19 MAR 2002
intervista

Consulta: Reazioni all'annuncio di sciopero della sete di Pannella

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 10 min 26 sec

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Per Pellegrino, Cambursano, Castagnetti e Del Turco, "Pannella ha pienamente ragione", La Russa invita la sinistra a "cambiare impostazione al problema", mentre Giordano accusa "le destre" di non voler rispettare le normeRoma, 19 marzo 2002 - Alessio Falconio e Roberto Iezzi hanno intervistato, per Radio Radicale, esponenti della maggioranza e dell'opposizione sull'annuncio di sciopero della sete fatto dal leader radicale Marco Pannella affinché venga superato "lo scandalo" di una Consulta e di una Camera dei Deputati senza plenum.Votai e dissi di votare Mancuso-Senese"Ha pienamente ragione, - ha detto l'ex senatore Ds e presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino di Marco Pannella e della sua iniziativa - è una situazione istituzionale di grave squilibrio e il Parlamento sta venendo meno a uno dei suoi compiti fondamentali e non trova giustificazione", ha aggiunto.

"Col suo plenum - ha poi osservato - molte decisioni della Corte sarebbero potute essere diverse e il Centrosinistra ha una sua responsabilità in questo"."Quando - ha ricordato Pellegrino - la Cdl fece il nome di Mancuso sottolineammo l'esigenza di bilanciare la sua presenza con una presenza culturale opposta, votai e dissi di votare Mancuso e Senese; è stata perduta un'occasione irripetibile di mandare un intellettuale dello spessore e della completezza di Salvatore Senese, ma la sua candidatura non fu appoggiata politicamente".A Mancuso mancano 100 voti"Credo che Marco Pannella abbia assolutamente ragione, sono solidale con lui", ha risposto Renato Cambursano, senatore della Margherita.

"E' davvero vergognoso - ha aggiunto - che non si sia proceduto nonostante anche le sollecitazioni del Presidente della Repubblica e della Corte".

Tuttavia, ha spiegato "su Mancuso mancano 100 voti e devono (i deputati della maggioranza, ndr) prenderne atto e cambiare cavallo su cui puntare".'Una provocazione positiva'Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla camera, ha definito quella di Pannella una "provocazione positiva, ha assolutamente ragione, è da molto tempo che chiedo ai capigruppo della maggioranza un tavolo senza pregiudiziali in cui discutere di due candidati graditi sia dlla maggioranza che dalla opposizione".Si può anche arrivare a una seduta 'no-stop'Di tutt'altra opinione il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa: "Se la sinistra non cambia modo di impostare il problema l'arsura dominerà la gola di Pannella per tutte le feste di Pasqua".

Sull'ipotesi di una seduta 'no-stop' della Camera fino all'elezione dei membri mancanti della Consulta, l'esponente di An è stato possibilista: "La decisione è del Presidente della Camera, ma ci si può anche arrivare".La resistenza delle Destre al rispetto delle normeFrancesco Giordano, capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, pur esprimendo "perplessità sulle modalità, a volte necessarie", ha riconosciuto valide le ragioni del leader radicale, sottolineando, riguardo alla mancanza del plenum alla Camera dei Deputati, "la resistenza da parte delle destre a voler garantire il rispetto delle norme, già viziate in campagna elettorale (nella vicenda delle liste civetta, ndr)".Difficoltà delle IstituzioniSecondo il vicepresidente della Camera Publio Fiori "il problema non si risolve imponendo ai parlamentari di votare in un certo modo.

Se non si riesce a fare il plenum - ha sostenuto - c'è un malessere politico, una difficoltà delle istituzioni a funzionare, una disaffezione, un risentimento del Parlamento a partecipare alle scelte".La Corte rischia di veder scadere il suo prestigio"Pannella ha ragione, non s'è mai visto un Parlamento che non riesce ad avere il suo plenum e la Corte rischia di vedere scadere il suo prestigio, il suo peso, la sua autorevolezza agli occhi dell'opinione pubblica".

Questa invece l'opnione dell'ex presidente della Commissione antimafia Ottaviano Del Turco (Sdi), per il quale "lo sciopero della sete di Pannella richiama il Parlamento a un dovere fondamentale".In particolare Del Turco ha ammesso di aver "sempre votato per Mancuso.

Non mi convince l'ostracismo dell'opposizione su quest'uomo, - ha spiegato - anche se non condivido molte sue opinioni, e abbiamo avuto molti scontri, ma mi piace l'ostinazione con cui difende in modo aperto le sue convinzioni, c'è bisogno alla Corte di giuristi con la capacità di dialogare con la gente.

Decidiamo - ha concluso - prima che la Corte possa diventare lo scheletro di quella istituzione rispettata per molti anni agli occhi dell'opinione pubblica.

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  • Giovanni Pellegrino, ex senatore Ds, ex presidente Commissione Stragi

    <br>Indice delle interviste
    0:00 Durata: 3 min 30 sec
  • Renato Cambursano, senatore Margherita

    0:03 Durata: 1 min
  • Pierluigi Castagnetti, capogruppo Margherita alla Camera

    0:04 Durata: 39 sec
  • Ignazio La Russa, capogruppo An alla Camera

    0:05 Durata: 42 sec
  • Francesco Giordano, capogruppo Rifondazione comunista alla Camera

    0:05 Durata: 1 min 28 sec
  • Publio Fiori (An), vice presidente della Camera

    0:07 Durata: 1 min 19 sec
  • Ottaviano Del Turco (Sdi), ex presidente della Commissione antimafia

    0:08 Durata: 1 min 48 sec