08 FEB 2002

DS: Convegno dell'associazione 'Libertà Eguale' su "Giustizia, le scelte non fatte. Riformismo e garanzie"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 6 min
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Sul tema giustizia, Morando chiede al Centrosinistra una strategia riformista e D'Amico si associa, invocando un maggiore coraggio riformatore, "per distinguere le ragioni dei cittadini da quelle di Berlusconi".Firenze, 8 febbraio 2002 - Documento audiovideo del Convegno organizzato dall'associazione "Libertà Eguale" sul tema "Giustizia, le scelte non fatte.

Riformismo e garanzie".

Sono intervenuti il senatore Ds Enrico Morando, il senatore della Margherita Natale D'Amico, l'ex magistrato e senatore dello Sdi Ferdinando Imposimato, l'avvocato Giovanni Pellegrino, ex presidente Ds della
commissione stragi.Alla ricerca di un nuovo equilibrio tra i poteriNell'affrontare il tema giustizia, Morando ha esordito ripercorrendo la storia di Mani Pulite: "La corruzione non inizia nei primi anni '90, ma da quegli anni, con la caduta del muro, venuto meno il comunismo, viene meno la funzione anticomunista della classe di governo, diviene più vulnerabile, e la corruzione può essere combattuta"."La politica - ha spiegato - è stata debole nel ridisegnare i rapporti tra i poteri, incapace di autoinnovarsi: nell'equilibrio dei poteri non ci sono vuoti e i poteri di controllo, sollecitati da una precisa domanda della società, hanno supplito al ruolo della politica".Né con Castelli, né con Borrelli, ci vuole una strategia di riformeSecondo il leader dell'ala 'liberal' dei Ds, è necessaria una "strategia di riforme per un nuovo equilibrio tra i poteri, altrimenti, se l'alternativa è scegliere tra Borrelli e Castelli, lo spazio per i riformisti è 0".Il Centrodestra - ha chiarito - vuole la rivincita della vecchia politica sui poteri di controllo.

Non è normale - ha denunciato - che il Capo del governo usi la sua maggioranza per difendersi nei processi".Tuttavia, ha fatto notare Morando, "il 'servizio giustizia' è inadeguato e il cittadino se la prende con l'operatore, il magistrato, e si identifica con Berlusconi che accusa la magistratura.

L'iniziativa riformista deve separare le ragioni di Berlusconi da quelle dei cittadini".L'obbligatorietà dell'azione penale: il problema della priorità dei reati da perseguireL'esponente Ds ha fatto l'esempio pratico dell'obbligatorietà dell'azione penale per ribadire l'esigenza di una strategia riformista: "Non tutte le notizie di reato possono essre perseguite - ha ammesso - c'è un problema di scelta, di priorità, chi e come sceglie? La CdL propone il Parlamento, la politica, ed è inaccettabile, ma noi non abbiamo saputo avanzare una nostra proposta".Morando riconosce alla magistratura il compito di stabilire tali priorità, ma, propone, "in modo trasparente, la definizione delle priorità sia oggetto del discorso pubblico, c'è autonomia della magistratura, ma non insindacabilità nel dibattito pubblico, la collettività deve poter giudicare".Riguardo la riforma dei componenti del Csm, Morando ha ammessso che "in generale un qualche depotenziamento del conflitto fra le diverse componenti della magistratura sarebbe assolutamente utile e auspicabile.

La soluzione che sta proponendo il governo non mi sembra del tutto convincente sotto questo profilo e in generale penso che le soluzioni prospettate dalla tanta vituperata Bicamerale erano assai più ragionevoli e forse anche per questo Berlusconi ha sottratto il suo consenso a quelle soluzioni".Rompere lo spirito di corpo dei magistratiNel suo intervento Natale D'Amico si è spinto ancor più in là nell'invocare per il Centrosinistra una strategia riformista: "Ritengo giusta e auspicabile una misurazione della produttività della magistratura.

Non ci dev'essere, bisogna rompere lo spirito di corpo dei magistrati, altrimenti il cittadino può dubitare circa la terzietà dei giudici."Il Centrosinistra - ha aggiunto - deve elaborare una sua posizione sulla giustizia, formulando interrogativi più radicali, senza arroccarsi sulla conservazione dell'esistente".Introdurre le giurie popolari ed eliminare l'appello dell'accusaPer esempio, ha spiegato, "di sinistra, radicale, dalla parte delle garanzie dei cittadini", sarebbe eliminare "l'appello dell'accusa", o preferire che le condanne si basino sul principio delle prove di colpevolezza al di là del ragionevole dubbio, invece che sul libero convincimento del giudice, che ho guardato sempre con sospetto, penso al meccanismo delle giurie popolari"."Serve insomma - ha concluso D'Amico - un maggiore coraggio riformatore del Cenrosinistra, anche perché dubito della volontà riformatrice del Centrodestra".Critiche alla riforma dei componenti del Csm proposta dalla CdLSi è detto contrario alla riforma del Csm Ferdinando Imposimato: "La riforma del Csm mi preoccupa molto perché credo sia un modo per aggirare l'ostacolo, forse per ridurre l'indipendenza della magistratura.

Occorre una maggiore rappresentanza dei giudici rispetto ai pubblici ministeri all'interno del Csm"."Ma - ha spiegato - la loro minor presenza dei magistrati rispetto ai membri laici, potrebbe non permettere al Csm di difendere l'indipendenza della magistratura così come possono fare adesso all'interno del Consiglio superiore.

Quindi io sono assolutamente contrario a questo tipo di riforma".Piuttosto critico a questo proposito anche Pellegrino: "Non si capiscono le ragioni e la direzione della riforma, personalmente penso che distinguere all'interno del Csm una rappresentanza dei pm e della magistratura giudicante non sia un fatto scandaloso da contrastare.

In fondo era la soluzione a cui eravamo giunti in Bicamerale.

Tuttavia l'impressione complessiva è che, mentre in Bicamerale tendevamo ad un controllo di legalità più equilibrato ma insieme più efficiente, l'insieme delle riforme auspicate dal Polo non abbiano altrettanto a cura l'efficienza del controllo e tendano nel loro insieme a creare spazi di esenzione dal controllo e questo non è condivisibile".

leggi tutto

riduci