17 APR 2002

Medio Oriente: Bush, i leader devono scegliere tra la pace e il terrorismo (discorso al Virginia Military Institute)

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Bush riafferma la politica americana di lotta al terrorismo e richiama palestinesi, israeliani e paesi arabi alle loro responsabilità nella crisi in Medio Oriente.

'L'america è orgogliosa di Powell'17 aprile 2002 - "L'America è orgogliosa di Colin Powell, l'America è fortunata, e io sono orgoglioso di avere Colin Powell a servizio del nostro Paese", ha affermato il presidente George W.

Bush, parlando al Virginia Military Institute, a Roanoke, in Virginia.

Bush ha quindi esordito ricordando che Powell fu allievo del 'Vmi' come, prima di lui, lo era stato il generale George C.

Marshall, capo di
Stato Maggiore durante la Seconda Guerra Mondiale, unico altro generale a divenire Segretario di Stato e unico militare, per il suo piano di ricostruzione dell'Europa, a vincere il Nobel per la pace.La visione della pace in Medio OrienteLe parole di Bush sulla crisi in Medio Oriente sono state più che mai chiare: anche lì, "ogni leader, ogni Stato deve scegliere tra due diverse strade, la strada della pace e quella del terrorismo.

Tuttte le parti - ha osservato - hanno delle responsabilità, e il Segretario di Stato Powell le sta aiutando ad averle chiare".Dunque Bush ha ringraziato Powell per il suo "duro lavoro e difficile compito", ha sottolineato i "progressi verso la pace" e si è detto impegnato a mantenere "la visione della pace" che prevede l'esistenza di "due Stati, Israele e la Palestina, l'uno accanto all'altro in sicurezza e pace".Le responsabilità di palestinesi, israeliani e paesi arabiIl Presidente Bush ha inoltre lanciato appelli a tutti i protagonisti della crisi in Medio Oriente richiamandoli alle proprie responsabilità: i palestinesi, che devono fare "seguire gli atti alle parole di condanna del terrorismo"; gli israeliani, che devono "proseguire il ritiro dai territori palestinesi ri-occupati"; tutti gli Stati arabi, che devono "fare fronte alle loro responsabilità.

Egitto, Giordania, Arabia Saudita - ha precisato - sono stati di grande aiuto nella lotta contro il terrorismo e devono ora esserlo per la pace in Medio Oriente.

I Paesi arabi - ha però continuato Bush - debbono smettere di finanziare e di incoraggiare il terrorismo"."Un assassino non è un martire, è solo un assassino", ha affermato il Presidente riferendosi ai terroristi kamikaze palestinesi e giocando sull'assonanza delle parole, in inglese, 'murderer' (assassino) e 'martyr' (martire).

Già nei giorni scorsi, la Casa Bianca aveva abbandonato l'espressione 'attentati suicidi' per adottare quella di 'attentati omicidi'.Oggi siamo chiamati a difendere la libertà contro il terrorismoMa il discorso di Bush ha soprattutto ribadito la determinazione degli Usa e dei suoi alleati nella guerra a tutto campo contro il terrorismo: "Oggi siamo chiamati a difendere la libertà contro il terrorismo.

Sarà una guerra lunga", ha affermato, ricordando che si tratta di "lavorare per rendere il mondo migliore"."Il mondo civilizzato si trova davanti a una pesante minaccia delle armi di distruzione di massa.

Regimi 'fuorilegge' - ha spiegato - posseggono oggi e sviluppano armi chimiche, biologiche e nucleari e allo stesso tempo hanno legami con i terroristi.

Nella loro minaccia alla pace, nelle loro folli ambizioni, nel loro potenzaile distruttivo, nella repressione dei loro popoli - ha ammonito Bush - questi regimi costituiscono un 'asse del male' e il mondo deve combatterli.Quindi il Presidente Bush ha annunciato che procederà con il sistema di difesa missilistico "per proteggere il popolo americano, le sue truppe e i suoi amici alleati" e che l'America si opporrà con ogni azione alle minacce.I progressi nella guerra al terrore"Faremo il nostro dovere", ha rassicurato Bush.

"E' una guerra diversa, - ha spiegato - combattuta su fronti diversi, facciamo progressi sui molti fronti attraverso la forza militare, la diplomazia, la pressione finanziaria e le operazioni speciali, in ogni caso sconfiggeremo le minacce contro il nostro paese e il mondo civilizzato"."I nostri progressi - ha proseguito - si misurano giorno dopo giorno, terrorista dopo terrorista.

La nostra coalizione internazionale contro questi assassini è forte, unita e in azione.

Staremo in Afghanistan finché la missione non sarà compiuta - ha aggiunto - le nostre truppe sono state mandate a liberare il paese e non a conquistarlo".'O con noi, o con i terroristi'Il Presidente americano ha quindi spiegato che la guerra al terrorismo proseguirà aiutando paesi come lo Yemen, le Filippine, la Georgia, a sconfiggere i terroristi al loro interno e ha ribadito quanto affermato dopo l'11 settembre: Dovunque il terrorismo minaccia il mondo civilizzato noi e i nostri alleati risponderemo decisamente.

Ogni nazione che si unisce a noi è benvenuta, ogni nazione che ha bisogno d'aiuto lo avrà.

E nessuno può rimanere neutrale, tutte le nazioni devono scegliere: Con noi, o con i terroristi".Infine Bush ha riaffermato che per un futuro di pace sono necessari i principi della democrazia americana: "Il governo della legge, i limiti al potere dello Stato, il rispetto per le donne, la propiretà privata, la giustizia uguale per tutti, la tolleranza religiosa".

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