01 NOV 2004

Prodi e le radici cristiane dell'Unione europea

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 36 min 31 sec

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Roma, 1 novembre 2004 - "La mia Commissione voleva ben altro".

Romano Prodi, Presidente uscente della Commissione Ue, ha spiegato al quotidiano "la Repubblica" di oggi che sulle radici cristiane dell'Unione europea non ha potuto fare molto a causa dei "'no' dei capi di Stato e di Governo dell'Unione europea".

Il "Professore" è stato sincero? Abbiamo cercato di scoprirlo andando a riascoltare due interventi all'europarlamento in cui Prodi non ha detto nulla sul ruolo delle "comunità religiose" e sulle "radici cristiane" dell'Unione europea.

Ricordiamo che lo scorso 28 ottobre, Prodi è stato
ricevuto da Giovanni Paolo II in Vaticano annunciando il suo ritorno alla politica italiana.

Servizio a cura di Lanfranco Palazzolo.

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  • Introduzione al Servizio

    Il pentimento del "professore". Romano Prodi interviene sul quotidiano "la Repubblica" del 1 novembre del 2004 sul caso Buttiglione e per spiegare che "in Europa da politico cattolico mai mi sono sentito perseguitato". In merito alle radici cristiane dell'Unione, il Presidente uscente della Commissione Ue si giustifica davanti al Vaticano per non aver ottenuto quello che la Santa Sede gli ha chiesto più volte: un riferimento alle radici cristiane dell'Unione europea. Prodi sottolinea che "ciò che manca nella Carta è dovuto ai 'no' di capi di Stato e Governo. La mia Commissione voleva ben altro". E vero? Dagli atti del parlamento europeo questa versione non è credibile. Romano Prodi sa benissimo che le cose stanno diversamente. In attesa di entrare formalmente nella politica italiana, il Presidente della Commissione europea venerdì 28 ottobre si è recato in Vaticano da Giovanni Paolo II. Il pontefice ha fatto all'ex Presidente del Consiglio italiano i suoi "auguri" per il ritorno alla politica italiana. Certo, il Papa non deve aver gradito molto i cinque anni di Prodi alla guida dell'istanza esecutiva dell'Unione europea. Dal punto di vista cattolico, la Costituzione dell'Unione europea resta un parziale successo per l'assenza di un riferimento alle radici cristiane dell'Unione europea. E le responsabilità di Prodi sono evidenti. Ma per quale ragione Prodi non ha fatto nulla per venire incontro al Vaticano in questi anni? In realtà, fino alla primavera del 2003 il politico bolognese non pensava di tornare a fare politica in Italia e mirava alla riconferma a Bruxelles (Vedi il "Financial Times" del 2 aprile 2003). Quando ha compreso che questa ipotesi non sarebbe stata possibile ha cambiato completamente l'impostazione della sua politica. Ecco perché Prodi non ha mai risposto positivamente alle sollecitazioni della Chiesa cattolica per un riferimento alle radici cristiane. Molti sostengono che il Presidente della Commissione non avesse questo potere, ma non è proprio così. Basta risalire all'approvazione della Carta dei diritti europea, varata nel dicembre 2000. In quella occasione, il Papa si dichiarò "deluso" perché all'interno del documento non vi era alcun riferimento a Dio, "fonte suprema della dignità della persona umana". Il 10 gennaio successivo scoppia un'altra grana tra l'Unione europea e la Santa sede. Il Papa riceve il corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede per criticare le decisioni prese dal Consiglio dei ministri dell'Unione europea nel vertice di Laeken (14-15 dicembre 2001). Nella dichiarazione finale del vertice che da il via libera alla nascita di una Convenzione per elaborare la Costituzione europea, il cristianesimo non viene nemmeno citato come parte del patrimonio genetico dell'Unione europea. Giovanni Paolo II dimostra il suo disappunto affermando: "non senza una certa tristezza ho preso atto del fatto che fra i partner, che dovrebbero contribuire alla riflessione sulla Convenzione istituita a Laeken, lo scorso mese, le comunità dei credenti non siano citate esplicitamente". Prodi si trova in una situazione di evidente difficoltà davanti al pontefice. E allora, per difendersi dalle accuse del Vaticano, cita il "Libro bianco sulla governance europea" spiegando che su questo documento aveva esplicitamente identificato le comunità religiose "come partner" (A questo proposito si legga l'articolo pubblicato sull'edizione del quotidiano "la Repubblica" dell'11 gennaio del 2002 dal titolo "Il Papa: la Ue ci giudica marginali. Prodi replica: no, siete dei partner", pagina 5). La carta a cui allude Romano Prodi è stata approvata il 4 settembre del 2001 nel corso della seduta plenaria del Parlamento europeo. Romano Prodi aveva illustrato la Carta nella seduta del 2 ottobre del 2001 nella sessione successiva dell'europarlamento, ma senza citare in nessun passo del suo discorso le "comunità religiose". Basta ascoltare il suo intervento di quel giorno. Indice
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  • Intervento di Romano Prodi il 2 ottobre del 2001 al Parlamento europeo

    Presentazione de il "Libro bianco sulla governance europea".
    0:04 Durata: 12 min 49 sec
  • Introduzione all'intervento di Prodi del 5 dicembre del 2002 al Parlamento europeo

    Il 5 dicembre del 2002, il Presidente della Commissione europea presenta il suo contributo ai lavori della Convenzione europea incaricata di scrivere la Costituzione europea. Nelle cinque pagine del suo discorso per presentare il contributo della Commissione, Prodi si guarda bene dal sottolineare i riferimenti alle "radici cristiane" dell'Unione europea per non urtare i settori "progressisti" del Parlamento europeo a cui tiene molto in vista di una sua possibile riconferma a Bruxelles. Un gesto che in Vaticano ancora ricordano. Ecco cosa ha detto nel suo discorso Romano Prodi.
    0:16 Durata: 1 min 8 sec
  • Intervento di Romano Prodi al Parlamento europeo il 5 dicembre del 2002

    Secondo contributo della Commssione alla Convenzione che tratterà della futura architettura istituzionale dellUnione.
    0:18 Durata: 17 min 30 sec
  • Conclusione

    Non appena Prodi ha compreso che il Vaticano avrebbe potuto tornare utile alla sua causa politica si è affrettato a dichiarare che il referendum sulla procreazione medicalmente assistita spaccherebbe il paese. Accanto a questa opzione, Prodi fa sapere fin dal 10 ottobre che il 28 ottobre successivo sarebbe stato ricevuto dal Papa. Giovanni Paolo II, che non ha dimenticato i suoi appelli a vuoto sulle "radici cristiane" dell'Unione indirizzati al Presidente della Commissione europea, non ha potuto fare altro che formulare i suoi "auguri" al Professor Romano Prodi.
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