07 APR 2002

PRC: V Congresso nazionale, le conclusioni di Fausto Bertinotti

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 49 min

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La 'costruzione della sinistra d'alternativa', la sinistra dei movimenti, è il progetto che sta a cuore a Bertinotti.

Al centrosinistra propone l'ostruzionismo parlamentare e un 'pacchetto' di referendum, respinge l'accusa di antisemitismo, 'noi siamo ebrei'Rimini, 7 aprile 2002 - "Una costituente per la costruzione di una sinistra alternativa, plurale, capace di intervenire nella crisi del centrosinistra e proporsi come grande forza del Paese".

Questa è la proposta politica che il segretario Fausto Bertinotti, nel corso del suo intervento di replica nella giornata conclusiva del V Congresso
nazionale di Rifondazione comunista, ha rivolto a tutti quei soggetti "esterni" al suo partito, a cominciare da quelli presenti nei No Global, il movimento dei movimenti.Il segretario del Prc ha avanzato l'ipotesi di "un soggetto unitario nel quale noi entreremmo come comunisti.

Si può non essere d'accordo, ma non si può dire che questa non sia una proposta.

Lavorare nel movimento per costruire un nuovo movimento operaio, quello del nuovo secolo"."Troppo poco - ha spiegato - si è riflettuto sulle categorie della rivoluzione, bisogna cioè combattere due derive: concepire la rivoluzione come assalto al Palazzo d'inverno e l'idea che siccome la rivoluzione non c'è non resta che il capitalismo.

Invece questa prospettiva c'è, va ripensata e ricollocata sulle gambe del movimento dei movimenti".Subito il movimento quindi, e "senza aspettare che arrivi la Guardia rossa: sono indisponibile ad abbandonare i toni enfatici sul movimento oggi per aspettare la Guardia rossa domani, sia perché non vorrei affidarmi alla Guardia rossa, sia perché in questo movimento investo e scommetto.

Seattle è una palla di neve che diventa una valanga e su questa valanga dobbiamo costruire il nostro progetto".Lo sciopero generale del 16 aprile viene da lontano e può andare lontanoEra cominciato dallo sciopero generale previsto per il 16 aprile l'intervento di Bertinotti: "Viene da lontano e può andare lontano.

Uno sciopero generale e generalizzato contro la globalizzazione e in risposta alla globalizzazione.

Verrà spezzata la solitudine degli operai: voi che i questi anni avete resistito non siete più soli perchè nuove forze sono entrate nello scontro.

Noi samo ambiziosi e cominciamo a impegnarci per farlo riuscire, affinchè sia generale davvero, sciopero generalizzato, sociale, dei diritti.

E ribadisce come senza il movimento lo sciopero generale non ci sarebbe".E riguardo la difesa dei lavoratori, ha criticato la Cgil "irresponsabile, come lo è stata almeno negli ultimi 10 anni.

La pace sindacale è stata una tregua sindacale subita.

Non bastano le dita di una sola mano per contare gli annni che separano l'ultimo sciopero generale.

Senza il movimento lo sciopero generale del 16 non ci sarebbe.Ma il leader comunista, pur preoccupato, non è pessimista circa le battaglie per la difesa dei diritti dei lavoratori: "Non possono non vedere che dietro la messa in discussione dell'art.

18 ora toccherà al contratto nazionale di lavoro, un elemento simbolico del protagonismo dei lavoratori.

Si vuole così spezzarli per cancellarli dalla scena politica.

Per passare non c'è altra strada che quella battuta da Reagan e dalla Thatcher.

Ma l'Italia, per fortuna, non è né l'America né la Gran Bretagna.

Quindi puo' essere che quello che è riuscito a Reagan e alla Signora di ferro non riesca a Berlusconi.

Io credo che non ci riuscirà".Alzare il livello dello scontro: ostruzionismo e referendumBertinotti ha poi avanzato "alle opposizioni una proposta di convergenza per alzare il livello dello scontro con il governo Berlusconi".

Contro le deleghe del governo, l'ostruzionismo parlamentare, contro le lesioni dello stato di diritto, rogatorie e conflitto d'interessi, e dei diritti dei lavoratori, articolo 18, di cui ha chiesto l'estensione a tutti i lavoratori, ha proposto un 'pacchetto di referendum'.Ma il segretario di Rifondazione si è rivolto a Piero Fassino e a Francesco Rutelli: "Mi volete rispondere se scegliete di fare ostruzionismo alla Camera e al Senato contro le leggi delega del governo?.

Avanziamo una proposta di cui vorremmo discutere non in un balletto di formule.

Posso chiedere, senza apparire provocatore che si passi dal minuetto dei buoni rapporti e dei buoni sentimenti alla sostanza della proposta politica? Per favore Rutelli, Fassino mi volete rispondere, ci volete rispondere? Se scegliamo di fare, come vi proponiamo, l'ostruzionismo in Parlamento contro le leggi delega del governo".Bertinotti ha quindi espresso fastidio per la politica che si tende a fare, quella dei commenti che inseguono commenti: "Qualcuno ci vuole portare li?, Beh, noi non verremo.

