04 MAR 2002

Rifondazione Comunista: Intervista Filodiretto con Fausto Bertinotti

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 48 min 47 sec

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Bertinotti spiega le ragioni dello 'sfondamento del berlusconismo', definisce 'aggressore' il governo Sharon, e propone un 'pacchetto referendario' che sia 'piattaforma programmatica per le opposizioni'Roma, 4 marzo 2002 - Documento audiovideo dell'intervista Filodiretto a cura di Roberto Iezzi, dalla postazione di Radio radicale alla Camera dei Deputati.

Oggi, l'incontro con il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti.

Molti i temi trattati oggi da Bertinotti in risposta alle domande di Iezzi.Lo "sfondamento del 'berlusconismo'"Innanzitutto ha tenuto a precisare le cause
"strutturali" del "tratto neo-autoritario" del governo in carica e dello "sfondamento del berlusconismo", che coniuga "liberismo e populismo": "Hanno contribuito il centrosinistra al governo - ha spiegato - con il logoramento degli istituti di democrazia, andando verso maggioritario, presidenzialismo e federalismo, con le liberalizzazioni e le privatizzazioni, e la competitività selvaggia".Ma Bertinotti è stato cauto col termine regime e ha invitato a non "personalizzare" la protesta "demonizzando" Berlusconi.

Ha preferito parlare di una "tendenza mondiale della globalizzazione capitalistica a inglobare e cancellare il valore del conflitto e del pluralismo, che sostituisce istituti di governo tecnocratici a quelli di tipo democratico, una tendenza che riduce gli spazi democratici".I 3 movimentiIl segretario di Rifondazione ha quindi ribadito la "totale identificazione" del suo partito "nel movimento 'No global', che critica radicalmente la globalizzazione capitalistica, con il rifiuto della guerra e delle politiche neo-liberiste".Riguardo i rapporti con gli altri movimenti, secondo Bertinotti il problema è "unificare movimento 'No global', movimento sociale, movimento 'Palavobis': li unisce l'apprezzamento per l'operato di 'Mani pulite', ma non il sostegno alla magistratura".Il 'pacchetto referendario' di BertinottiBertinotti ha poi lanciato la proposta di un vero e proprio "pacchetto referendario" in cui le opposizioni dovrebbero impegnarsi per difendere "lo Stato di diritto, con referendum contro le leggi sulle rogatorie, sul conflitto d'interesse, sul falso in bilancio, e i diritti dei lavoratori, con un referendum per l'estesione dell'articolo 18".A questo riguardo ha notato "l'avversione del Centrosinistra a mettere i contenuti alla base degli accordi, invece - ha detto - ci vorrebbe una piattaforma programmatica in cui le opposizioni possano convergere".Un salvacondotto per Berlusconi, ma incompatibilità tra proprietà e funzioni di governoSul conflitto di interessi, "l'idea della maggioranza - ha osservato - è quella di leggi variabili dipendenti dal profitto e dalla propria affermazione: la legge rappresenta un vulnus dell'assetto democratico.

Dipendesse da me - ha proposto - sarei favorevole a un salvacondotto a Berlusconi fino a fine legislatura, ma affrontando seriamente il rapporto proprietà-rappresentanza, con l'incompatibilità tra grande proprietà e funzioni di governo.Articolo 18 e CgilInterrogato da Iezzi sull'articolo 18, Bertinotti lo ha definito un "diritto senza il quale non è possibile nessuna costruzione contrattuale autonoma: già i rapporti di potere - ha osservato - sono sfavorevoli per i lavoratori, così ci sarebbe la possibilità di ricatto del licenziamento arbitrario".Bertinotti ha poi sottolineato "l'evoluzione della Cgil come soggetto politico, riscontrata nell'opposizione alla guerra e nella decisione di andare allo sciopero generale anche da sola".La giusta causa dei radicali e di CapezzoneAl segretario dei radicali italiani Daniele Capezzone, in sciopero della fame da 15 giorni, è andata la "solidarietà" del leader comunista, che ha riconosciuto la "giusta causa" delle sue richieste e si è augurato che "l'audizione di domani sia un'occasione per uno spazio di dibattito su questi temi".Sempre sulla Rai, Bertinotti ha evidenziato come il conflitto di interessi di Berlusconi rappresenti un "pericolo reale", ma ha anche puntato l'indice contro le "responsabilità della Rai del Centrosinistra per la scandalosa faziosità e l'oscuramento".L'aggressore è il governo di SharonInfine, il segretario di Rifondazione si è soffermato sulla crisi israelo-palestinese esprimendosi senza mezzi termini: "L'aggressore è il governo di Sharon, che ha intrapreso la strada avventuristica e sciagurata di delegittimare l'Anp".

La posizione di Rifondazione è "2 stati per 2 popoli", ma "la politica di Sharon è causa dell'aumento del terrorismo e - ha ricordato - i coloni occupano territori da sempre palestinesi".Sulla proposta radicale di entrata di Israele nell'Ue, Bertinotti ha fatto notare che "Israele rifiuta persino di accettare osservatori europei".

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