei concorsi. Un giudizio opposto a quello della maggioranza del Csm: il nuovo testo, e' scritto nel documento approvato dal plenum, solleva ''ulteriori dubbi'' di ''illegittimita' costituzionale'' rispetto a quelli gia' espressi nei due pareri precedenti. Infatti, elencano i consiglieri di Palazzo dei Marescialli, contiene almeno otto ''profili di illegittimita' costituzionale'' l'ultima versione del ddl: dai test psico-attitudinali per l'accesso in magistratura al sistema dei concorsi; dalla Scuola della magistratura alla ''sostanziale'' separazione delle carriere; dal ruolo assegnato al ministro della Giustizia nella nomina dei vertici degli uffici giudiziari a quello della Cassazione; alla ''gerarchizzazione'' dell'ufficio del pm. Innanzitutto, il Csm esprime ''perplessita''' per il ''test di idoneita' psico-attitudinale'' che il magistrato deve superare per essere ammesso alle prove orali del concorso di accesso. In ''contrasto'' con diversi articoli della Costituzione e' poi il ''meccanismo generalizzato di concorsi'' (''18 per l'attribuzione di qualifiche e 4 per l'attribuzione di funzioni''). Il sistema messo in piedi, avverte Palazzo dei Marescialli, rischia di essere ''assolutamente ingestibile, del tutto inidoneo a garantire una tempestiva copertura dei posti in organico''. ''Il meccanismo generalizzato di concorsi per l'attribuzione di qualifiche e funzioni -spiega il Csm- appare in contrasto sia con la norma (art. 106) che prevede soltanto il concorso per l'ammissione in magistratura, sia con il divieto di distinzione dei magistrati, se non per le funzioni svolte (art. 107) e sia con l'attribuzione al Csm della competenza a procedere alle assegnazioni e alle promozioni (art. 105). Poiche' si tratta di sistema di difficile o quanto meno problematica attuazione sul piano pratico, per l'enorme numero di concorsi e di commissioni, si pone anche un problema di conformita' al principio di buon andamento dell'amministrazione (art. 97 Cost.), che e' applicabile anche all'amministrazione della giurisdizione''. Il Csm punta l'indice poi contro ''il divieto assoluto di mutamento di funzioni dopo 5 anni dall'ingresso in magistratura e la forte disincentivazione nell'ambito del periodo in cui tale mutamento e' consentito'': cio' si traduce ''sostanzialmente'', sostiene, in ''una separazione delle carriere''. ''Forti perplessita''', visto che si finisce ''per produrre una vera e propria alterazione dell'assetto costituzionale dei rapporti tra Csm e ministro della Giustizia'', riguardano ancora il ruolo del Guardasigilli nella nomina dei vertici degli uffici giudiziari. Cosi' come, avverte ancora il Csm, ''la strutturazione della Cassazione come vertice organizzativo della magistratura si pone in contrasto con l'art. 111 della Costituzione'', che indica nella Suprema Corte ''il vertice del sistema dei mezzi di impugnazione e non il vertice dell'ordine giudiziario''. Ma anche con l'art. 107 che ''non consente di operare classificazioni gerarchiche nell'ambito della distinzione tra le diverse funzioni''. Infine, l'''esasperata gerarchizzazione dell'ufficio del pm'': ''Pone in pericolo -mette in guardia il Csm- l'effettiva attuazione del principio costituzionale (art.112) di obbligatorieta' dell'azione penale, riflesso della soggezione del magistrato solo alla legge e del principio di eguaglianza''. DI FEDERICO A CIAMPI,ILLEGITTIMA NOMINA BERLINGUER A CSM UE <br>PLENUM DISCUTERA' IL CASO LA PROSSIMA SETTIMANA (ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''La designazione del Prof. Berlinguer quale candidato del CSM italiano a Presidente della Rete Europea dei Consigli della Giustizia e' stata effettuata in violazione delle regole che debbono governare le decisioni del CSM'', con una ''procedura poco trasparente e sostanzialmente illegittima''. A riaprire il caso della nomina del consigliere del Csm Luigi Berlinguer (Ds)al vertice del ''Csm europeo'' e' il suo collega Giuseppe di Federico (Fi) con un documento inviato al capo dello Stato e che sara' posto all'ordine del giorno del plenum di Palazzo dei marescialli la prossima settimana. Sette pagine in tutto in cui il laico della Cdl sostiene che a viziare quella designazione e' il fatto che ''non e' mai stata deliberata dal plenum del Csm''. ''La decisione di candidare il professor Berlinguer alla presidenza della Rete e' stata assunta in via definitiva in VI commissione - fa notare Di Federico- in aperta violazione delle norme che governano le decisioni del CSM La VI commissione e' infatti una commissione referente e nessuna norma primaria o secondaria le assegna il potere di assumere decisioni che hanno rilievo esterno, quale appunto quello di proporre a nome del CSM una candidatura per un organismo internazionale. A decidere sulla designazione del consigliere per la presidenza della Rete avrebbe dovuto quindi essere il plenum del CSM . Mi sembra quindi si debba concludere che la candidatura del Prof. Berlinguer non solo e' stata coltivata in forme non trasparenti ma anche che la sua designazione e' avvenuta con modalita' chiaramente illegittime''. Oltretutto, secondo Di Federico, la candidatura che poi ha portato alla nomina di Berlinguer, e' stata ''sbagliata ed inopportuna'', sia perche' sarebbe stato meglio ''anche per ragioni simboliche, che la Rete dei consigli della magistratura europei fosse rappresentata da un magistrato'', sia perche' indicando Berlinguer si e' scelto ''un componente laico che ha una forte caratterizzazione partitica ai massimi livelli''.
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