24 NOV 2004

Il Pdci in Siria e Libano

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Roma, 24 novembre 2004 - Nell'ambito degli incontri con le forze politiche libanesi, tra cui il partito comunista libanese, lo scorso 20 novembre il segretario del Pdci Oliviero Diliberto ha incontrato il segretario del partito Hezbollah, Sceik Nasrallah.

Un'incontro che ha sollevato più di una polemica.

Ma quasi tutto il mondo politico, tranne qualche lodevole eccezione, ha scelto di non intervenire.

Matteo Mecacci della Direzione di Radicali italiani ha criticato questi colloqui: "E' forse utile ricordare che il partito Hezbollah è un partito islamista (il "Partito di Dio"...) che cerca di
instaurare in Libano uno Stato fondamentalista ispirato al modello iraniano, e il cui scopo dichiarato é la distruzione dello Stato di Israele".

Bastava leggere i quotidiani siriani di martedì scorso per capire in quale considerazione si tenga la politica del Pdci.

Gli organi di informazione di quel paese, che controlla anche il Libano, hanno parlato di un accordo di collaborazione con il Pdci che "risponde alle reciproche aspirazioni di rafforzare i rapporti di cooperazione tra Siria ed Italia": questo è stato il giudizio del quotidiano siriano ufficiale Tishreen che ha commentato il documento siglato da una rappresentanza del partito di governo Baath ed una delegazione di Comunisti Italiani, guidata da il segretario generale Oliviero Diliberto.

Nell'incontro fra il vice segretario generale del Baath Abdallah al-Ahmar e Diliberto é emersa - secondo il giornale - una identità di vedute sulla necessità di rafforzare i rapporti tra i due partiti.

Un altro quotidiano Al Thawra, ha sottolineato invece come nell'incontro sia stata riaffermata l'importanza del dialogo, del coordinamento e della cooperazione per giungere ad una pace giusta nella regione.

Diliberto - continua il giornale - ha inoltre manifestato la solidarietà del suo partito per le questioni arabe irrisolte - come quella dell'occupazione del Golan, della Cisgiordania e del Libano - ed ha anche auspicato per l'Iraq un ritorno alla sovranità, senza interventi esterni, in una cornice di unità territoriale.

Questa è la seconda visita in Siria dei Comunisti Italiani nel corso di quest'anno.

Nel mese di settembre, una delegazione del partito era stata accolta calorosamente dalla dirigenza del Baath, dal presidente del Parlamento e da alcuni ministri siriani.

Il quotidiano Baath ricorda come i rapporti tra i due partiti siano "radicati e di vecchia data".

Per capire se l'incontro di Diliberto è stato un errore, Radio Radicale ha ascoltato le opinioni di Umberto Ranieri, Vicepresidente della Commissione esteri della Camera e di Massimo Introvigne, studioso di nuove religioni che ci ha spiegato la realtà del "Partito di Dio".

A cura di Lanfranco Palazzolo.

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  • Introduzione

    0:00 Durata: 2 min 51 sec
  • Umberto Ranieri, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

    Intervista di Alessio Falconio. Ranieri parla di "scelta sbagliata" da parte di Diliberto.
    0:02 Durata: 1 min 56 sec
  • "La sinistra contro l'incubo del terrorismo"

    0:04 Durata: 26 sec
  • intervista a Massimo Introvigne di Lanfranco Palazzolo.

    Di ritorno da Dallas, dove ha partecipato ad una conferenza dell'<em>American accademy of religions</em>, lo studioso descrive gli Hezbollah come un organizzazione terroristica che "entra nel gioco politico" in Libano.
    0:05 Durata: 2 min 6 sec
  • Una strategia decisa a Teheran

    I lanci di razzi contro israele dello scorso mese. Gli Hezbollah sono cambiati? Per Introvigne, l'organizzazione "non ha abbandonato il terrorismo". I referenti religiosi in Iran sono "i peggiori".
    0:07 Durata: 2 min 13 sec
  • Diliberto ha commesso un errore?

    Il segretario del Pdci ha legittimato una forza politica che cerca appoggi. Il caso dei "Fratelli mussulmani" in Giordania. Introvigne pensa che "queste legittimazioni non andrebbero concesse".
    0:09 Durata: 1 min 2 sec
  • Il rapporto tra Hezbollah (Sciiti) e palestinesi (sunniti)

    Lo strano gioco degli Hezbollah che utilizzano i palestinesi come "carne da cannone". Si legge nel rapporto di Amnesty international del 2002 a pagina 343: "Le migliaia di rifugiati palestinesi che vivono nei campi in Libano hanno continuato a subire una discriminazione sistematica. essi sono stati a rischio di arresti arbitrari, hanno subito restrizioni alla loro libertà di movimento ed è stato loro impedito l'accesso a decine di professioni".
    0:10 Durata: 1 min 23 sec