16 GEN 2002

FI: Intervista Filodiretto con Enrico La Loggia, ministro per gli Affari regionali

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La Loggia ritiene che la legislatura vada completata con questa maggioranza e con Berlusconi Presidente del Consiglio, anche in caso di una sua condanna al processo Sme-AriostoRoma, 16 gennaio 2002 - Intervista Filodiretto del ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia a Radio Radicale, a cura di Roberto Iezzi.Solo 'fantapolitica' il patto segreto sulla giustizia anticipato su 'la Repubblica'L'intervista ha preso avvio dall'ipotesi di un 'patto segreto' sulla giustizia riportata oggi dal quotidiano 'La Repubblica', secondo cui, in cambio di uno stop ai processi contro Berlusconi, egli si impegnava a sostituire il ministro della Giustizia Castelli.

"E' fantapolitica" ha commentato a 'Radio Radicale' il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia.Degna di attenzione la proposta di VerdeLa Loggia ha invece giudicato "degna di attenzione" la proposta di reintroduzione dell'autoriazzazione a procedere formulata dal vice presidente del Csm Giovanni Verde."E' ovvio - ha spiegato - che nessuno sia sopra la legge e che non ci sono cittadini di serie A o di serie B, il problema non è di tutelare il singolo parlamentare, ma l'integrità del Parlamento in quanto organo che esprime la volontà popolare"."Si possono perseguire tutti cittadini se sono realmente colpevoli, - ha chiarito - ma quando questo comporta la possibilità di un cambio di governo e di maggioranza e la violazione della volontà dei cittadini con accuse palesemente infondate per arrivare ad una sentenza e come dice D'Alema alle dimissioni, allora no, non ci stiamo".Ricordiamoci che già nel '94 riuscirono a violare la democrazia su accuse infondate"Nessuno è al di sopra della legge, - ha concluso il ministro - ma neanche i magistrati.

Non tutti i processi sono uguali.

Nel '94 ci hanno già provato e ci sono riusciti.

Ci vogliono riprovare come allora, per poi ammettere, come hanno dovuto fare anni dopo, che erano accuse infondate, ma intanto fu violata la democrazia".Berlusconi non dovrà dimettersi, anche se condannatoLa Loggia ha poi ribadito che "una condanna del presidente del Consiglio, se è strumentale, per costringerlo a dimettersi, è un'interferenza del processo democratico e bisogna riconoscere che quello che succede al processo Sme a Milano non è normale: non si rispettano le sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione, le leggi del Parlamento e le disposizioni del ministro.

Si sta imbastendo un processo violando tutte le regole possibili e immaginabili dello stato di diritto"."Se Silvio Berlusconi dovesse essere condannato nel processo Sme, l'azione di governo dovrà continuare normalmente, senza bisogno di dimissioni del premier e di eventuali nuove elezioni, in cui non dubito che avremmo una vittoria schiacciante, ma mi permetto di mettere in dubbio che sia necessario questo passaggio"."Se, mi auguro mai, dovessimo essere di fronte ad una sentenza chiaramente strumentale, non suffragata da nulla, soltanto per ottenere quello scopo, per ristabilire le regole della democrazia e dello Stato di diritto la conseguenza dovrebbe essere non tener conto di quella sentenza e non si dovrebbe minimamente mettere in dubbio la legittimità della prosecuzione dell'azione di governo e del presidente del Consiglio, i nostri alleati ne sarebbero consapevoli".Un gesto nobile l'iniziativa di Ciampi con le parti socialiRiguardo l'iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ha convocato le parti sociali al Quirinale rilanciando il metodo della concertazione sul lavoro, ha osservato come "l' iniziativa del Capo dello Stato è un gesto nobile.

Sulla concertazione Ciampi si comporta da cittadino di buon senso.

Sta cercando di parlare con gli interlocutori per invitarli, come giusto faccia come capo dello Stato ma anche come buon padre di famiglia, a non litigare troppo"."Non mi pare - ha aggiunto - che un gesto alto e nobile possa essere oggetto di critica.

In altre occasioni altri presidenti hanno fatto qualcosa di più che è stato oggetto di critica, ma in questo caso credo che occorra ringraziarlo".I ministri tecnici stanno lavorando benissimoIl ministro, pur non escludendo che in futuro ci possano essere ipotesi di rimpasto, "per riequilibrare le competenze tra i ministri dopo i trasferimenti di poteri tra Stato e Regioni avvenuto con la riforma federale", ha assicurato che non è in corso "nessuna caccia grossa ai ministri tecnici, mi pare una delle solite leggende metropolitane.

I tecnici stanno lavorando benissimo, con eccelenti risultati e con l'apprezzamento unanime di tutti noi"."Comunque - ha fatto notare - è competenza specifica, esclusiva, del capo del governo fare questa valutazione, lasciamo che la faccia con tutta calma e serenità".Nomina del nuovo Cda RaiLa Loggia non è apparso preoccupato dalla nomina dei nuovi vertici Rai, che "è compito dei presidenti della Camere ai quali va lasciata la valutazione con tutto l'equilibrio che hanno già dimostrato".La questione del conflitto d'interessiIl ministro inoltre, ha respinto le accuse di chi vede un totale controllo delle televisioni da parte di Berlusconi: "Non ha nessun fondamento l'accusa che dopo la nomina del nuovo Cda della Rai Berlusconi controllerebbe tutte le televisioni: non si può dire che la Rai sia stata tenera nei nostri confronti durante la campagna elettorale e che nelle altri televisioni ci sia un appiattimento nei confronti della maggioranza".Per quanto riguarda il disegno di legge sul conflitto di interessi, ha osservato che sarebbe positivo arrivare a una definizione concreta del testo in commissione: "Noi abbiamo un buon testo che dà garanzie per intero che il controllo sia tale, mentre il centrosinistra l'ha tenuto tre anni nel cassetto"."Quando erano in maggioranza loro - ha polemizzato - non hanno risolto il problema, ma lo hanno risollevato in campagna elettorale solo per fare polemica.

Noi vogliamo risolvere il problema e i cittadini possono stare tranquilli che lo faremo, spero anche con i voti dell' opposizione.

Non facciamo proposte blindate, se ci sono suggerimenti che non stravolgono l'impianto, ben vengano".Il caso BrambillaIn particolare sul caso Brambilla, La Loggia ha sottolineato come il provvedimento di Castelli applichi semplicemente la legge, che rende incompatibile per un magistrato svolgere contemporaneamente funzioni di giudice di sorveglianza e di giudice in un processo, e ha poi ricordato che il principio della gerarchia delle fonti impone che la circolare del Csm non possa essere sovraordinata a una legge.Le invettive di BorrelliQuanto alla presa di posizione di Francesco Saverio Borrelli, la Loggia ha spiegato di non voler "attizzare nuove polemiche".

"Ha fatto invettive fuori luogo", mentre hanno suscitato "qualche sconcerto le manifestazioni sindacali come quella delle toghe".

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