26 GEN 2005

CSM - Plenum del 26 gennaio 2005, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 11 min

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Registrazione audio di "CSM - Plenum del 26 gennaio 2005, seduta pomeridiana", registrato mercoledì 26 gennaio 2005 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 11 minuti.
  • Presidente e poi Salvi

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 16.00</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong>
    0:00 Durata: 2 min 1 sec
  • Marini, Fici, Spangher e Menditto

    <strong>Parere sulla PNA</strong> Proroga dr. Vigna<br>Relazioni su due proposte
    0:02 Durata: 27 min 29 sec
  • Buccico, Berlinguer, Salvi e Salmè

    Discussione
    0:29 Durata: 28 min 37 sec
  • Marini, Fici, Buccico e Aghina

    Voto per ballottaggio: <em>approvata la proposta di maggioranza</em> Repliche
    0:58 Durata: 13 min 11 sec
  • Presidente e poi Menditto, relatore, Buccico, Primicerio, Riello, ancora Buccico, Mammone, Salmè, Menditto, Buccico e il Presidente

    Approvato il <em>dr. Palmieri</em><br>La seduta termina <strong>alle 18.07</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> GIUSTIZIA:VIGNA;ANM,VIVISSIMO SCONCERTO PER NUOVA DECISIONE <br>NOMINA SPETTA A CSM, PROCURA ANTIMAFIA HA BISOGNO DI SERENITA' (ANSA) - ROMA, 27 GEN - ''Vivissimo sconcerto'' per la nuova decisione presa dalla maggioranza sull'incarico di Piero Luigi Vigna viene espressa dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati Edmondo Bruti Liberati. Gia' sul testo originario del decreto legge di proroga del Procuratore nazionale antimafia, l'Anm aveva ''espresso netto dissenso, affermando con decisione l'esigenza che la durata di un incarico direttivo predeterminata per legge non subisca deroghe'', ricorda Bruti. Una situazione peggiorata dal nuovo emendamento approvato dalla Camera in Commissione, con cui ''non solo la proroga e' ulteriormente estesa ma si interviene anche sulla procedura di nomina, che la Costituzione, come per tutti gli incarichi direttivi, attribuisce in via esclusiva al Csm e che deve essere attuata secondo termini e criteri predeterminati''. ''Un ufficio importante come quello del Procuratore Nazionale antimafia, che necessita di serenit… e credibilit… assoluta - conclude il leader dell'Anm - dovrebbe essere tenuto al riparo da interventi legislativi di segno contingente''. GIUSTIZIA: DOPPIA AZIONE CDL, PROROGA VIGNA E STOP A CASELLI (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Prolungare il mandato di Pierluigi Vigna a capo dell'Antimafia con l'obiettivo ormai evidente di evitare che l'incarico possa essere affidato a Gianfranco Caselli (''Gli sforzi per lasciare Vigna al suo posto - spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato Antonino Caruso - sono finalizzati soprattutto ad evitare che il suo sostituto diventi Caselli''). E' questa la linea di condotta della Cdl che si muove su due binari paralleli: alla Camera, con il decreto milleproroghe (all'esame della commissione Affari costituzionali) che allunga di sei mesi il mandato di Vigna; al Senato, con la riforma dell'ordinamento giudiziario che potra' essere ''ritoccata'' non solo sui punti indicati dal presidente della Repubblica, ma (cosi' indica la mozione della commissione Giustizia di Palazzo Madama) anche sulle norme che fissano la scadenza dei termini. Ossia si potrebbero allungare ulteriormente i tempi di permanenza di Vigna alla Dna. La maggioranza, in piu', la prossima settimana potrebbe depositare, come ha annunciato il presidente della commissione Antonino Caruso (An), una proposta di legge per unificare le banche dati dell'antimafia e dell'antiterrorismo. Il che significa che per tutto il tempo necessario alla creazione di questo ''superarchivio'' Vigna non potra' abbandonare i vertici della Dna. E mentre al Csm si discute sul concorso che e' gia' stato indetto per la nomina del nuovo procuratore antimafia, la commissione Affari costituzionali di Montecitorio introduce una modifica al decreto milleproroghe allungando la ''reggenza'' di Vigna fino al 31 dicembre. Eppure la proroga gia' contenuta nel decreto sarebbe bastata da sola a scongiurare l'arrivo di Caselli. Secondo la riforma dell'ordinamento giudiziario, ormai in dirittura d'arrivo, non si possono ricoprire incarichi dirigenziali per un periodo inferiore ai 4 anni, e Caselli gia' ad agosto sarebbe stato fuori gioco perche' raggiungerebbe i limiti d'eta' per la pensione prima del termine del mandato. <br>(AGI) - Roma, 26 gen. - La delibera del Csm e' anche frutto dell'impegno del Governo. Lo afferma in una nota il ministro della Giustizia Roberto Castelli in merito alla notizia dell'approvazione da parte del Csm di una circolare sulle verifiche di professionalita' dei magistrati. "Sono convinto - afferma il Guardasigilli - che questa circolare del Csm non ci sarebbe mai stata se non ci fosse stato sul tema della professionalita' dei magistrati un forte impegno di questa maggioranza, di questo Governo e di questo Ministro e se non fosse stata portata avanti con convinzione la riforma dell'Ordinamento Giudiziario". CSM: ROGNONI, ORA