03 OTT 2004
intervista

Di Vittorio. Intervista ad Antonio Carioti

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 35 min 53 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 3 ottobre 2004 - In passato c'è stato un grande sindacalista che è riuscito a coniugare classe operaia e nazione.

Forse nessun dirigente nella storia del movimento operaio, è stato tanto popolare come Giuseppe Di Vittorio.

Bracciante pugliese, autodidatta, divenuto nel dopoguerra leader della Cgil, Di Vittorio era amato da operai e contadini, al Sud come al Nord e stimato dai ceti medi.

Ne abbiamo parlato con Antonio Carioti, giornalista della redazione cultura del Corriere della Sera e autore di Di Vittorio (Il Mulino, 2004).

Intervista di Lanfranco Palazzolo.
  • Introduzione. Un sindacalista contro lo stalinismo

    Il libro nasce da una proposta del professor Ernesto Galli della Loggia. Carioti e Galli della Loggia hanno pensato di rivisitare la figura di Di Vittorio e del suo percorso di uomo cresciuto nella povertà, che si impegnò nelle lotte dei braccianti pugliesi e aderi al Pci mantenendo in questo partito una posizione particolare: l'autonomia del sindacato. Di Vittorio non pensa, come Lenin, che la classe operai debba essere giudata da politici "illuminati". Indice
    0:00 Durata: 4 min 50 sec
  • Di Vittorio riformista o riformatore?

    0:04 Durata: 1 min 53 sec
  • L'intromissione del Pci nella Cgil

    Di Vittorio non voleva che il Pci si occupasse direttamente del sindacato. Il sindacalista critica l'atteggiamento del Pci e pensava che il sindacato non dovesse tutelare solo i lavoratori garantiti.
    0:06 Durata: 3 min 56 sec
  • Il nazionalismo di Mussolini e Di Vittorio

    Di Vittorio e favorevole all'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale e scrive un articolo per Il Popolo d'Italia il 18 giugno del 1915. Ma nel corso della guerra il futuro leader della Cgil cambierà questa posizione.
    0:10 Durata: 4 min 30 sec
  • La "tentazione" del fascismo.

    Agostino Lanzillo cerca di avvicinare molti sindacalisti al compromesso con il fascismo. Di Vittorio dice "no".
    0:15 Durata: 42 sec
  • L'incertezza dei comunisti e dei sindacalisti dopo il patto Molotov-Ribbentrop del 1939

    Di Vittorio e contrario all'accordo tra il nazismo e il comunismo e questo provoca una progressiva emarginazione del sindacalista nel partito, simile a quella che dovette subire nel 1914 sull'interventismo nella Prima guerra mondiale.
    0:15 Durata: 4 min 16 sec
  • Di Vittorio e Amendola

    Il leader della Cgil ebbe dei contrasti sulla Cassa del Mezzogiorno. Ma ai due veniva attrbuita un'anima riformista. Ma Amendola pensava sempre alla superiorità del Pci.
    0:20 Durata: 1 min 40 sec
  • Togliatti temeva Di Vittorio?

    La grande popolarità del leader sindacale viene vista con diffidenza dal <em>Migliore</em>. Ma nel 1956 (rivolta d'Ungheria e moti di Poznan in Polonia) tra i due scoppia il conflitto.
    0:21 Durata: 4 min 9 sec
  • Di Vittorio e lo stalinismo. Il legame con l'Urss

    Dopo il 1953 Di Vittorio lotta per affermare il principio della libertà di organizzazione sindacale estranea alla teoria del sindacato in URSS.
    0:25 Durata: 4 min 44 sec
  • Il rapporto con Valletta e con la Fiat

    La sconfitta della Cgil nel 1955 alle elezioni delle commissioni interne della Fiat. I reparti "confino".
    0:30 Durata: 1 min 48 sec
  • L'autore, la Fondazione Di Vittorio e Cofferati. Conclusioni

    0:32 Durata: 3 min 25 sec