24 APR 2002
intervista

Consulta: Eletti i due giudici, successo del satyagraha

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 4 min 51 sec

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"Consulta: Eletti i due giudici, successo del satyagraha" .

L'intervista è stata registrata mercoledì 24 aprile 2002 alle ore 00:00.

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Mancuso non ci sta, 'Berlusconi mi ha tradito' ed esce dal gruppo di Forza Italia</strong><p>Il Parlamento in seduta comune ha finalmente eletto, dopo 18 mesi, i due nuovi giudici della Consulta, per la cui elezione i radicali hanno intrapreso un satyagraha a cui hanno partecipato più di 3 mila persone e Marco Pannella ha portato avanti uno sciopero della sete per 146 ore. Sono stati eletti Romano Vaccarella, candidato dal centrodestra, con 583 voti, e Ugo De Siervo, per il centrosinistra, che ha ottenuto 599 voti.<p><strong>Per Pannella, partorito un mostro</strong><p>"Un nostro grande successo strappato alle sabbie mobili della politica italiana, - ha esultato Marco Pannella - questo, 1500 detenuti hanno imposto a un Parlamento criminogeno. Hanno dovuto partorire la creatura, la legalità, ma come l'hanno messa alla luce è un mostro, non rispettano la legalità perché non possono permetterselo, se una volta la rispettano viene fuori un mostro". Questo il commento di Marco Pannella che, dopo aver ringraziato i 3800 partecipanti al satyagraha per la legalità, ha annunciato che continuerà lo sciopero della fame per il 'vulnus' sempre aperto dei seggi vaganti alla Camera dei Deputati.<p>"Ho detto a Mancuso che non poteva fidarsi, Silvio Berlusconi è lealissimo ai propri interessi, l'ho sperimentato. Dal '95 - ha denunciato il leader radicale - ci sono stati accordi costanti tra Mediaset e forze dominanti della sinistra, Mancuso ha una sua dignità, una sua autonomia, imprevedibilità, dubito che un professionista legatissimo a Berluscomni, di cultura comunista possa essere non preferito da questa sinistra e da ambienti di Forza Italia per far fuori uno come Mancuso".<p><strong>Mancuso: 'Berlusconi traditore, Previti bandito'</strong><p>Una conclusione contro cui si è scagliato l'ex guardasigilli Filippo Mancuso, che era stato fino a ieri il candidato del centrodestra su cui il centrosinistra aveva posto il veto che ha bloccato l'elezione dei due giudici fino ad oggi. "Ho deciso di dimettermi dal gruppo di Forza Italia - ha dichiarato al termine della seduta - perché in quest'ultima fase ci sono stati dei complotti. Prima da parte di personaggi minori e poi, stanotte o poco fa, c'è stato il tradimento di Berlusconi...".<p>"Il premier ha mancato platealmente e gravemente, senza rispettare la delicatezza umana dei nostri rapporti, ad una parola datami ieri sera e mai revocata. Mi ha dato un'assicurazione fondamentale per me in quel passaggio ma che forse era già valutata come superata quando me lo si forniva". Ieri Mancuso aveva accettato di ritirarsi in cambio dell'assicurazione da parte di Berlusconi che sarebbe stato portato dalla CdL Mario Serio, membro non togato del Csm e nipote dello stesso Mancuso, "ma forse - ha aggiunto l'ex guardasigilli - mi si prometteva qualcosa che si era già deciso di non fare".<p>La CdL ha candidato invece Romano Vaccarella, giurista e professore universitario di tutto rispetto, ma avvocato di Berlusconi e, secondo Mancuso, collega di studio dell'avvocato e deputato Cesare Previti. Così Mancuso si è rivolto proprio a Previti al termine della seduta: "Siete dei banditi, la fama di bandito che hai è meritata ed è al di sotto della realtà".