21 MAG 2002

Plenum Camera: Pannella, «Martino non ha capito nulla della tesi radicale»

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Martino accusa i radicali di favorire "la consociazione politica" per far insediare i 13 parlamentari mancanti, ma Capezzone e Pannella replicano: l'obiettivo del satyagraha è che la Camera decida subito, anche di proseguire con 617 deputatiRoma, 21 maggio 2002 - Il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone e Marco Pannella sono intervenuti in diretta telefonica a Radio Radicale per rispondere all'articolo del ministro della Difesa Antonio Martino dal titolo "Stavolta Pannella sbaglia", pubblicato stamani dal quotidiano 'La Sicilia', con il quale il ministro criticava la posizione dei radicali sulla questione del mancato plenum della Camera.Martino, no alla consociazione dei partitiNell'articolo in questione Martino spiegava come non esista "una soluzione esplicitamente prevista al problema: per completare il plenum, si dovrebbe inventarne una, grazie a un qualche accordo fra la maggior parte delle forze politiche.

Ed è per questa ragione che io, che spesso concordo con le battaglie radicali e che avevo appoggiato la protesta per il plenum della Corte Costituzionale, non mi trovo d'accordo con questa loro seconda battaglia".Martino faceva notare che "per poter fare quanto i radicali chiedono, sarebbe necessario un largo accordo fra i partiti di maggioranza e di opposizione: avremmo, cioè, la violazione di un consolidato e sacro criterio costituzionale (non è ammissibile modificare l'esito delle elezioni con provvedimenti che non erano in vigore al momento in cui si è votato), realizzata grazie a una consociazione partitica"."Sarebbe - sottolineava - l'esatto contrario di tutto ciò per cui i radicali si sono sempre battuti: la supremazia della legge rispetto al potere dei partiti".

Il ministro, osservando che "la soluzione al mancato plenum sarebbe anch'essa costituzionalmente illegittima, perché verrebbe inventata adesso, a oltre un anno dalle elezioni politiche", sosteneva dunque che la Camera dovrebbe andare avanti con un plenum di 617 deputati.Il satyagraha chiede che la Camera prenda una decisioneIn risposta a questa tesi, Pannella ha commentato: "Martino non ha capito nulla della tesi radicale.

Il satyagraha chiede che la Camera deliberi", che decida sulla questione, qualunque sia la decisione presa.

Infatti, rispetto alla "tesi di Caianello, Martino e Calderisi che non è anticostituzionale andare avanti senza plenum e ratificare una Camera con un plenum di 617", Pannella ha affermato: "Che lo faccia, per noi, se lo fa, poi sorge il problema politico, ma non sarà obiettivo di satyagraha, però devono deliberare, chiediamo che la Camera stabilisca un punto al problema".Il leader radicale ha poi ribadito i motivi della sua partecipazione personale al satyagraha: il plenum della Camera, il messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere e la costituzione della Commissione bioetica, prevista dalla legge, ma in questo momento assente anche per mancanza di una proroga a quella precedente".Martino 'marca la distanza dalle lotte radicali'Pannella ha inoltre avvertito che il 30 giugno la Camera sarà responsabile del plenum del Csm e ha invitato il Presidente Ciampi ad inviare un messaggio alle Camere espletando al dovere di vigilanza di corretto funzionamento costituzionale delle istituzioni.

Infine, ha interpretato l'intervento di Martino su 'La Sicilia' come l'esigenza del ministro "di marcare la distanza dalle lotte radicali".Le 'inesattezze' di MartinoAnche il segretario dei Radicali italiani Capezzone ha rilevato "con dispiacere il fatto che il Ministro della Difesa accusi i radicali di voler favorire "la consociazione politica" per far insediare i tredici parlamentari mancanti, e di compiere "un’autentica istigazione a delinquere", "pretendendo che il Capo dello Stato chieda alle Camere di violare la Costituzione"."Spiace che, in così poche righe - afferma Capezzone - si concentrino così tante inesattezze, frutto evidente del poco tempo che, a causa dei suoi impegni istituzionali, il Ministro ha potuto dedicare all’esame della nostra iniziativa.

Ma anche ai migliori, perfino ad una personalità così autorevole e da noi così stimata, può capitare di incorrere in una grave imprecisione: a maggior ragione se, sia pure per un momento, si sceglie per maitre à penser non Milton Friedman, ma il pur ottimo Peppino Calderisi".La costituzione è già violata oggiCapezzone ha ribadito al Ministro Martino la convinzione che la Costituzione della Repubblica sia violata oggi: "Una prima volta dal fatto che la Camera dei Deputati è priva da un anno del suo plenum, e una seconda volta dal fatto che, esattamente all'opposto della ricostruzione compiuta dal Ministro, si continua a subordinare la possibilità di ripristinare la legalità costituzionale alla capacità dei partiti, incluso quello del professor Martino, di intendersi su un qualche 'papocchio'"."Spero - ha concluso Capezzone - che presto, in tanti (e, lo spero sinceramente, con il ministro Martino), troveremo il tempo di ascoltare il richiamo di legalità e di civiltà che dalle carceri italiane (e da oltre 5 mila cittadini, con Marco Pannella) sale e tenta di rivolgersi alle massime istituzioni della Repubblica".

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  • L'intervento di Daniele Capezzone

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  • L'intervento di Marco Pannella

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