23 NOV 2004

17 novembre 1989. La rivoluzione di Velluto

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 7 min

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Roma 23 novembre 2004.

Quindici anni fa cadeva il regime comunista cecoslovacco.

Il silenzio dei mezzi di informazione italiani sulle vicende che hanno riguardato la fine del comunismo in questo paese è stato vergognoso.

Abbiamo voluto ricordare questo evento per capire quanto le vicende della Cecoslovacchia comunista hanno pesato sulla vita politica italiana.

Lo abbiamo voluto fare attraverso la testimonianza di Paolo Pietrosanti, radicale storico, che nei giorni della "Rivoluzione di velluto" si trovava a Praga, dove il Partito Radicale Transnazionale si batteva per la libertà di quel
paese.

Oltre a questa testimonianza, abbiamo raccolto il ricordo della triste esperienza praghese di Alessandro Curzi nell'emittente comunista clandestina in lingua italiana "Oggi in Italia".

Il viaggio nel regime comunista cecoslovacco prosegue con l'arresto della "Banda del Jazz" e con la storia di Jìri Pèlikàn, direttore della televisione cecoslovacca nella stagione della Primavera di Praga.

Servizio a cura di Lanfranco Palazzolo.

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  • Introduzione di Lanfranco Palazzolo

    0:00 Durata: 2 min 53 sec
  • Io, radicale a Praga. Intervista a Paolo Pietrosanti

    0:02 Durata: 35 min 21 sec
  • Io, comunista a Praga. Intervista ad Alessandro Curzi.

    Con l'ex direttore di "Liberazione" Alessandro Curzi abbiamo parlato della sua breve esperienza, negli anni '50, ad "Oggi in Italia", radio clandestina comunista che operava nella capitale cecoslovacca. La Radio nasce alla fine degli anni '50. La radio "Oggi in Italia" nasce con l'arrivo in Cecoslovacchia di Francesco Moranino. Questo personaggio era autore di una serie di delitti nel secondo dopoguerra. Nonostante questo curriculum, Moranino era diventato sottosegretario alla Difesa nel Governo De Gasperi (1947) quando il Pci faceva ancora parte del Governo. Dopo il 18 aprile del 1948, la posizione di Moranino era diventata insostenibile. Quando, finalmente, furono aperti i processi contro di lui, fu costretto a fuggire. Arrivo in Cecoslovacchia, nella colonia degli italiani seguaci del Pci. Nel periodo del suo arrivo nacque "Oggi in Italia", gli studi della radio si trovavano in via Vinohradska. All'ultimo piano del palazzo vi erano gli studi di Radio Praga, nello scantinato quelli di "Oggi in Italia". Gli orari delle trasmissioni di "Oggi in Italia" erano di sera; quelle di Radio Praga la mattina. Alle due redazioni era proibito di incontrarsi. I redattori erano costretti a partecipare a corsi di indottrinamento politico e di addestramento militare. Negli anni '70 giunsero in quel palazzo anche i brigatisti rossi, Franceschini ad esempio. Giangiacomo Fletrinelli vi portò uno della banda XXII ottobre, di Genova, ricercato dalla polizia per un attentato alle poste di Genova. Ecco come Alessandro Curzi racconta quella storia.
    0:38 Durata: 14 min
  • "La banda del Jazz" di Vito Accardo

    Nel marzo del 1988 il regime comunista cecoslovacco arresta e condanna 7 musicisti Jazz perchè considerava questa forma di arte come "un'attività economica non autorizzata". Il Partito Comunista Italiano tace e i radicali protestano con l'ambasciata cecoslovacca a Roma.
    0:52 Durata: 22 min 36 sec
  • Jìri Pélikàn, "Io esule indigesto"

    Pèlikàn era approdato in Italia sperando che il Pci desse seguito alla condanna dell'invasione sovietica espressa nel 1968. Ma si accorse presto che i legami di Botteghe Oscure con Mosca restavano forti. Nel suo libro, "Io esule indigesto", sono raccolte in appendice le lettere inviate ai dirigenti comunisti italiani e rimaste senza risposta. Rievocando quei fatti, non c'era in lui spirito di rivalsa: comprendeva le ragioni dei ritardi del Pci e ne riconosceva i progressi, ma non poteva fare a meno di constatarne l'insufficienza. In fondo il dilemma posto da Pelikan era semplice: non si può stare al tempo stesso con Dubcek e con Brezhnev, con chi si batte per la democrazia e con chi la soffoca, con la vittima e con il suo aguzzino. E se il socialismo vero è inseparabile dalla libertà, allora è incompatibile con il dispotismo burocratico di marca sovietica. Concetti elementari, che pure si é cercato per anni di annebbiare con innumerevoli fumisterie sull'Unità nella diversità", sui "tratti illiberali" dell'Urss, sulla "terza via" e chi più ne ha più ne metta.
    1:14 Durata: 52 min 54 sec