17 FEB 2002

'Mani pulite': Dibattito per il decennale, "Dal golpe mediatico-giudiziario alla Repubblica delle garanzie"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 28 min

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Arturo Diaconale promuove un dibattito che propone un'analisi critica delle inchieste sulla corruzione politica condotte agli inizi degli anni '90.

Capezzone illustra il punto di vista radicale.Roma, 17 febbraio 2002 - All'Hotel Quirinale si è svolta, in occasione del decennale dell'inizio della stagione giudiziaria definita 'Mani pulite', una Tavola rotonda dal titolo "Dal golpe mediatico-giudiziario alla Repubblica delle garanzie", organizzata da 'l'Opinione delle libertà' e 'Vox Populi'.Al centro del dibattito tutti i temi che hanno infiammato, durante questi anni, le polemiche su
'Tangentopoli', come l'abuso della carcerazione preventiva, gli intenti politici della Procura di Milano, il coinvolgimento del PCI, il ruolo della stampa nel clima di quella stagione, e le proposte di riforma della giustizia maggiormente d'attualità, come la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, l'obbligatorietà dell'azione penale, la riforma del Csm.Il direttore de 'l'Opinione' Arturo Diaconale ha esordito ribadendo la propria convinzione che "Mani pulite rappresenta un golpe mediatico-giudiziario" ed ha invividuato tra i partecipanti al dibattito alcuni di coloro che furono tra i pochissimi a denunciarlo, già all'epoca dei fatti.Capezzone: la crisi della giustizia italianaTra i partecipanti, il segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone che ha anzitutto ricordato lo stato di crisi della giustizia italiana, rispetto al quale però "la magistratura non è criticabile perché è in lotta, e chi dissente o è mafioso o è tangentista, vuole 'abbassare la guardia'"."Ma - ha aggiunto Capezzone - il comportamento di Borrelli e un pugno di magistrati è equivalente ai 'pronunziamentos' degli uomini di Franco, sono comportamenti letteralmente eversivi e golpisti".Molta Sinistra condivide la cultura di 'Mani pulite'"Noi radicali impediremmo e potremmo impedire tutto questo", ha aggiunto il segretario dei Radicali italiani, che ha criticato molta parte della sinistra, "che condivide la cultura di Mani pulite", e "l'ipocrisia di Rutelli, che prima va da Santoro a strillare contro Berlusconi e Dell'Utri, poi, votando Cox al Parlamento europeo accetta Gargani, di Fi, collega di Dell'Utri, presidente della Commissione Affari giuridici".I limiti della maggioranza di centrodestraMa Capezzone non ha risparmiato dalle critiche la Casa delle Libertà: "L'attuale maggioranza risponde solo con gli avvocati deputati, mentre occorre un grande scontro liberale sulla giustizia, ma questa volontà non la vedo: sarebbero stati invece promessi aumenti e non la separazione delle carriere"."Nel maggio 2000 - ha ricordato - Berlusconi chiamò 'comunisti' i referendum radicali con cui potevamo sconfiggere Borrelli e i suoi su separazione delle carriere, Csm, e incarichi extragiudiziari"."Gli italiani chiedono riforme americane delle istituzioni, dell'economia e della giustizia a chi ha chiesto voti in nome di questa battaglia, ma che questa battaglia non sta facendo, e mi permetto io di chiedere, in nome del popolo delle libertà, 'se non ora, quando? se non così, come?'".Sulla giustizia, dunque, "occorre una riscrittura e non una operazione di cosmesi" ed a questo proposito il segretario dei Radicali italiani ha ricordato le 25 pdl d'iniziativa popolare proposte dai radicali tra le quali figurano le proposte concernenti l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, riduzione dei termini temporali della carcerazione preventiva, riforma del Csm.Il dibattito negato e lo sciopero della fame"Ma su questi temi viene negato qualunque dibattito ai cittadini ed entrerò da oggi a mezzanotte - ha annunciato - in sciopero della fame rispetto alla Commissione parlamentare di Vigilanza" per chiedere un'audizione urgente.

(Vai al servizio correlato)L'opinione degli italiani sui temi della giustiziaCapezzone, a conclusione del suo intervento, ha reso noti i dati di un sondaggio 'Datamedia' riguardante i temi della giusitiza:1) E' favorevole o no alla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti?Sì - 61,5% (il 58% degli elettori che si definiscono di centrosinistra)No - 16,5Non sa - 22%2) La separazione delle carriere garantirebbe maggiore neutralità giudizio?Sì - 66% (il 63,7% degli elettori che si definiscono di centrosinistra)No - 13,5%Non sa - 20,5%3) E' favorevole alla chiara responsabilità civile dei magistratiSì - 79,5% (il 86% degli elettori che si definiscono di centrosinistra)No - 7,5%Non sa - 13%4) E' favorevole o no a una riduzione temporale dei termini di detenzione preventiva?Sì - 52% (il 51,1% degli elettori che si definiscono di centrosinistra)No - 23%5) Ritiene opportuno modificare l'obbligatorietà dell'azione penale?Sì - 59% (il 63% degli elettori che si definiscono di centrosinistra)No - 11,5%Non sa - 29,5%.

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