04 APR 2002

Medio Oriente: Discorso di Bush sulla crisi

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 16 min 39 sec

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Gli Stati Uniti rilanciano una loro iniziativa in Medio Oriente.

Bush manda Powell, che partirà la prossima settimana.

Stop alle incursioni israeliane, ma Arafat non ha mantenuto le promesse contro il terrorismoWashington, 4 aprile 2002 - Il presidente George W.

Bush, in un discorso tenuto alla Casa Bianca, ha annunciato la decisione di inviare il Segretario di Stato Colin Powell, presente al suo fianco, in Medio Oriente, nel quadro di un piano che intende riproporre il ruolo degli Usa per una soluzione del conflitto israelo-palestinese che sta insanguinando la regione.Nel suo discorso Bush ha
criticato con forza le leadership di entrambi i popoli, "mi aspetto una leadership migliore, e mi aspetto risultati", invitandole a tornare al negoziato perché "la tempesta della violenza non può andare avanti.

Quando è troppo è troppo".

Il presidente Usa ha sì invitato Sharon a fermare le incursioni nelle città palestinesi, ma ha anche posto l'accento sulle gravi responsabilità di Arafat, colpevole della sua situazione per non essersi opposto al terrorismo, tradendo così il suo popolo.La prima risposta di SharonCome prima risposta a Bush, il premier israeliano Ariel Sharon ha autorizzato l'emissario statunitense Anthony Zinni ad incontrare il presidente palestinese Yasser Arafat a Ramallah, incontro rifiutato invece alla missione Ue di Piqué e Solana, ma ha respinto le proposte del presidente George Bush."L'operazione deve proseguire fino alla sconfitta del terrorismo, bisogna agire con determinazione", avrebbe detto Sharon a Zinni secondo quanto riferito dall'emittente 'Canale 2', che ha citato un comunicato dell'ufficio del premier secondo cui prima che possa partire qualsiasi iniziativa politica occorre che i ricercati palestinesi siano consegnati ad Israele e che le armi illegali vengano requisite.La missione di Powell"Questo - ha osservato Bush nel suo discorso - è un conflitto che può allargarsi o un'opportunità che possiamo cogliere.

Dunque manderò il segretario di Stato Colin Powell nella regione la prossima settimana".

Powell, ha spiegato, "lavorerà per implementare la risoluzione 1402", e ha ribadito la sua determinazione nel volere un cessate il fuoco "immediato e significativo, il ritiro da tutte le città palestinesi compresa Ramallah, la messa in pratica immediata delle intese Mitchell e Tenet".

"Non mi faccio e non ci facciamo illusioni sulla difficoltà delle questioni di fronte a noi, - ha commentato - ma la nostra determinazione è forte".Bush a Israele: niente più colonie e ritiro dai territori"Israele deve capire che la risposta ai recenti attacchi è solo una misura temporanea", altrimenti, ha sottolineato il presidente americano, c'è il "rischio di aggravare l'astio nel lungo termine" da parte dei palestinesi.

"Israele - ha proseguito - deve mostrare rispetto per la dignità del popolo palestinese che è e sarà suo vicino.

E' cruciale distinguere tra terroristi e palestinesi normali che cercano di mantenere la loro famiglia".

Le truppe israeliane devono essere "comprensive ai posti di blocco evitando ai palestinesi umiliazioni quotidiane"."In accordo con il piano Mitchell devono cessare le attività di colonizzazione israeliana nei territori occupati", ha affermato Bush citando anche le risoluzioni 242 e 338 delle Nazioni Unite.E poi un caldo invito da parte di Bush al ritiro dai territori e alla fine delle operazioni nelle città palestinesi: "Israele ha di fronte una terribile e seria sfida.

L'America riconosce il diritto di Israele di difendersi dal terrore, ma per mettere le fondamenta di una futura pace chiedo a Israele di cessare le incursioni nelle aree palestinesi, di iniziare il ritiro dalle città recentemente occupate.

Parlo come amico di Israele preccoupato per la sua sicurezza, che verrà con una vera pace".Ma Arafat non ha sceltoIl presidente Bush è stato altrettanto duro con il leader dei palestinesi Yasser Arafat, a cui ha rimproverato di aver "tradito il suo popolo".

"Dopo l'11 settembre - ha ricordato il presidente - ho detto: dovete scegliere, o col mondo civilizzato o col terrore.

E anche il Medio Oriente deve scegliere.

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese non ha affrontato né si è opposto al terrorismo in modo coerente".E dunque, ha aggiunto, "la situazione in cui si trova oggi è in gran parte opera sua.

Ha perso le occasioni, e dunque ha tradito le speranze del popolo che egli dovrebbe guidare".Due Stati devono convivere in pace e sicurezzaBush ha poi messo in guardia entrambi i popoli su quello che sta avvenendo, "il futuro sta morendo, il futuro dei palestinesi e degli israeliani" e ha indicato l'inevitabile soluzione, punto di arrivo: "Gli Usa hanno dato ufficialmente il loro appoggio all'idea di stato palestinese: due stati, Israele e Palestina, uno accanto all'altro in pace e sicurezza".Avvertimenti a Siria, Iran e IraqIl presidente ha ammonito coloro che potrebbero cogliere nell'occasione un'opportunità per allargare il conflitto di "stare alla larga" e ha lanciato un appello a tutti i leader e gli Stati arabi perché facciano cessare il terrorismo e riconoscano il diritto di Israele ad esistere: "Il piano del principe Abdallah dell'Arabia Saudita (riconoscimento d'Israele da parte di tutti i paesi arabi in cambio del ritiro ai territori occupati nel 1967, ndr) ha portato più paesi della regione che mai vicini a riconoscere il diritto di Israele a esistere".Pressante la richiesta del presidente Usa di fermare il terorrismo: "Farsi saltare in aria non aiuta la causa palestinese.

Chiamo l'Anp e ogni governo della regione a fare tutto quanto in loro potere per fermare il terrorismo".

Inviti altrettanto decisi sono stati rivolti a Iran, "le spedizioni di armi devono cessare, dall'Iran mi aspetto che decida da che parte sta nella guerra contro il terrore", Iraq, "governi come l'Iraq, che ricompensano i genitori per il sacrificio dei loro figli, sono colpevoli" e Siria, "si è espressa contro al Qaeda e mi aspetto lo stesso contro Hamas e Hezbollah".

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