07 MAG 2002
intervista

Plenum Camera: Al via la “fase due” del Satyagraha radicale

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 14 min 51 sec

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In vista della riunione della Giunta per le Elezioni chiamati a risolvere la questione del plenum della Camera dei Deputati riprende la fase "dura" della lotta nonviolenta dei radicaliRoma, 7 maggio 2002 - Domani si riunisce la Giunta per le elezioni della camera, chiamata a prendere una decisione sui 13 seggi mancanti, ormai da un anno, al plenum dell'Assemblea dei deputati.

E dalla mezzanotte di oggi (martedi) riprendono gli scioperi della fame nell'ambito del satyagraha radicale, l'iniziativa di lotta nonviolenta per assicurare il plenum della Camera e quindi il rispetto della legalità
costituzionale.

Dopo il successo dell'iniziativa volta ad ottenere l'elezione dei due membri della Consulta, raggiunta al termine di un drammatico sciopero della sete che ha visto Marco Pannella giungere al settimo giorno di azione nonviolenta, i radicali, in tutto il paese ed in particolare nelle carceri dove è giunta una straordinaria partecipazione all'iniziativa, si preparano al secondo obiettivo: ottenere un pronciamento del parlamento sulla questione dei seggi vacanti alla Camera dei Deputati.In una conferneza stampa che si svolgerà domani mattina, Marco Pannella traccerà gli obiettivi dell'iniziativa, non senza sottolineare che l'azione nonviolenta dei radicali è volta ad ottenere un messaggio formale alle camere da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.In vista l'ipotesi di non assegnazioneIl presidente della Giunta per le elezioni della Camera Antonello Soro si è detto ottimista sui tempi della decisione, "mercoledì dovremmo arrivare a una conclusione", ma ha anticipato la "possibilità di una decisione consapevole di non affidare i seggi vacanti, decisione che non è auspicabile, ma preferibile a un'omissione non dichiarata, che, per negligenza, produce lo stesso risultato".A sostegno della tesi che prevede di lasciare vacanti i seggi, si è dichiarato Peppino Calderisi ha affermato che "la Giunta deve prendere una decisione formale", ma che si è "di fronte a un vuoto legislativo" e occorre "rimediare agli errori di FI".

Secondo Calderisi "il regolamento d'attuazione ha innovato la legge assegnando i seggi anche alle liste avversarie, ed è una norma illegittima, ma non si può neanche inventare un criterio dopo il voto".

Dunque "qualunque sia la soluzione - ha avvertito - è non conforme, innovativa rispetto alla legge.

La mancanza del plenum è grave, - ha sottolineato - ma ancora più grave è fare norme dopo".Altre soluzioniSul tappeto, ufficialmente, vi sono le altre soluzioni propugnate rispettivamente dagli opposti schieramenti.

Il capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante ha spiegato infatti, che "il Centrodestra ha esagerato con le liste 'civetta', e ora la norma, applicata anche dalla Corte di Cassazione, prevede che, se sono finiti i candidati di un 'blocco', si ricorre a quelli dell'altro".Gregorio Fontana, invece, ha ricordato che FI non è "disponibile a una soluzione a ogni costo che vada in senso opposto alla volontà dei cittadini" e ha proposto che i seggi siano assegnati "ai migliori perdenti della Casa della Libertà".Per i radicali una questione di legalità, non di meritoAnche se sin dal primo minuto in cui è apparso chiaro, all'indomani delle elezioni del 13 maggio, che si sarebbe creato il problema dei seggi vacanti, i radicali hanno proposto una soluzione di merito, il Satyagraha però concerne solo la necessità costituzionale di trovare una soluzione con l'assunzione di una delibera da parte del parlamento.Dunque, il Satyagraha chiede che ad un anno di distanza dal voto politico, il parlamento adempia al proprio dovere costituzionale, prendendo una decisione, indipendentemente dal merito che potrà successivamente essere discusso.Perchè i seggi sono vacantiIl problema dei seggi vacanti è sorto all'indomani delle elezioni del 13 maggio 2001, allorquando, Forza Italia si è trovata con 11 seggi attribuiti nella quota proporzionale, per i quali non vi erano candidati eleggibili.Esauriti i nomi nelle liste di candidati per la quota proporzionale, infatti, la legge prevedeva l'elezione dei candidati risultati non eletti nei collegi proporzionali.

Questa soluzione, però, si è resa impraticabile perchè i candidati perdenti nei collegi non erano collegati alla Lista di Forza Italia, ma ad una cosiddetta "lista civetta".

In termini giuridici, quindi, i candidati dei collegi non erano attribuibili in alcun modo a Forza Italia.

Dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che il 26 maggio del 2001, ha dichiarato la propria incompetenza a decidere in materia, la questione si è trasferita nella Giunta per le elezioni della Camera, che però non è riuscita a trovare, ad un anno di distanza, alcuna soluzione.

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