29 GEN 2002

Giustizia: Inaugurazione dell'Anno giudiziario del Consiglio Nazionale Forense (con Castelli)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 45 min 36 sec

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L'invito del Papa agli avvocati sul divorzio è irricevibile.

Castelli esorta al dialogoRoma, 29 gennaio 2002 - Documento audiovideo dell'Inaugurazione dell'Anno giudiziario del Consiglio nazionale forense svoltasi al Ministero di Giustizia con gli interventi del ministro Guardasigilli Roberto Castelli e il presidente del Cnf Emilio Nicola Buccico.Invito al dialogo per cambiare e migliorareNel corso del suo intervento il ministro Castelli ha formulato un invito alla collaborazione e al dialogo per "cambiare e migliorare" ad avvocati e magistrati: "Io credo che oggi siamo tutti impegnati in una
grande sfida.

Vi chiedo infatti di credere, come io fermamente credo, nella possibilità di cambiare e migliorare.

Io sono già pronto".Castelli, nel sostenere che la stagione del confronto sui grandi temi delle riforme si è appena aperta, ha invitato a "fare un salto in avanti", auspicando da parte di tutti "un approccio veramente laico ai vari problemi e scevro da contaminazioni ideologiche anche se ovviamente sempre caratterizzato da una visione socialmente sensibile ai vari problemi"."L'obiettivo - ha sottolineato - è la realizzazione della giustizia minima che sta a cuore ai tanti signor Rossi che in questo Paese hanno sete di verità, e di un accertamento che sia rapido ed efficace".L'Avvocatura cerniera tra realtà giudiziaria e società civileCastelli ha poi sottolineato "il ruolo fondamentale e laico dell'Avvocatura, vero campanello del reale sentire della società: in un difficile momento - ha spiegato - nel quale la conflittualità della società italiana si trasfonde a volte con veemenza e lotte strumentali nel delicato settore della giustizia, la funzione dell'avvocatura è senza dubbio quella di principale cerniera fra la realtà giudiziaria e la società civile".L'invito del Papa sul divorzio è irricevibileNel suo discorso Emilio Nicola Buccico ha trattato un tema di stringente attualità in questi giorni: l'invito che il Papa Giovanni Paolo II ha rivolto agli avvocati affinché non assistano i clienti in cause di divorzio."L'invito del Papa - ha rilevato - a fare obiezione di coscienza sul divorzio è irricevibile, perché tradiremmo la legge e il diritto e, come ben sanno gli studiosi di Kant, 'il diritto è libertà: l'avvocato, - ha poi osservato - senza avere pubblica veste, senza essere magistrato, è strettamente interessato all'osservanza delle leggi"."Si tratta - ha ricordato il presidente del Cnf - delle antiche parole di Zanardelli che ancora oggi ci convincono della necessità di assistere e difendere i cittadini che a noi si rivolgono per conseguire i diritti previsti dalle leggi.

E' una linea dalla quale non si può decampare: e saremmo vicini al male se disertassimo le leggi".Il partito degli avvocati non esisteBuccico ha poi sottolineato con forza che "il partito degli avvocati non esiste e bisogna far zittire gli estremisti dell'eccesso per riavviare il dialogo sull'efficienza della giustizia".In particolare si è detto in disaccordo sulla presunta incompatibilità tra l'esercizio della professione forense ed il mandato parlamentare "sostenuta da parte di un importante uomo politico di già elevato livello istituzionale (l'ex presidente della Camera Luciano Violante, ndr)"."L' esasperazione polemica può essere infinita.

Chi è al corrente - ha aggiunto - di casi specifici e di incompatibilità effettive, le denunci: non si possono scrivere regole con il sospetto ovvero il pregiudizio dell'antagonismo politico".Interferenze e invasioni tra poteri dello StatoIn conclusione, secondo Buccico, "interferenze ed invasioni tra poteri dello Stato sono da temere come l'inizio dello sgretolamento democratico.

Le esigenze di giustizia impongono che i processi si celebrino il più velocamente possibile nei limiti della costituzionalizzata durata ragionevole.

I giudici debbono interpretare ed applicare le leggi e rendere effettive ed efficaci le decisioni nell'ossequio ai principi di terzietà, autonomia ed imparzialità.

Quanto agli avvocati, questi debbono esercitare l'attività di difesa nel rispetto della doppia fedeltà, alle leggi dell'ordinamento e al mandato fiduciario".

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  • Emilio Nicola Buccico, presidente Consiglio Nazionale Forense

    <br>Indice degli interventi
    0:00 Durata: 35 min 35 sec
  • Roberto Castelli, ministro Giustizia

    0:35 Durata: 10 min 1 sec