06 OTT 2005

L'Azzardo del 1915: intervista a G. E. Rusconi

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 51 min 49 sec

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Roma 6 ottobre 2005 - La decisione del governo italiano di entrare in guerra contro l'Austria nel maggio 1915 è stata un azzardo, sul piano politico-diplomatico e sul piano militare: le motivazioni ideali irredentistiche (Trento e Trieste) avevano un ruolo secondario rispetto alla prospettiva di conquistare per l'Italia lo status di "grande potenza" regionale adriatico-balcanica, approfittando del conflitto europeo scoppiato nell'agosto 1914.

A questa seduzione il governo sacrifica la trentennale Triplice Alleanza con la Germania e l'Austria, inizia una ambigua negoziazione per una
neutralità compensata da ampi risarcimenti territoriali, per poi affrontare la sfida militare con risorse insufficienti e con una strategia inadeguata.

Gli enormi sacrifici inflitti ai soldati e alla popolazione civile avrebbero contribuito a fare della Grande Guerra un evento di straordinaria importanza per l'identità nazionale, ma ciò non impedisce di giudicare severamente le modalità, le motivazioni, gli obiettivi della decisione del 1915 e soprattutto l'ambiguità con cui il parlamento italiano portò l'Italia alla rovina.

Come mostra il volume scritto da G.

E.

Rusconi (L'azzardo del 1915, come l'Italia decide la sua guerra, Il Mulino 2005) non è un gioco intellettuale chiederci quali fossero le alternative.

In fondo i dilemmi geopolitici, i limiti strategico-militari, le incertezze nelle alleanze internazionali dell'Italia del 1915 sono le costanti di molta storia del nostro paese.

L'autore, Gian Enrico Rusconi, insegna Scienza politica nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino.

Con il Mulino ha tra l'altro pubblicato "Rischio 1914" (1987), "Se cessiamo di essere una nazione" (1993), "Resistenza e postfascismo" (1995), "Patria e repubblica" (1997).

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