Vogliamo uscire dallo schema insopportabile del commento al commento, dal sapere cosa devi dire di quello che hanno detto Mastella e poi Fassino e poi Rutelli e così via di tg in tg, in una politica che diventa inascoltabile e non solo invisibile agli italiani.

Ci volete ripotare lì, non ci andiamo.

Abbiamo fatto troppa fatica per uscirne".Noi siamo ebreiCon appassionata determinazione, Bertinotti ha infine respinto le accuse di antisemitismo: "Sentiamo come infame questa accusa rivolta, a noi.

A noi che ci sentiamo ebrei, come ci sentiamo neri, come ci sentiamo aborigeni, come ci sentiamo islamici, come ci sentiamo immigrati, come ci sentiamo omosessuali, come ci sentiamo lesbiche, come ci sentiamo parte di tutto il mondo leso nei suoi diritti e nelle sua dignità.

Noi siamo ebrei!"."L'accusa di antisemitismo - ha avvertito - che qualcuno ci rivolge viene usata in maniera strumentale da parte di chi vuole chiudere la bocca a noi e al movimento.

Viene usata come chiave di volta per delegittimarci.

A nessuno di voi, compagni e compagne, deve venire in mente di rivoltare queste accuse, di cadere nella trappola che ci vogliono tendere.

Non ci deve essere nessuna ritorsione, nessuna risposta che ricalchi i toni di coloro che lanciano queste accuse infamanti.

Abbiamo il dovere di fare insorgere tutta la nostra indignazione, noi dobbiamo condurre una vera e propria offensiva culturale".La causa è l'occupazione operata da Israele nel 1967Solo Rifondazione e i movimenti hanno "parlato il linguaggio della pace", hanno "riconosciuto gli aggressori (Israele, ndr) e gli aggrediti (i palestinesi, ndr)", ha rivendicato Bertinotti, che ha invece puntato l'indice sull'ipocrisia e l'equidistanza, che diviene complicità, delle istituzioni."Noi - ha aggiunto - non taceremo.

La tragedia palestinese ha una causa: l'occupazione dei territori da parte dei Israele nel 1967.

Prima, non c'è nessuna manifestazione terroristica".

"Quel terrorismo - ha accusato - che loro (Israele, ndr) alimentano con i bombardamenti e i carri armati".

"La battaglia per l'egemonia - ha poi concluso il suo intervento Bertinotti - passa per la battaglia della pace contro la guerra, per la difesa del popolo palestinese contro l'aggressione".Sospensione del trattato di associazione Ue-Israele"I signori della guerra - ha ricordato - che avevano parlato di interventismo democratico intervennero e bombardarono la gente inerme di Belgrado per difendere i diritti delle popolazioni del Kosovo.

Ma per difendere la popolazione di Ramallah, neanche una forza di interposizione.

Per proteggere le ragioni sacrosante del popolo palestinese, l'Unione Europea non è neanche in grado di dire queste semplici parole: 'Israele è legata all'Ue da trattati che la rendono nazione associata.

Se Israele non smette di bombardare i Territori e di occuparli, l'Europa sospende questi trattati.Deficit di socialismo nello stalinismoBertinotti ha voluto anche rispondere alle incertezze emerse nell'abbandonare lo stalinismo: "Sono contrario alla resistenza, diretta e strisciante, che viene opposta alla rottura con lo stalinismo.

Non potere fare uno sciopero né una critica, dover andare all'estero per scrivere un articolo, tutto questo non ha nulla a che fare con il socialismo.

Riflettete più che sul deficit di democrazia, proprio sul deficit di socialismo" dello stalinismo.

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  • Lo sciopero generale del 16 aprile: "Viene da lontano e può andare lontano"

    <br>Indice degli argomenti
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  • Una 'nuova generazione', di 'un altro mondo possibile'

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  • Critica al Sindacato: "Una pace sociale subita"

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  • Il movimento e lo sciopero generale

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  • Lo scontro sociale sull'articolo 18 e le deleghe del governo Berlusconi

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  • A Fassino e Rutelli su ostruzionismo e 'pacchetto' referendum: "Mi volete rispondere?"

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  • Uscire dalla 'politique politicienne' del commento sui commenti

    0:38 Durata: 2 min 6 sec
  • Rinascita dell'alternativa di sinistra e la crisi del Centrosinistra: "Alzare il livello dello scontro"; "Un nuovo movimento operaio, del nuovo secolo"

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  • Rifondazione Comunista nel Movimento: "Investo e scommetto in questo Movimento"

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  • Critica allo stalinismo

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  • Riflessione sul partito: "Dovunque c'è una lotta c'è Rifondazione Comunista" e Crisi della forma partito

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  • Il partito nel movimento, un soggetto unitario un cui entrare come partito e come comunisti

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  • Sospensione dei trattati di associazione Ue-Israele

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  • Il terrorismo nemico mortale

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  • Le accuse di antisemitismo "per chiuderci la bocca": "Noi siamo ebrei"

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  • "La tragedia palestinese ha una causa: l'occupazione dei territori da parte dei Israele"

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  • "La battaglia per l'egemonia passa per la battaglia della pace contro la guerra, per la difesa del popolo palestinese contro l'aggressione"

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