08 MAR 2002

PPI: VI Congresso, "I popolari per la Margherita" (I giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 1 min

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Invitando ad avere il 'coraggio di pensare al futuro', Castagnetti spinge il partito a confluire nella Margherita, 'un soggetto plurale, in cui si ritrovano le tradizioni cattolico-democratica e liberal-democratica'Roma, 8 marzo 2002 - Documento audiovideo della prima giornata del Congresso "I popolari per la Margherita", in cui il segretario Pierluigi Castagnetti ha svolto la sua relazione introduttiva illustrando il progetto di confluenza del Ppi nella Margherita.Il coraggio di pensare al futuro"A noi oggi è chiesto il coraggio di pensare al futuro, di pensare a cose nuove ed è questo lo spirito con cui facciamo questo passo, senza superficialità ma anche senza timidezza", con queste parole Castagnetti, al Palacongressi dell'Eur, ha sancito la scelta definita "molto importante", la sospensione delle attività del partito e la confluenza nella Margherita.Il segretario del Ppi nel suo intervento ha citato Aldo Moro: "Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell'avvenire.

Il domani non appartiene ai conservatori e ai tiranni; è degli innovatori attenti, seri, senza retorica"."Avremmo potuto contentarci - ha spiegato - di amministrare un lento e incolpevole declino del partito che i nostri padri fondarono in altri tempi, rassegnandoci alla logica inesorabile della storia, che cammina con i suoi ritmi e lungo i suoi percorsi; e invece abbiamo scelto di rifiutare un destino che molti amici, che ci hanno nel frattempo abbandonato, consideravano ineluttabile".Il passaggio al soggetto unico della Margherita"Sicuramente non è facile lasciare ciò che si è - ha ammesso - e ciò che si ha.

Ma se lo si fa per una prospettiva più grande, è anche gratificante.

Cos'altro dovremmo fare? Dovremmo tornare indietro? E dove? Sono sereno e sono convinto che la proposta che a nome del consiglio nazionale vi presento, di concorrere a dar vita al soggetto unico della Margherita, sia una proposta giusta, responsabile, obbligata e coerente con la nostra storia"."Il passaggio alla Margherita ha anche il significato di inventare forme partecipative nuove ad un nuovo soggetto politico, in cui i cattolici democratici si sentano a casa loro, e sentano di essere al passo con le trasformazioni sociali intervenute".'No' a un movimento politicoA chi, nel partito, propone di dar vita a un movimento politico dei popolari, Castagnetti ha risposto 'no' e ha rilanciato la proposta di trasformare il Ppi in associazione con finalità culturali: "Un movimento politico - ha spiegato - è un partito, e non si possono fare due partiti contemporaneamente".L'identità della MargheritaUna relazione tutto campo, quella del segretario, in cui attacca il governo Berlusconi, con un affondo a Bossi sull'Europa, parla della crisi della democrazia, affronta i temi del lavoro e dell'art.18, dei diritti dei consumatori e della società del benessere; del rapporto tra laicità e visione cattolica della politica.

Ma l'asse portante della relazione del segretario è l'identità della Margherita "un soggetto plurale, in cui si ritrovano le tradizioni cattolico-democratica e liberal-democratica; un soggetto federale, che nasce da una volontà che si manifesta primariamente a livello locale; un soggetto organizzato sul principio della democrazia interna"."La Margherita come soggetto politico unico - ha osservato - non può essere solo la somma delle formazioni che in essa confluiscono.

E' l'occasione per inserire nel paesaggio politico italiano un interlocutore credibile per quei ceti nuovi del Paese che si sentono parte dell'area riformista, che sentono che da questa crisi si può uscire solo con un'iniziativa insieme di modernità e di memoria, di ciò che dà anima e senso alla vita e alla politica".Partito unico dell'Ulivo fuori luogo e fuori tempoCastagnetti ha anche però sgombrato il campo dall'idea di partito unico mettendo l'accento sulla forte soggettività della Margherita all'interno dell'Ulivo: "Ogni discorso diverso, oggi, è fuori luogo e fuori tempo", ricordando che "la prospettiva dei Ds, confermata al congresso di Pesaro, di seguire una rotta collocata nella tradizione della socialdemocrazia europea, allontana in modo netto ogni prospettiva di unità ulivista definitiva"."Ma l'Ulivo - ha prospettato - comunque deve allargarsi e organizzarsi non rinunciando al progetto di un vero e proprio governo ombra, unica strada per risolvere definitivamente la questione della leadership della coalizione".Attacco al governo Berlusconi e ai centristi della CdLCastagnetti è passato poi all'attacco del governo "che osa profanare il nome di De Gasperi mentre persegue l'obiettivo riassumibile in 'meglio morire che veder nascere l'Europa delle sovranazionalità; meglio Bossi, cioè, che De Gasperi", accusa Berlusconi per il suo "goffo tentativo di coprire le volgarità dette da Bossi in questi giorni sull'Europa".Secondo il segretario dei popolari, questo è un governo "che tende a rendere inutile il Parlamento, manifestando insofferenza per l'opposizione, quotidianamente insultata dal premier in persona.

Con un Parlamento così cresce la voglia di piazza, il desiderio di ricercare altri luoghi di espressione dell'indignazione, ma sta a noi saper coniugare rappresentanza e partecipazione, Parlamento e piazza in una grande sintesi politica ed etica, senza mai scivolare in forme di assemblearismo e plebiscitarismo".Non è mancato, da parte del segretario del Ppi, un attacco ai centristi della CdL: "Là, dall'altra parte i 'vecchi maialoni democristiani', come li chiama Bossi, devono lottare tutti i giorni per difendere un'originalità di pensiero che non ha spazio perché l'ideologia dominante è l'ideologia clerico-laicista che pone gli affari e il denaro al centro della politica, è l'ideologia del capitalismo compassionevole che nulla condivide con la cultura antropocentrica della nostra tradizione"La serietà della Cisl sull'articolo 18Ma Castagnetti non ha rinunciato ad esprimersi sui temi al centro del dibattito politico, apprezzando "la modalità responsabile con cui la Cisl ha impostato il suo rapporto con il sistema politico e con il governo, la serietà con cui si è seduta al tavolo senza nulla concedere sull'art.18: alla sua fermezza e a quella di Cgil e Uil va il merito della clamorosa quanto inevitabile retromarcia del governo sulla questione".La propostaCastagnetti ha concluso ribadendo la sua proposta: "Deliberare in questo congresso la sospensione delle attività, una sospensione che terminerà il giorno in cui sarà compiutamente costituito il tessuto delle adesioni alla Margherita in modo da dare vita a un congresso in cui gli organi del nuovo soggetto vengano costituiti su una base elettiva democratica.

Quel giorno il Partito popolare si trasformerà in associazione con finalità culturali e formative".

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