28 MAR 2002

Difesa: Presentazione "Libro Bianco" (con Martino)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 36 min

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Roma, 27 marzo 2002 - Documento audiovideo della presentazione, svolatasi a Palazzo Barberini, del "Libro Bianco" della Difesa 2002.

Sono intervenuti il ministro della Difesa, Antonio Martino, il generale Pietro Giannattasio, il Capo di Stato Maggiore Rolando Mosca Moschini.

Erano presenti i Sottosegretari di Stato alla Difesa, i Presidenti delle Commissioni Difesa di Senato Camera.Lo scopo del 'Libro Bianco'Il volume rappresenta il punto della situazione attuale delle Forze Armate e, più in generale, dell'intero settore della Difesa, trascorsi ben sedici anni dalla pubblicazione dell'ultimo
Libro Bianco, voluto dall'allora Ministro della Difesa Spadolini.

Ma il quadro geopolitico è profondamente cambiato e, con esso, le tendenze nel campo della sicurezza e le responsabilità dell'Italia nel contesto internazionale.Il Libro Bianco si propone quindi di informare il Parlamento e l'opinione pubblica sullo stato della Difesa e sugli scenari di sviluppo.Lo stato di salute delle Forze armateNel suo intervento, il ministro Martino ha sottolineato che il 'Libro Bianco' "tocca ogni sfaccettatura delle complesse problematiche militari" e precisa "la posizione del Governo nel settore della Difesa"."Lo stato di salute delle Forze Armate - ha spiegato il ministro della Difesa - deve essere costantemente e puntualmente verificato per rispondere alle domande sulle attuali capacità operative del nostro strumento militare, sulle sue prospettive future, sulle risorse necessarie ed il loro più efficace impiego", analizzando "la componente tecnico-operativa, ma anche di quelle tecnico-amministrativa e tecnico-industriale, con riferimento alle dinamiche internazionali dell'industria militare".I pilastri della politica di DifesaMartino ha poi parlato delle basi della politica di difesa: "L'Italia resta saldamente incardinata nell'Alleanza Atlantica", in cui assumono sempre più importanza "logiche 'inclusive' e non più solo 'esclusive', cioè di difesa contro minacce esterne"."La politica comune di sicurezza e difesa della UE - ha affermato - è l'altro pilastro della sicurezza dell'Italia".

Dopo l'11 settembre l'Italia dovrà inoltre interpretare "un ruolo importante nella preservazione della sicurezza internazionale, partecipando attivamente e direttamente alla difesa della pace, della giustizia, della libertà, in misura proporzionale al proprio peso economico, politico, culturale".Problemi e obiettivi"Le esigenze operative - averte il ministro - si avvicinano alle massime possibilità sostenibili dal nostro strumento militare attuale".

Per questo ha individuato dei problemei da risolvere: "Gli bilanciamenti nell'utilizzo del personale, nel senso che la parte impiegata nelle unità operative appare, al momento, inferiore alla proporzione ideale, individuabile in un 70% operativo e 30% direttivo.

Il qualitativo dello strumento militare, inferiore a quello medio dei nostri principali alleati.

Le risorse finanziarie per le quale, tuttavia, è possibile intravedere un trend moderatamente crescente".

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