TOGHE SARANNO VALUTATE SUL CAMPO (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Con la nuova circolare del Csm ''arriveremo ad una valutazione dei magistrati sul campo. Il magistrato deve dimostrare di cosa e' capace attraverso i suoi provvedimenti''. Cosi' il vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni, sintetizza lo spirito delle nuove regole introdotte dal Csm per i controlli sulla professionalita' dei magistrati. In una conferenza stampa, ribadisce il suo compiacimento per una scelta che definisce ''di estrema importanza, perche' abbiamo fissato i criteri in base ai quali giudicare la professionalita' dei magistrati''. Criteri che permetteranno al Csm di rendere un servizio ai cittadini, dando magistrati ''sempre piu' capaci''. Sugli stessi tasti hanno insistito anche tutti i componenti della IV commissione che ha preparato la nuova circolare approvata oggi dal plenum. ''La strada che abbiamo scelto e' indubbiamente di ancorare le valutazioni al lavoro del magistrato'', ha spiegato il presidente della commissione, Giovanni Salvi, una via ''diversa'' da quella indicata dalla riforma dell' ordinamento giudiziario, che invece ha scelto il sistema dei concorsi. ''Cosi' introduciamo una seria valutazione - ha sottolineato a sua volta un altro componente della commissione, Giuseppe Salme' - senza tornare al sistema dei concorsi contrario alla Costituzione''. I consiglieri hanno messo in evidenza che il risultato raggiunto e' il coronamento di un lungo lavoro, a cui probabilmente il Consiglio e' arrivato comunque in ritardo. ''Ma siamo in ritardo - ha osservato ancora Salme' - quanto lo e' stato il Parlamento''. I tempi lunghi sono stati comunque imposti anche dalla complessita' della materia. Si trattava di conciliare l' esigenza di una valutazione concreta dei magistrati con quella di dover comunque garantire la loro autonomia e indipendenza. Per questo e' stato fissato il paletto che comunque i provvedimenti giudiziari ''non saranno valutati nel merito''. I tempi lunghi sono stati anche dovuti alla necessita' di elaborare una circolare che si potesse adattare alle diverse funzioni che svolgono in concreto i magistrati. La soddisfazione e' comune tra i consiglieri. ''Abbiamo adeguato le vecchie regole ad esigenze moderne'', sottolinea il togato Giuseppe Mammone. Ed anche il laico dell' Udc Antonio Marotta rileva l' importanza del risultato conseguito che arriva ''dopo 20 anni''. CSM:CARRIERA TOGHE,VERIFICHE PROFESSIONALITA' PIU' RIGOROSE <br>APPROVATA A UNANIMITA' CIRCOLARE CHE DEFINISCE NUOVE REGOLE (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Controlli sulla professionalita' dei magistrati piu' stringenti e dunque piu' rigore per gli avanzamenti di carriera delle toghe. E' la strada che intraprende il Csm proprio mentre il Parlamento deve riesaminare la riforma dell'ordinamento giudiziario; una via alternativa a quel sistema dei concorsi introdotto dalla legge rinviata dal capo dello Stato alle Camere e contestato dai magistrati e dallo stesso Consiglio superiore. Il plenum di Palazzo dei marescialli ha messo nero su bianco in una circolare, approvata oggi all'unanimita' le nuove regole a cui in futuro dovrebbero attenersi i Consigli giudiziari (e i dirigenti degli uffici) nel preparare i giudizi sui magistrati che operano nel loro distretto e sui quali il Csm basa le proprie scelte quando deve decidere se una toga, trascorso il periodo di anzianita' previsto, debba o no essere promossa, cioe' passare al grado superiore; oppure debba ottenere il trasferimento richiesto. Il via libera finale dovra' arrivare dal plenum, che oggi ha cominciato la discussione, ma ha rinviato alla prossima settimana il voto, per consentire la presentazione di emendamenti, che comunque non alterano le scelte di fondo della Commissione. In base alle nuove norme la valutazione sulla professionalita' dei magistrati dovra' essere quanto mai concreta: basata sui provvedimenti giudiziari, scelti secondo criteri automatici. Ogni Consiglio giudiziario attraverso sorteggio decidera' quali bimestri dei quattro anni precedenti prendere in considerazione e prendera' a campione per l'esame gli atti compiuti dalle toghe durante i periodi selezionali. Partendo dall'indicazione generale che dei giudici andranno acquisiti sentenze, ordinanze e decreti, mentre dei pm impugnazioni e richieste di archiviazione, di misure cautelari personali, di rinvio a giudizio, i consiglieri di Palazzo dei marescialli definiscono nel dettaglio per ogni specifica funzione, la tipologia e la misura in termini percentuali dei provvedimenti da esaminare. E, a garanzia dell'autonomia dei magistrati esaminati, precisano che il giudizio non puo' spingersi sino a un esame del merito della decisione presa : ''nella valutazione dei provvedimenti il dirigente dell'ufficio e il Consiglio giudiziario devono tener conto esclusivamente dei profili tecnico-professionali relativi all'esposizione delle questioni e all'argomentazione della soluzione adottata, con esclusione di qualsiasi sindacato sul merito della soluzione stessa''. <strong>Uffici direttivi</strong>
    1:11 Durata: 59 min 52 sec