22 MAR 2002

Margherita: Congresso Costituente, la relazione di Francesco Rutelli

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 32 min

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'La Margherità sarà il partito del riformismo del futuro', questo il messaggio lanciato da Francesco Rutelli, che ha delineato il 'cammino di un partito che sarà popolare perché radicato, rappresentativo perché plurale, democratico perché aperto".Parma, 22 marzo 2002 - Vi proponiamo il documento audiovideo della relazione introduttiva di Francesco Rutelli al Congresso costitutivo della Margherita.Il nuovo riformismo italiano"La Margherita - ha spiegato il leader della Margherita - è un partito che avrà lunga vita, destinato a cambiare gli orizzonti politici del Paese, che contribuirà a definire un nuovo riformismo italiano, che lavorerà nell'Ulivo per ricostruire i programmi, le scelte, l'identità politica del centrosinistra, perché sia in grado di realizzare da qui ad alcuni anni un ciclo solido e duraturo di Governo democratico".In uno dei passaggi della relazione dedicato alla leadership della coalizione, Francesco Rutelli ha delineato i progetti per l'immediato futuro: "E' necessario continuare ad accelerare il cammino che abbiamo deciso senza disperdere energie in polemiche totalmente inconcludenti, che vengono risolutamente rigettate dalla nostra gente".La conferma della leadership dell'UlivoIl leader dell'Ulivo ha quindi parlato dei motivi che l'indomani delle elezioni hanno portato a confermare il ruolo di coordinamento dell'Ulivo a Rutelli e Fassino: "Per un duplice motivo, perché avevamo condotto una battaglia assai difficile a testa alta che ci aveva portato malgrado tutto a ridurre di due milioni di voti il distacco del centrosinistra rispetto al centrodestra registrato cinque anni prima.

E poi perché il problema di questi anni è ricostruire su basi nuove l'alleanza ulivista".Rutelli ha poi sottolineato che "non è dunque in questione un comando solitario, né la guida di una imminente campagna elettorale, ma un lavoro che deve coinvolgere tutti i partiti della coalizione, in un cantiere complicato che riguarda congressi e processi interni, rapporti tra forze politiche, ridefinizione di una strategia e un progetto per il Paese"."Mi è stata attribuita - ha puntualizzato - questa funzione non perché comportasse speciali gratificazioni, né vantaggi di parte.

Ma per la stessa ragione che ha portato Piero Fassino alla guida del maggior partito della coalizione: perché la tessitura in corso non ha bisogno di strappi, ma di un lavoro paziente commisurato ai tempi che occorrono all'opposizione.

Se ci fossero oggi soluzioni diverse possibili, condivisibili e convincenti, tutti le avremmo già adottate".Contendere il terreno a Forza ItaliaFrancesco Rutelli ha dimostrato di avere idee chiare sullo spazio politico a cui la Margherita dovrà puntare: "Se non comincerà ad andare all'attacco, a contendere a Forza Italia il cuore del terreno di gioco, l'Ulivo non vincerà mai e a questo si deve dedicare il riformismo del futuro della Margherita".Le riforme del mercato del lavoroE poi il riformismo: "Se si fa della modifica delle norme sul licenziamento una battaglia ideologica di principio - ha spiegato Rutelli - alla fine si dimentica l'altra metà della mela: la necessità assoluta di integrare flessibilità con sicurezza, garanzie, diritti non minori ma accresciuti e nuovi per chi lavora e per chi non lavora.

E' per questo che noi oggi diciamo senza ambiguità, con chiarezza e con forza, che siamo accanto ai sindacati, che ci piace vederli uniti, che sosterremo convintamente la loro battaglia.

Con altrettanta chiarezza diciamo che in una partita si deve essere bravi in difesa, e noi teniamo il massimo di compattezza, e bisogna anche sapere andare all'attacco".Improprio parlare di 'regime'Ma Rutelli è sembrato anche moderare i toni della polemica col governo: "Non mi appassiona il dibattito sull'esistenza o meno di un regime.

La definizione mi pare impropria, i toni con i quali si fa appello ad opporvisi mi appaiono spesso esasperati e fuori luogo"."Ma a tutti deve essere chiaro - ha subito aggiunto - un altro pilastro del nostro nuovo riformismo: noi ci impegniamo a resistere contro ogni dispotismo e contro una concentrazione illiberale di interessi.

Non sottovalutiamo il rischio che nell'Italia di Berlusconi si affermi un'idea tutto sommato marginale e meramente formale della democrazia.

Una democrazia a circuito chiuso: esercizio del voto più audience televisiva, più populismo del leader, più strapotere del denaro.

Una democrazia - ha osservato - che talvolta sembra tracimare il forme inedite di populismo presidenzialista e in quotidiana insofferenza verso il Parlamento.

L'idea di democrazia nel riformismo del futuro non potrebbe essere più distante da questa".Aperti alle aggregazioniRiguardo i rapporti della Margherita con gli altri soggetti politici, Rutelli ha parlato chiaramente: "Noi ci riuniamo qui per consolidare un partito riformista moderno.

Non escludiamo future e ulteriori aggregazioni", ma "non ha senso tuttavia discuterne in forma astratta.

Il miglior contributo che noi possiamo dare anche all'orizzonte unitario dell'Ulivo è di rendere unita, coerente, vitale la Margherita.

E di mantenerla aperta".

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