15 MAR 2002

UDeur: I Congresso nazionale (I giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 17 min

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Fedeli al Centrosinistra, ma 'no' alla fusione con la Margherita, per non rinunciare alla tradizione moderata dei cattolici democraticiFiuggi (Frosinone), 15 marzo 2002 - Documento audiovideo della prima giornata di lavori al I Congresso nazionale dell'UDeur di Clemente Mastella e Irene Pivetti.

Oltre ai saluti del sindaco di Fiuggi e del segretario regionale dell'UDeur del Lazio, la relazione introduttiva del segretario.'Parole di centro'"Siamo qui a celebrare un congresso che sancisce non lo scioglimento di un partito, ma la decisione di continuare ad esistere, ad impegnarci e a
lottare.

Siamo qui perché non abbiamo niente da archiviare, congelare, sospendere".

Con queste parole Clemente Mastella ha aperto il suo intervento dal titolo emblematico 'Parole di centro'.'No' alla margherita, ma 'sì' all'Ulivo"Non abbiamo aderito al diktat di rompere le righe per confluire nella Margherita - ha spiegato - che nel suo stesso nome dà l'idea di una impressionante genericità in ordine ad aspetti culturali e politici e a valori fondanti che sono il cuore di un nuovo partito"."Non sono io che faccio la guerra alla Margherita, ma la subisco.

Quello che state facendo è un suicidio e siccome sono cristiano non mi sento di partecipare".

Il leader del Campanile ha dunque tenuto a precisare le distanze dalla Margherita, confermando però di voler far parte del Centrosinistra: "Senza di noi ci sarebbe certo un nuovo Ulivo, ma non ci sarebbe un centrosinistra con formula possibilmente vincente"."Continuiamo a pensare - ha assicurato - che si possa stare nell'Ulivo, impegnarsi nella federazione a condizione di non subire né umiliazioni né pregiudizi, e mantenendo la nostra identità.

Confermiamo l'alleanza di centrosinistra, non la mettiamo in discussione.

Ma le alleanze non sono eterne.

Vivono se c'è intesa vera, se c'è rispetto reciproco, se è acquisita la pari dignità, se è forte la cultura della coalizione".La scelta è di "stare al centro, non ricercando alcuna ipotesi terzo-forzista.

Daremo il nostro contributo di moderazione su tutti quei temi che oggi impediscono il superamento della lunga, infinita, transizione italiana, e l'affermazione di una democrazia compiuta".La funzione dell'UdeurDunque, secondo Mastella, la funzione dell'Udeur nei confronti dell'Ulivo deve essere "uguale a quella esercitata dai partiti di La Malfa e Spadolini nei confronti della Dc" e se questa funzione non verrà riconosciuta, l'Udeur "ne prenderà atto, collocandosi comunque all'opposizione senza alcuna oscillazione di sorta, e facendo eventualmente da sola la sua opposizione di centro".'Centro', è questa la precisa autonomia politica prospettata ai congressisti: rappresentare l'"ala moderata" del Centrosinistra per un'opposizione "fortemente parlamentarizzata, che spinga al confronto", che non conduca alla "solitudine" dell'Ulivo.Combattere Berlusconi, non demonizzarloMastella ha poi indicato la strategia per l'opposizione: "Demonizzare Berlusconi è sbagliato, combatterlo politicamente è sensato.

E' una delle prime indicazioni strategiche censite in qualsiasi Bignami della politica".

Ma il segretario non ha risparmiato dure critiche al governo: "Spero per Berlusconi che le sue aziende funzionino meglio di come sta funzionando il paese in questo periodo".

"La deriva neoliberista del Centrodestra - ha detto riferendosi a Ccd e Cdu - rende sempre più evidenti i segnali di disagio dei moderati che hanno scelto il Centrodestra".Rifiuto della logica amico-nemicoMa Il leader del Campanile ha rivolto una severa critica anche alla Quercia proprio a proposito del modo con il quale conducono l'opposizione: "I Ds sembrano subire il richiamo della foresta e non riescono a sottrarsi alla tentazione del populismo, del girotondismo e del giustizialismo.

Non vorremmo che fosse scattata la nostalgia della cultura delle minoranza.

Stare all'opposizione - ha detto ancora Mastella - non vuole dire partire per la guerra.

Noi non vogliamo essere risucchiati dalla spirale dello scontro, non vogliamo entrare nella logica tribale dell'amico-nemico".Meglio Benigni che MorettiMastella ha chiarito la sua idea di opposizione commentando le ultime uscite di Moretti e Benigni: "Abbiamo assistito in questi giorni anche a troppe lodi inutili per le prediche di Moretti, mentre vari sono stati i riconoscimenti per l'ecumenismo satirico e lirico di Benigni.

Tra i tratti di moderazione espressi da Benigni, che pure ha deluso alcuni antichi estimatori politici e l'apocalittico Moretti, noi scegliamo come riferimento il regista e l'interprete de ' La vita è bella".

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