21 GEN 2002

Lezioni Sala Zuccari: Giovanni Agnelli, "Tra secondo e terzo millennio: Gli scenari della globalizzazione"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 33 min

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Registrazione video di "Lezioni Sala Zuccari: Giovanni Agnelli, "Tra secondo e terzo millennio: Gli scenari della globalizzazione"", registrato lunedì 21 gennaio 2002 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 1 ora e 33 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione di Marcello Pera

    <br>Indice
    0:00 Durata: 6 min 10 sec
  • Edizione completa

    <strong>Agnelli a sorpresa dà credito alla politica economica ed estera del governo Berlusconi e parla di globalizzazione come opportunità di sviluppo per i paesi poveri</strong><p><p>Roma, 21 gennaio 2002 - Protagonisti d'eccezione per l'inaugurazione del ciclo di lezioni organizzate dal Senato, nella Sala Zuccari.<br>A introdurre è infatti il Presidente del Senato, Marcello Pera, a svolgere la conferenza è il presidente onorario della Fiat, Giovanni Agnelli con una lezione dal titolo "Tra secondo e terzo millennio: Gli scenari della globalizzazione".<br>Erano presenti in platea, fra gli altri, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, quello del Senato, Marcello Pera, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, oltre a Rita Levi Montalcini, Giulio Andreotti, Paolo Fresco, Antonio D'Amato, Mario Draghi.<p>Dunque, il senatore a vita, massima espressione del capitalismo italiano parla di globalizzazione, degli scenari internazionali, ma - com'era inevitabile - anche di politica interna, pronunciando a sorpresa un giudizio positivo sul governo Berlusconi.<p><strong>Agnelli promuove la politica economica del governo</strong><p>"La politica economica del Governo in questi primi 7 mesi - ha detto l'Avvocato - è su un giusto indirizzo. La finanziaria è stata fatta bene, la Tremonti bis è utile, le analisi e le decisioni su lavoro e fisco vanno nella giusta direzione".<p><strong>In Europa, Italia ago della bilancia</strong><p>"Il Governo - ha spiegato - ha messo a frutto l'opportunità di un ampio mandato elettorale a governare per l'intera legislatura. Questa opportunità - ha aggiunto - dovrà essere utilizzata anche in riferimento all'Europa, dove l'Italia può diventare ago della bilancia, tra due posizioni, l'una per una sempre maggiore unificazione politica, l'altra per la salvaguardia dell'autonomia degli Stati".<p>Dunque, sorprendendo un po' tutti, l'avvocato Agnelli è passato in poco tempo dal definire l'Italia il Paese dei "fichi d'India", a parlare di un paese che "può diventare ago della bilancia in Europa", e che può riuscirci proprio grazie a quella politica estera, di cui si è fatto interprete lo stesso presidente del Consiglio, che aveva suscitato le critiche del senatore a vita dopo le dimissioni di Ruggiero.<p>Infatti, dopo le polemiche dei giorni scorsi, il presidente d'onore della Fiat ha scelto la sala Zuccari del Senato, gremita di personalità, per dare ampio credito alla politica del Governo, sia sul fronte economico interno sia su quello estero.<p>"Assumendo l'incarico di ministro degli Esteri, - ha chiarito - il presidente del Consiglio si è preso un impegno personale e forte in direzione dell'Europa, l'Italia deve rimanere ben consapevole che non può fare a meno dell'Europa".<p><strong>In sintonia con Berlusconi</strong><p>L'avvocato poi è sembrato in sintonia con Berlusconi e riferirsi alle polemiche del caso Ruggiero, quando ha ammonito: "Troppo spesso in Italia il chiasso delle dispute sembra lasciare in secondo piano l'interesse comune e l'immagine del paese".<p>Agnelli ha riconosciuto l'esistenza, nel processo d'integrazione politica europea, "di una forte dialettica sul modo di raggiungere tale obiettivo e sulle molteplici opzioni di assetti politico-istituzionali futuri".<p><strong>Lo scontro sull'articolo 18</strong><p>Agnelli si è soffermato anche sulla politica sociale e sullo scontro in atto Governo-sindacati. "Non si deve cercare - ha commentato - un casus belli sulla questione della concertazione e dell'art.18, che, non va drammatizzato né demonizzato, poiché non si tratta di libertà selvaggia di licenziamento, e non bisogna fare una tempesta in una tazza di tè". Quanto alla concertazione ha riconosciuto che "è stata utilissima, è necessario riprendere il dialogo e trovare punti di accordo".<p><strong>L'immigrazione va gestita, non impedita</strong><p>Il senatore a vita non chiude poi all'immigrazione: "La solidarietà è doverosa, ma la questione - ha precisato - non può essere affrontata con l'apertura indiscriminata delle frontiere o la loro chiusura ermetica. La naturale predisposizione alla mobilità delle persone alla ricerca di lavoro e di benessere va gestita e non impedita".<p><strong>La globalizzazione, opportunità per i paesi in via di sviluppo</strong><p>Parlando di globalizzazione, l'avvocato Agnelli l'ha paragonata a quella "spinta, desiderio, ambizione, curiosità che è stata di ogni civiltà". Della dinamica globalizzatrice ha sottolineato "il rigetto della logica di conquista per una logica di cooperazione, che ammette leadership ma non egemonie".<p>"'Dove passano le merci non passano i soldati', - ha evidenziato - su questo principio sono state fondate le nuove istituzioni economiche internazionali degli accordi di Bretton Woods nel 1944".<p>Il presidente onorario della Fiat ha ricordato come "con l'incremento del commercio internazionale, negli ultimi 50 anni il reddito mondiale è aumentato di dieci volte (mentre solo di quattro volte nella prima metà '900), e l'incremento di reddito ha interessato un numero crescente di paesi, secondo la Banca mondiale il numero di poveri nel mondo è diminuito del 20% nei soli ultimi dieci anni".<p>La globalizzazione secondo Agnelli va quindi vista come "opportunità per i paesi dell'est-asiatico, dell'est-Europa, del sud-america, di entrare in una fase di espansione economica".<p>Ha infine commentato con favore la decisione dei paesi ricchi di rendersi "disponibili ad abbassare le barriere protezionistiche, specie in agricoltura e nel tessile, che costano di più ai paesi poveri di quanto ricevono in aiuti internazionali".
    0:00 Durata: 46 min 32 sec
  • Giovanni Agnelli

    0:06 Durata: 38 min 25 sec
  • Il Presidente Pera conclude

    0:44 Durata: 1 min 57 sec