14 MAR 2002

Articolo 18: Le reazioni del mondo politico alle deroghe approvate dal Governo

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Registrazione video di "Articolo 18: Le reazioni del mondo politico alle deroghe approvate dal Governo", registrato giovedì 14 marzo 2002 alle 00:00.

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Il leader della Cgil, Cofferati, ha affermato che il Governo si è presa la responsabilità "di produrre uno scontro sociale". Anche Pezzotta (Cisl) ha annunciato che proporrà alla sua confederazione lo sciopero generale. Per Angeletti (Uil), che prepara il 'work day' del 16 marzo, il Governo "ha scelto Confindustria" e la data dello sciopero unitario, forse a fine aprile, sarà decisa dalla segreteria unitaria.<p><strong>Per i figli stesse tutele dei padri</strong><p>"E' questo Governo che vuole togliere i diritti ai figli", ha replicato Sergio Cofferati a Silvio Berlusconi (che aveva parlato di "sciopero dei padri contro i figli"). "Noi vogliamo - ha detto Cofferati - che i figli abbiano le stesse tutele dei padri". Il segretario della Cgil, ha nuovamente parlato di "cancellazione di diritti fondamentali, di diritti che danno dignità alla persona e che riguarderanno in larga parte i giovani". <br>Si agisce contro i giovani - ha spiegato - togliendo loro diritti e prospettive serene: il sindacato si batte per l'esatto opposto noi vogliamo che i figli abbiano gli stessi diritti dei padri. Quindi - ha aggiunto - checché ne dica il presidente del Consiglio, questo Governo ai giovani prospetta un futuro di lavoro precario e senza diritti. Il sindacato invece si batte perché questi ragazzi abbiano una prospettiva positiva, con un'occupazione dignitosa, stabile, con i diritti della persona rispettati".<p>Occorre, ha detto "costruire consenso attorno a queste, e costringere il Governo a cambiare".<br>"Il sindacato - ha promesso Cofferati - ha tante risorse e le metterà in campo di volta in volta con scelte mirate, utili a generare il massimo del consenso e il massimo dell'effetto".<p><strong>L'opposizione annuncia battaglia in parlamento e al fianco dei sindacati</strong><p>Al coro di proteste, insieme a tutta l'opposizione, si uniscono anche Piero Fassino (Ds), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) e Oliviero Diliberto (PdCi), che promettono battaglia in parlamento e nelle piazze al fianco dei sindacati<p><strong>Capezzone: Adesso uno 'Statuto degli outsider'</strong><p>Invece il segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, ha invitato a "respingere e battere i veti e le prepotenze di Sergio Cofferati e a superare la difesa feticistica dello statuto dei lavoratori". Per Capezzone è necessario "un vero e proprio 'statuto degli outsider', cioè - ha spiegato - di tutti i non-garantiti dalle politiche regressive e antisociali difese da questo sindacato".<p>"Il successo della politica conservatrice della Cgil in materia di articolo 18, e, complessivamente, di mercato del lavoro e pensioni, - ha spiegato - avrebbe infatti l'unico effetto di colpire, insieme, non solo i diritti dei figli, ma anche e soprattutto quelli dei pensionati veri, e di tutti coloro che sono fuori dal fortino delle garanzie difeso da questo sindacato".<p><strong>Una proposta timida, ma almeno non un passo indietro</strong><p>Il segretario dei radicali ha giudicato la proposta governativa sul'art. 18 "fin troppo timida, ma almeno, è positivo il fatto che l'esecutivo non abbia fatto ulteriori passi indietro. Ora bisogna passare, e con decisione, al capitolo della previdenza, abolendo la vergogna italiana delle baby-pensioni".<p><strong>Finalmente si fanno le riforme</strong><p>Ancora maggiore la soddisfazione espressa dal leader di Confindustria, Antonio D'Amato: "Il dato positivo è che finalmente si fanno le riforme. Quello di oggi è solo l'inizio per dare più sviluppo e occupazione al paese che è il vero obiettivo".<p>"Il prezzo più alto dell'ipotizzato scontro sociale sarà pagato dai lavoratori - ha avvertito D'Amato - quei lavoratori che vanno in piazza facendo lo sciopero, perdendo il salario per una modifica che non li riguarda affatto. Questa modifica, viceversa, darà più opportunità per essere assunti a tutti coloro che continuano a essere fuori dalle fabbriche e dai posti di lavoro".<p><strong>Confrontarsi sui numeri non sugli slogan</strong><p>"Credo - ha proseguito D'Amato - che l'occupazione crescerà di molte centinaia di migliaia di unità" ed ha quindi criticato il sindacato che "ha finora remato contro le politiche delle riforme".<p>"Se si vuole evitare lo scontro sociale bisogna essere disponibili a sedersi attorno a un tavolo. Noi siamo da settimane in attesa che il sindacato si segga attorno a questo tavolo".<br>"Noi - ha concluso - non siamo interessati alle battaglie ideologiche né alla strumentalizzazione politica. Noi siamo interessati allo sviluppo, questo è la nostra missione, la nostra vita".