<p>"Sono completamente estraneo alla vicenda. Capisco l'amarezza di Mancuso, ma io non ho suggerito alcun nome e poi Vaccarella non ha mai lavorato nel mio studio, ed è l'avvocato di Berlusconi nel senso che lavora per il gruppo", è stata la replica di Previti. Mancuso ha quindi attaccato anche la sinistra: "Che grandi statisti questi Violante e Castagnetti... Vergogna. Dopo sette anni in cui hanno perseguitato Previti ora portano lo studio Previti nella Corte costituzionale".<p><strong>Vaccarella: Io avvocato Fininvest, ma anche Ds</strong><p>Intervistato subito dopo la sua elezione, Romano Vaccarella ha voluto dissipare alcune voci sul suo conto "che non rispondono a verità": "Mi dispiace che Mancuso abbia preso tutto come un trappola. Si è detto che stavo in studio con Previti: non è mai accaduto. Conosco Previti, l'ho difeso in alcune cause civili, ma non faccio parte del suo studio, né lui del mio. Pannella dice che sono avvocato della Fininvest. Sì è vero, ma aggiungo: lo sono anche dell'Olivetti dell'Enel, delle Ferrovie dello Stato, della Telecom, della Seat, dell'Acea. E ho tenuto a battesimo il Pds nella causa per il simbolo assistendo Occhetto e l'allora suo vice D'Alema".<p>Quanto a Berlusconi, "l'ho difeso in qualche causa civile e sono onorato di averlo fatto. Così come ho difeso tanta altra gente, compresi i poveracci. Con Berlusconi c'è soprattutto un rapporto di stima, e non politico", ha aggiunto, precisando di non aver mai lui stesso avanzato la propria candidatura alla Consulta.<p><strong>Romano Vaccarella</strong><p>Romano Vaccarella, 60 anni, nato a Roma, è presidente della commissione incaricata di riformare il codice di procedura civile dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli. Professore ordinario di diritto processuale civile alla Luiss, ha cominciato la carriera universitaria nel '65, nello stesso anno in cui si è laureato, come assistente volontario presso la cattedra di diritto processuale civile dell'Università di Roma. Poi il trasferimento all'Università di Camerino, prima come assistente ordinario e dal '73 come professore incaricato di diritto processuale civile e teoria generale del processo.<p>Ordinario di diritto processuale civile presso la Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Perugia dall'80, ha lasciato l'incarico nell'85 per passare all'Università di Roma Tor Vergata. E' avvocato civilista ed autore di numerose pubblicazioni: tra le altre, un manuale di procedura civile e un commento al codice civile, scritto a quattro mani con il vice presidente del Csm Giovanni Verde. Vaccarella ha anche scritto un manuale di diritto processuale del lavoro ed è considerato un esperto di diritto fallimentare.<p><strong>Ugo De Siervo</strong><p>Ugo De Siervo, nato nel 1942, si è laureato con il massimo dei voti e lode nel 1965 in diritto costituzionale presso la facoltà di giurisprudenza di Firenze. Dal 1969 assistente ordinario di diritto costituzionale presso la Cattedra di diritto costituzionale di Firenze, titolare era il prof. Paolo Barile, e dal 1972 professore incaricato nelle Facoltà di giurisprudenza di Sassari e poi di Firenze. Vincitore nel 1976 del concorso a cattedra di diritto pubblico, ha insegnato nelle Università di Salerno e di Firenze, diritto pubblico, diritto regionale, diritto costituzionale.<p>Attualmente è professore di diritto costituzionale presso la Facoltà di giurisprudenza di Firenze. Autore di molti scritti, oltre duecento, di storia costituzionale, sistema delle fonti, libertà e diritti costituzionali, sistema regionale e locale, processo di costituzionalizzazione dell'Europa, è stato componente dal 1970 al 1974 del Comitato regionale di controllo della Regione Toscana, dal 1986 al 1993 del Consiglio superiore della pubblica amministrazione, dal 1997 al 2001 del Garante per la protezione dei dati personali. Dal 1988 è stato inserito nell'elenco entro cui eventualmente sorteggiare i giudici aggregati della Corte costituzionale nei casi di giudizi penali.
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